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La campagna Detox di Greenpeace

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08/09/2011 07:00

Un nuovo rapporto sull’uso di sostanze pericolose nell’abbigliamento sportivo. Conferme dai dai in possesso di ARPAT.

E’ stato pubblicato un nuovo rapporto di una ricerca, commissionata da Greenpeace, che rivela che abiti e scarpe vendute a livello globale dalle più grandi marche sportive sono fabbricati impiegando sostanze pericolose durante una o più fasi del processo produttivo.
 
La ricerca è stata effettuata su 78 articoli di abbigliamento e scarpe sportive acquistati fra aprile e maggio 2011 nei principali store e negozi multi marche autorizzati1 presenti in 18 differenti paesi in tutto il mondo, Italia compresa.
 
Gli articoli, fabbricati per lo più in paesi emergenti, appartengono a 15 importanti marche di abbigliamento sportivo.
 
Fra i prodotti acquistati da Greenpeace ci sono per lo più t-shirt, giacche, pantaloni, abbigliamento intimo e scarpe in tela costituiti di tessuto naturale o sintetico e destinati a un pubblico vasto e di differenti fasce di età: uomini, donne e bambini.

Una volta comprata la merce, Greenpeace ha inviato i campioni a un laboratorio indipendente per valutare la presenza di nonilfenoli etossilati. I nonilfenoli etossilati (NPE) sono sostanze sintetiche, impiegate come surfactanti5 anche nell’industria tessile, che una volta rilasciati nell’ambiente si trasformano in una sostanza pericolosa, il nonilfenolo (NP).

Il nonilfenolo è persistente perché non si degrada facilmente, bioaccumulante perché si accumula lungo la catena alimentare e capace di alterare il sistema ormonale dell’uomo anche a livelli molto bassi. Il mercato internazionale di capi d’abbigliamento permette che tracce di sostanze pericolose vengano ritrovate nei prodotti di consumo venduti nei paesi importatori, dove spesso questi stessi composti sono stati vietati.

È il caso dell’Europa dove l’entrata in vigore della Direttiva Quadro sulle Acque, nel 2001, ha posto le basi per adottare misure in grado di prevenire le emissioni di nonilfenolo nei corpi idrici entro 20 anni.6 A questo assetto normativo si è aggiunta, nel 2003, la Direttiva sulla limitazione di uso e mercato di alcune sostanze pericolose (fra cui nonilfenolo, nonilfenoli etossilati e cemento) e poi, nel 2006, il Regolamento REACH (registrazione, valutazione e autorizzazione dei composti chimici) che detta norme più stringenti sull’uso di molte sostanze chimiche.
I nonilfenoli etossilati sono stati trovati nei due terzi dei prodotti analizzati (52 articoli su 78 acquistati) a una concentrazione superiore al limite di rilevamento dello strumento di laboratorio che è pari a 1 milligrammo di NPE su 1 chilogrammo di materiale testato (mg/kg).
 
Una conferma indiretta di queste valutazioni viene dagli stessi monitoraggi sulle acque superficiali svolti da ARPAT.
 
Dal 2003 a seguito della direttiva comunitaria 53 che fissa un limite del 0,1% in massa di NPE nei preparati, ad esempio nell'area tessile pratese non vengono più impiegati NPE. Il fatto è confermato dalla riduzione della presenza di nonilfenolo negli scarichi dei depuratori e nelle acque superficiali.
 
Le ultime campagne di monitoraggio indicano comunque la presenza di nonilfenolo nelle acque superficiali in concentrazioni di 0.1-0.2 ug/L in quanto vengono lavorate anche materie prime provenienti da paesi dove non è presente alcuna restrizione nell'uso dei NPE e che residuano sulle fibre tessili lavate con tali tensioattivi.
 
Alcuni grossi marchi su base volontaristica hanno definito o stanno definendo capitolati di qualità dei prodotti importati fissando propri valori soglia, questo a causa di un vuoto legislativo in quanto non è attualmente individuato alcun limite per i prodotti/semilavorati importati da paesi extracomunitari.
 
Azioni sul documento

PERCHE' NESSUNO PENSA DAVVERO...

Inviato da Utente anonimo il 02/04/2013 16:14

Perche' in un mondo moderno ed informato in modo esaudiente al riguardo delle sonsanze chimiche tossiche utilizzate nei vari settori ed allle conseguenze sulla salute degli esseri viventi che esse comportano nessuno cerca di proporre un' economia che anteponga la salute ad il resto !!!!LA SALUTE DEI CITTADINI VA PRESERVATA !!!E ANCHE NELLA CITTA' DI PRATO DA UN'PO' DI TEMPO A QUESTA PARTE SI SCAPPA DA UNA PARTE ALL' ALTRA O DA UN LAVORO AD UN ALTRO SCOPRENDO SEMPRE ORRIBILI PERCHENTUALI DI SOSTANZE VELENOSE UN PO' OVUNQUE. IO PERSONALMENTE SPERO CHE QUALCHE ORGANO COMPETETENTE INTERVENGA A TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI CHE INVECE SI ACANISCANO SENZA CRITERIO SU SCEMPIAGGINI DALLA DUBBIA VERIDICITA'...ANZICHE' LAVORARE PER TUTELARE DAVVERO L' AMBIENTE DA CIO' CHE REALMENTE LO DANNEGGIA...

PERCHE' NESSUNO PENSA DAVVERO...

Inviato da Utente anonimo il 02/04/2013 16:16

...PREMETTO CHE MI CHIAMO BARBARA B. E NON NE POSSO DAVVERO PIU' DI TUTTE QUESTE SCHIFEZZE CHIMICHE..DANNOSE.

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