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Direttiva n. 2010/75 UE del 24 novembre 2010

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01/03/2011 07:00

Applicazione del sistema IPPC a nuove tipologie di impianto e incremento delle attività di vigilanza

 

La Direttiva n. 2010/75 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010 stabilisce norme riguardanti la prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento proveniente da attività industriali.
 
Attraverso la Direttiva 96/61/CE (recepita in Italia con il Decreto Legislativo n.372 del 4 agosto 1999) l’Unione Europea si era dotata di uno strumento per il controllo e la prevenzione dell’inquinamento industriale, e contemporaneamente per la promozione di produzioni cosiddette “pulite”, mediante l’individuazione delle migliori tecniche disponibili denominate Bat (Best Available Techniques) sia in campo produttivo, che tecnologico, che politico-organizzativo.
 
Le norme erano state poi raggruppate attraverso la Direttiva 2008/1/CE definita anche Direttiva IPPC “Integrated Pollution Prevention and Control”. Si era trattato di una modifica formale intesa a raggruppare in un unico atto la direttiva originaria e tutte le modifiche successive, senza modificarne le disposizioni di base
 
La recente Direttiva 2010/75 sostituisce la 2001/1/CE, rivedendone le norme IPPC, intese adesso “[…] a evitare oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni delle suddette attività nell'aria, nell'acqua e nel terreno e ad impedire la produzione di rifiuti, per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso”. (Art.1)
 
Le nuove regole dovranno essere recepite entro il 7 gennaio 2013 dagli Stati Membri, modificando le precedenti norme interne in materia di autorizzazione e controllo delle emissioni (in Italia disposte dal DLgs 59/05).
 
Tra gli altri, con la Direttiva 2010/75 vengono disciplinati secondo le norme ICCP gli impianti di combustione di potenza termica compresa tra 20 e 50 MW.
 
Viene introdotto un meccanismo di “scambio dei diritti di emissione” simile a quello previsto per i gas serra per il controllo quantitativo dell'emissione di alcuni inquinanti altamente tossici come gli ossidi di azoto (NOx) e gli ossidi di zolfo (SO2).
 
Determinerà inoltre l’aumento degli standard delle Bat, le migliori tecniche disponibili che dovranno garantire parametri di tutela ambientale più elevati.
 
Porterà infine a un incremento delle ispezione sugli impianti di competenza e renderà più stringente il riesame per il rinnovo delle autorizzazioni uniche a inquinare.
 
Come riportato nell’Ambito di applicazione (art.2) la Direttiva non si applica alle attività di ricerca, alle attività di sviluppo o alla sperimentazione di nuovi prodotti e processi.
 
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