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Ariel: Advanced Recycling Implementations to Elide Landfilling

24/01/2012 07:00

Presentati, presso la sede di Quadrifoglio SpA, uno dei partner del progetto, i risultati raggiunti dalla sperimentazione dell’impianto Ariel presso la AMS di Prato. Il progetto ha come obiettivo la sperimentazione di una tecnologia all’avanguardia per recuperare materiali plastici dai rifiuti urbani indifferenziati.

Venerdì 12 gennaio, presso la saletta multimediale di Quadrifoglio SpA, alla presenza dei rappresentanti istituzionali della Provincia di Firenze, del Comune di Firenze e del Circondario Empolese e dei massimi vertici azienali di Publiambiente SpA (l), Asm SpA (l) e Quadrifoglio SpA, sono stati presentati i risultati finali del progetto Ariel.
Ariel è un progetto ambientale Life (l), avviato nel 2009, con termine nel febbraio 2012, nato con l’obiettivo di recuperare i materiali plastici contenuti nei rifiuti urbani indifferenziati in modo da evitare che questi finiscano in discarica.
L’esperienza maturata con il progetto Ariel arricchisce il sistema di recupero dei rifiuti, la tecnologia avanzata, impiegata nell’impianto di ASM spa di Prato, ha infatti consentito di recuperare i materiali plastici contenuti nei rifiuti indifferenziati.
L’impianto pilota sperimentato nel progetto Ariel arricchisce il sistema di gestione dei rifiuti, affiancando il sistema di raccolta differenziata, sempre di più al centro dell’attenzione, basta pensare al recente avvio, in molti territori, di sistemi di raccolta differenziata spinta e di qualità, ma non bisogna dimenticarsi dei rifiuti indifferenziati che, come dimostra il progetto Ariel, spesso sono rappresentati da materiali recuperabili, da non destinarsi alla discarica.
Con il progetto Ariel si sono sviluppati due ambiti di indagine, uno rivolto ai mercati, in cerca di potenziali utilizzatori di queste plastiche recuperati dall’indifferenziato, l’altro tecnologico teso a definire la migliore integrazione possibile per l’impianto pilota dimostrativo attraverso una serie di test run.
Sono state impiegate due macchine a riconoscimento ottico, una in grado di processare la plastica leggera (film), un’altra più piccola che opera sulle plastiche pesanti rotolanti, il sistema ottico permette, per mezzo della spettroscopia vicina all’infrarosso (NIR), di distinguere il materiale e di separarlo con l’utilizzo di getti di aria.
Nell’impianto pilota presso ASM SpA sono state gestite quantità piuttosto ridotte di rifiuti (3-5 %), in confronto alla quantità in ingresso all’impianto di Prato, ma l’esperimento ha consentito, comunque, di ottenere dati interessanti.
E’ infatti stato possibile stimare che, nel bacino territoriale interessato dal progetto Ariel, ovvero la provincia di Prato, Pistoia, parte della provincia di Firenze insieme al Circondario Empolese Valdelsa, che a fronte di produzione di rifiuti indifferenziati pari a 477.000 ton/anno (dati 2010) possono essere recuperati rifiuti plastici per un quantitativo variabile da 14.300 a 23.800 tonn/anno.

Per approfondimenti: http://www.life-ariel.eu/

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