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Strategie di monitoraggio dei composti organici volatili (COV) in ambiente indoor

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29/11/2012 14:15

Indagini condotte a livello europeo evidenziano che la popolazione dei centri urbani trascorre in media il 95-97% del proprio tempo in ambienti chiusi

É uscito in questi giorni il volume “Strategie di monitoraggio dei composti organici volatici (COV) in ambiente indoor”, a cura del Gruppo di Studio Nazionale sull’Inquinamento Indoor (GSN) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nato nel 2010 per sopperire alla mancanza di un regolamento che definisca le procedure di rilevazione, monitoraggio e campionamento degli inquinanti indoor.


Da alcuni anni la comunità scientifica definisce con il termine “indoor” gli ambienti di vita e di lavoro non industriali e, in particolare, quelli adibiti a dimora, svago, lavoro e trasporto, fra i quali si possono ricordare per es.: uffici pubblici e privati, ospedali, scuole, uffici, caserme, alberghi, banche, cinema, ristoranti, autobus, aerei, palestre, ecc.
Per inquinamento indoor si intende, invece, la presenza di contaminanti fisici, chimici e biologici nell’aria che, agendo singolarmente o in combinazione con altri fattori, determinano una diminuzione del comfort ambientale e un rischio per la salute.
Molte sono le fonti interne di inquinamento, quali i materiali da costruzione degli edifici, gli impianti di riscaldamento e condizionamento, gli arredi, i prodotti per la pulizia, gli impianti elettrici, l’uomo stesso e le sue attività ecc., e fra queste una delle fonti più importanti è il fumo di tabacco.


Da indagini condotte a livello europeo, risulta che la popolazione residente nei centri urbani trascorre moltissimo tempo in ambienti chiusi, per cui l’esposizione all’inquinamento indoor è nettamente preponderante rispetto a quella outdoor.
Il Gruppo di Studio Nazionale (GSN)  si è occupato dei Composti Organici Volatili (COV) perchè costituiscono una classe rilevante degli inquinanti chimici indoor, con caratteristiche intrinseche molto differenti fra una sostanza e l’altra, e con impatti diversi in relazione a fattori quali persistenza ambientale, tossicità e soglia olfattiva.
Fra l’altro, l’importanza di effettuare studi sui COV è stata confermata anche da uno studio condotto in undici città del nord Europa, e pubblicato lo scorso anno sulla rivista scientifica “Atmospheric Environment”, che ha messo in relazione diretta l’asma in bambini e adolescenti con la presenza di COV nell’ambiente scolastico.


Il GSN ha effettuato preventivamente una revisione della documentazione tecnica relativa alle norme di riferimento disponibili a livello europeo e internazionale, alle metodiche di campionamento ed analisi specifiche negli ambienti confinati, per poi procedere alla redazione di strategie di monitoraggio e tecniche di campionamento e di analisi dei COV che sono presentate nel volume in oggetto.
 

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