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Aggiornamento sulla notizia IAEA dell'11 novembre

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18/11/2011 15:10

In merito allo iodio-131 misurato a bassi livelli in aria in Europa

 
L’11 novembre l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha pubblicato la notizia relativa alla presenza di livelli molto bassi di 131I (iodio-131) nel particolato atmosferico in alcuni paesi dell’Europa centro-orientale, a partire dalla Repubblica Ceca che ha fornito i primi dati che si riferiscono al mese di ottobre.
 
La IAEA ha escluso immediatamente che la presenza di iodio radioattivo in aria potesse essere dovuta all’impianto nucleare di Daiichi a Fukushima, dove è avvenuto il gravissimo incidente lo scorso marzo.
 
Non sono ancora state diffuse notizie ufficiali sulla provenienza dello iodio; poiché tutte le misure effettuate anche a seguito della segnalazione hanno mostrato solo la presenza di 131I e non degli altri radionuclidi che caratterizzano i rilasci in caso di incidente ad un impianto nucleare, l’ipotesi è che si tratti di un rilascio da un impianto per la preparazione di farmaci marcati con radionuclidi che sono impiegati a scopo diagnostico o terapeutico.  Ricordiamo che lo 131I è un radionuclide con un tempo di dimezzamento di circa 8 giorni.
 
ISPRA, che coordina la Rete Nazionale di Sorveglianza della Radioattività Ambientale (RESORAD) ha allertato immediatamente le Agenzie Regionali e Provinciali che costituiscono la rete con la richiesta di comunicare i risultati delle misure giornaliere nel particolato atmosferico e segnalare tempestivamente eventuali anomalie.
 
ARPAT, che effettua costantemente il monitoraggio della radioattività in aria, non ha rilevato la presenza di 131I nel particolato prelevato nella stazione di Firenze, a partire dalla coda dei rilasci dell’incidente di Fukushima. Analoghi sono i risultati forniti dalle altre Agenzie.
 
ISPRA, che è in contatto con la IAEA e punto di riferimento italiano per lo scambio di informazioni, ha comunicato alle Agenzie che la segnalazione è partita da una rete di laboratori che studiano livelli di radioattività in tracce nell’aria (ordine 1-10 µBq/m3).
 
Tali livelli sono molto più bassi della sensibilità che i nostri protocolli nazionali di campionamento e misura della radioattività in aria prevedono sia in situazione normale, che in emergenza; per accertare se tale fenomeno abbia interessato anche l’Italia è quindi necessario un approfondimento, che ISPRA stessa ha proposto oggi alle ARPA, solo a scopo conoscitivo: infatti la concentrazione rilevata non comporta un aumento della dose di radiazione normalmente assunta dalla popolazione e quindi non crea alcun pericolo la salute
 
Aggiornamento del 21 novembre
La IAEA ha individuato l'origine del rilascio di 131I ed ha diramato in proposito un comunicato http://www.iaea.org/newscenter/pressreleases/2011/prn201127.html
 

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