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Rapporto EFSA sui livelli di diossina negli alimenti e nei mangimi

14/04/2010 07:05

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato un'analisi dei livelli di diossine e sostanze affini negli alimenti e nei mangimi nei paesi europei.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato un’analisi dei livelli di diossine e sostanze affini negli alimenti e nei mangimi. La relazione si basa su oltre 7000 campioni raccolti da 21 Paesi europei tra il 1999 e il 2008. La Commissione europea ha chiesto all’EFSA di valutare i livelli di contaminazione da diossine in relazione ai livelli massimi stabiliti per diverse categorie di alimenti e mangimi nell’Unione europea (UE) ai fini della tutela dei consumatori.

 

Le diossine e i composti simili, come i difenili policlorurati (PCB) diossina-simili, comprendono una serie di sostanze tossiche che si formano mediante combustione e alcuni processi industriali. La loro presenza nell’ambiente è diminuita dagli anni settanta, a seguito degli sforzi concertati profusi a livello dell’UE.
 
Le diossine si trovano a livelli contenuti nella maggior parte degli alimenti e non causano problemi di salute nell’immediato; tuttavia è stato dimostrato che l’esposizione di lungo periodo ad alti livelli di diossine provoca una serie di effetti, tra cui l’insorgenza di tumori. La loro persistenza e il fatto che si accumulano nella catena alimentare, segnatamente nel grasso animale, continuano pertanto a destare alcuni timori in relazione alla sicurezza.

I più elevati livelli medi di diossine e PCB diossina-simili in rapporto al contenuto di grasso sono stati rilevati per fegato e prodotti a base di fegato di origine animale. In relazione al peso totale del prodotto, i livelli medi più alti sono stati osservati nel fegato di pesce e nei relativi derivati. Per quanto riguarda i mangimi, i livelli medi più elevati sono stati riscontrati nell’olio di pesce.
 
Nel complesso, nell’8% dei campioni i risultati erano superiori ai diversi livelli massimi disposti dalla legislazione dell’UE. Tuttavia alcuni dei campioni provenivano chiaramente da un prelievo mirato durante episodi di contaminazione specifici. Inoltre la percentuale di campioni con livelli al di sopra di quelli massimi variava in misura considerevole tra i diversi gruppi di alimenti e di mangimi.
 
La relazione conclude che non è possibile delineare una tendenza chiara per quanto concerne le variazioni dei livelli di fondo delle diossine e delle sostanze affini in alimenti e mangimi nel corso del tempo, giacché vi sono stati incrementi in alcune categorie ma flessioni in altre. Inoltre, a causa di episodi occasionali di contaminazione e di una carenza di informazioni in merito al prelievo, mirato o casuale, dei campioni risulta difficile valutare tali tendenze.

 

 

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