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“Le problematiche scientifico-sanitarie correlate all'amianto: l'attività dell'Istituto Superiore di Sanità negli anni 1980-2012”.

06/12/2012 15:15

A vent'anni dalla messa al bando dell'amianto, l'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il volume "Le problematiche scientifico-sanitarie correlate all'amianto: l'attività dell'Istituto Superiore di Sanità negli anni 1980-2012"

Il volume "Le problematiche scientifico - sanitarie correlate all'amianto: l'attività dell' Istituto Superiore di Sanità negli anni 1980-2012" è stato presentato da Monica Bettoni, Direttore Generale dell’ISS, nel corso della II Conferenza governativa sulle Patologie Asbesto-correlate, svoltasi a Venezia, dal 22 al 24 novembre 2012,  con l’obiettivo di fare il punto su quella che, a detta degli esperti, è da considerarsi una vera emergenza nazionale e avviare perciò lo sviluppo di un Piano Nazionale sull’Amianto.

Hanno preso parte alla Conferenza i maggiori esperti della comunità scientifica, alcuni esponenti del mondo giuridico e sanitario che hanno affrontato la problematica dell'amianto e i rappresentanti delle istituzioni e degli enti interessati.

Il volume ricostruisce il lavoro svolto dall'Istituto Superiore di Sanità in oltre trent'anni sulle tematiche scientifico-sanitarie correlate all'amianto: stesura del piano di ricerca, attività di controllo, rilevazione epidemiologica e supporto tecnico-scientifico, interventi normativi e legislativi, formazione degli operatori del SSN e sensibilizzazione delle popolazioni a rischio.

La pubblicazione ripercorre le tappe che hanno portato alla realizzazione in Italia di un piano organico, ancora in corso d'opera, volto ad affrontare le problematiche sanitarie legate all' amianto a partire dal 1980, evidenziando i complessi risvolti della questione e proponendo soluzioni non sempre di facile applicazione.

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In Toscana la Regione ha affidato ad ARPAT la mappatura dell'amianto (lavoro di mappatura svolto) . Il progetto, articolato in tre fasi, era finalizzato alla identificazione e georeferenziazione dei siti contenenti amianto in Toscana. Le prime due fasi del progetto sono state realizzate da ARPAT fra il 2006 ed il 2007 attraverso questionari o schede di autonotifica per siti con elevato numero, come gli edifici pubblici e/o aperti al pubblico e impianti industriali; sopralluogo diretto o raccolta informazioni per tipologie con popolazione più ristretta, come impianti dismessi, geotermia, siti estrattivi con presenza naturale.

La situazione fotografata dalla Mappatura ARPAT si presenta in linea con quella di altre Regioni, per le quali è stato rilevato una notevole distribuzione di materiale contenente amianto, ma in definitiva una limitata pericolosità dello stesso, a causa di limitata esposizione o buono stato di conservazione. Dei 1145 casi contenenti amianto rilevati, 472 presentavano misure di prevenzione attive di confinamento delle superfici dei materiali contenenti amianto.

La mappatura non ha considerato la presenza di amianto nell’edilizia privata (la terza fase del progetto, con modalità in corso di definizione da parte della Regione), oggetto di oltre il 90% degli esposti da parte dei cittadini (coperture, serbatoi, canne fumarie, …).

A partire dal 2010 la Regione Toscana ha finanziato due progetti - CAMAm e AmianTos - finalizzati ad identificare sul territorio regionale gli affioramenti rocciosi che, a causa delle caratteristiche chimiche e mineralogiche, possono contenere minerali fibrosi che rientrano nella categoria dell’amianto e sono, di conseguenza, potenzialmente a rischio di rilascio di fibre (vedi report sulle attività ARPAT sulle attività estrattive sulle rocce ofiolitiche)

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