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Due tartarughe ed un delfino spiaggiati nel fine settimana

11/06/2012 08:53

L'intervento degli operatori ARPAT

Nella giornata di venerdì 8 maggio gli operatori del Settore Mare di ARPAT sono intervenuti in due casi di spiaggiamento: un delfino ed una tartaruga, ormai morti, sono stati ritrovati da alcuni bagnanti sulla spiaggia di Capalbio, subito a sud del Lago di Burano, a pochissimi chilometri dal confine di regione Toscana-Lazio.

Nel tardo pomeriggio di giovedì 7 La segnalazione era passata dai bagnanti ad un operaio della Società Sacra che stava lavorando sull’arenile, poi al WWF (Oasi di Burano) e quindi all’ARPAT di Livorno. La mattina successiva è stato possibile effettuare il sopralluogo a cui ha partecipato anche un collaboratore dell’Università di Siena.
 
Si trattava di un delfino appartenente alla specie Stenella coeruleoalba (stenella striata), il delfino più comune dei nostri mari, un giovane maschio lungo 2,15 m e di una tartaruga comune Caretta caretta, anch’essa la specie più diffusa, il cui carapace misurava 46 cm e del peso di circa 10 kg. I due animali si trovavano a circa 4 km di distanza l’uno dall’altro ed erano entrambi in uno stato di decomposizione avanzata: erano morti ormai da diversi giorni ed il mare mosso è riuscito a farli spiaggiare sull’arenile.
 
Per il delfino e la tartaruga è stato quindi solo possibile compiere un rilievo morfometrico completo per la compilazione della scheda standard di rilevamento dati. Queste informazioni saranno inviate alla Banca Dati Spiaggiamenti di Pavia (/www-3.unipv.it/cibra/spiaggiamenti.html) ed archiviate nel database dell’Osservatorio Toscano dei Cetacei (www.regione.toscana.it/osservatoriocetacei). 
 
E’ stato inoltre prelevato un campione di muscolo e tessuto del delfino per l’analisi ecotossicologica, che sarà svolta dall’Università di Siena, ed alcuni denti per la determinazione dell’età.
 
Nella giornata di domenica 10 giugno un altro esemplare di Caretta caretta è stato ritrovato spiaggiato, sempre a causa del mare mosso, presso il bagno Venere a Tirrenia, in provincia di Pisa, e segnalato dalla Capitaneria di Porto (Ufficio Locale Marittimo di Marina di Pisa) al Settore Mare di ARPAT.

Si trattava di un animale lungo circa 60 cm e del peso di 15 kg. Anche in questo caso è stata compilata la scheda standard ed il dato è stato archiviato ma, dato l’avanzato stato di decomposizione (l’animale era pressoché uno scheletro) non è stato possibile far altro che smaltire la carcassa.
 
E' molto probabile che si tratti di casi di morte naturale.
 
Il monitoraggio degli spiaggiamenti
Il 2011 si era concluso con il recupero di 28 delfini (nei soli primi sei mesi i cetacei recuperati erano 12) mentre l'anno prima (2010) erano stati 30. L'incremento dei recuperi di questi ultimi anni,  al di sopra della media (calcolata per la toscana in 14 animali per anno su un periodo temporale compreso tra il 1986 ed il 2008) può essere forse spiegato con un migliore funzionamento ed organizzazione della rete toscana di intervento e recupero degli animali spiaggiati, soprattutto realizzata attraverso una sempre più stretta collaborazione tra la nostra Agenzia e la Guardia Costiera, nonchè con altri enti presenti sul territorio come Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Università toscane, IZSTL.
 
Questo può essere considerato un  risultato tangibile anche di progetti come il transfrontaliero GIONHA, svoltosi nel periodo aprile 2009-aprile 2012  che ha portato, di conseguenza, anche una maggiore sensibilizzazione ed interesse dell'opinione pubblica.  Inoltre bisogna pensare che il numero degli spiaggiamenti registrati in toscana in questi pochi mesi rappresenta comunque una percentuale irrisoria (circa lo 0,002 %) della popolazione totale di cetacei presenti nel più ampio Santuario Pelagos, stimata intorno a 45.000 individui. Bisogna però tenere ben presente che l'impatto sulla collettività delle notizie sulla morte dei cetacei, anche se si tratta di un solo individuo di questo gruppo, ha sempre una grande risonanza mediatica.
 
Per approfondimenti sull'argomento:
 
 
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