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Telefonini e salute

16/05/2012 07:00

Le ultime ricerche continuano a escludere effetti sulla salute degli utilizzatori

La sempre maggiore diffusione delle tecnologie di telefonia mobile e altri dispositivi wireless - Wi-Fi, trasmettitori televisivi e radiofonici,ecc. –  sollecita sempre nuove ricerche e studi sui possibili effetti sulla salute. A questi si aggiunge ora un nuovo rapporto, redatto dal gruppo consultivo indipendente Health Protection Agency (HPA) in materia di radiazioni non ionizzanti, che aggiorna un precedente lavoro pubblicato da AGNIR (Advisory Group on Non-ionising Radiation) nel 2003.

Come ha dichiarato direttore del Centro del HPA per Rischi delle radiazioni, chimici e ambientali, anche quest’ultima ricerca conferma la mancanza di evidenze scientifiche di correlazione tra esposizione a radiofrequenze (RF) e salute di bambini e adulti.

I commenti affidati ai comunicati stampa dal Presidente di AGNIR, Anthony Swerdlow, smentiscono timori diffusi, ma in qualche modo richiamano anche il principio di precauzione per i rischi a lungo termine. Sostanzialmente si conferma che le emissioni di campi a radiofrequenza (RF), entro i livelli stabiliti dalle linee guida accettate a livello internazionale, non possono essere avvertiti dalle persone, comprese quelle che riferiscono di essere sensibili ai campi RF. L’uso di telefoni cellulari non può essere correlato all’insorgenza di patologie tumorali, in particolare ai tumori cerebrali. Nessun rischio anche per le persone più lungamente esposte per motivi di lavoro o per vicinanza ai trasmettitori.

D’altra parte si considera anche la diffusione relativamente recente di questi dispositivi e si ammette la scarsità d’informazioni sui rischi oltre i quindici anni dalla prima esposizione. Per questo è importante continuare la ricerca e monitorare l’incidenza di tumori, la morbilità cardiovascolare e le patologie legate alla funzione riproduttiva.

Permane dunque la raccomandazione per un approccio precauzionale. Soprattutto per i bambini si suggerisce di scoraggiarne l'uso e di verificare i tassi di assorbimento specifico di energia o SAR  (Specific Absorption Rate) che esprime la misura di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano quando questo viene esposto all'azione di un campo elettromagnetico a radiofrequenza (RF).

I valori SAR, misurati dalle aziende costruttrici, vanno confrontati con i limiti indicati delle linee guida ICNIRP (International Commission on No-Ionizing Radiation Protection).

 

Per approfondimenti:

Health Effects from Radio Frequency Electromagnetic Fields;

Testo unico sicurezza

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