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Al via le analisi sui campioni dei fusti tossici trasportati dalla motonave Venezia

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27/01/2012 07:00

Lunedì 23 gennaio i laboratori dell’Agenzia hanno avviato le analisi sui campioni delle sostanze contenute all’interno dei fusti trasportati dall'Eurocargo "Venezia"

Al via le analisi sui campioni dei fusti tossici trasportati dalla motonave Venezia

campioni analizzati dal Labotatorio ARPAT di Livorno

Continua la collaborazione tra ARPAT e la Capitaneria di Porto di Livorno per individuare la composizione chimica delle sostanze trasportate dall’Eurocargo “Venezia” e per verificarne il comportamento in ambiente marino. Lo scorso 17 dicembre 2011 la motonave "Venezia" della compagnia Grimaldi ha disperso in mare due semirimorchi contenenti fusti tossici al largo dell'isola della Gorgona (vedi Arpatnews 008-12)

Lunedì 23 gennaio il Dipartimento provinciale ARPAT di Livorno ha acquisito due campioni della sostanza chimica contenuta all’interno dei fusti. I campioni sotto analisi provengono da uno stock di sette prelevati dalla Capitaneria di Porto di Genova al momento dell’attracco della motonave “Venezia” al porto ligure lo scorso 17 dicembre 2011.

Secondo quanto fin ad ora appurato dalla Capitaneria di Porto di Livorno, il contenuto dei fusti caduti in mare è costituito, come da verifiche documentali effettuate, da un catalizzatore composto da una base di silicato di alluminio, nichel e molibdeno.

analisi-campioni.gifPer verificare l’esatta natura delle sostanze trasportate e la sua solubilità in acqua di mare, gli eventuali elementi rilasciati e la potenziale tossicità per l’ambiente, la sostanza è stata sottoposta a test di cessione in acqua di mare e a successive analisi, prima presso il laboratorio del Dipartimento ARPAT di Livorno e, successivamente, presso il laboratorio del Dipartimento di Pisa.
Tali analisi sono state effettuate alla presenza del responsabile del Servizio di prevenzione e protezione dell' Agenzia, a garanzia del rispetto dei requisiti e delle procedure di sicurezza per gli operatori coinvolti, considerata la natura autoriscaldante della sostanza che ne può causare il riscaldamento e l’accensione in presenza di ossigeno ovvero l’emissione di vapori tossico cancerogeni.

Nei prossimi giorni saranno resi noti gli esiti delle analisi.
 

 

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