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IL DOSSIER 2010 "I PESTICIDI NEL PIATTO" DI LEGAMBIENTE

11/08/2010 07:00

Il rapporto, redatto sulla base dei risultati delle analisi di prodotti ortofrutticoli e di origine animale condotti dalle ARPA e dagli Istituti Zooprofilattici sperimentali


Nonostante gli sforzi tesi a una riduzione dell’uso della chimica di sintesi in agricoltura, la quantità di residui di pesticidi rilevati nei campioni di ortofrutta e derivati, analizzati anche quest’anno dai laboratori pubblici italiani, risulta elevata.

Rispetto allo scorso anno, le analisi hanno evidenziato una maggiore presenza di campioni multi residuo ovvero di campioni che presentano contemporaneamente più e diversi residui chimici.

A fronte di una lieve diminuzione dei campioni analizzati (8560 contro gli 8764 del 2008), la percentuale delle irregolarità si mantiene pressoché stabile e pari all’1,5% (era 1,2% nel 2008). Maggiore, invece, è la presenza dei campioni multi residuo, pari al +3% rispetto allo scorso anno.

Per la prima volta rispetto a quanto visto in passato, è la verdura a presentare le maggiori irregolarità. Con l’1,3% dei campioni irregolari (era 0,8% nel 2008), la verdura supera anche la percentuale dei campioni irregolari riscontrati nella frutta che sono l’1,2%, in miglioramento rispetto allo scorso anno quando risultavano del 2,3%.

Inoltre, la percentuale di campioni multi residuo per la verdura risulta raddoppiata rispetto allo scorso anno, passando dal 3,5% del 2008 al 6,5% del 2009.

Ciononostante è sempre la frutta a presentare la più alta percentuale di campioni multi residuo (26,4%). Il 45% delle pere, il 43,8% dei campioni di uva, il 40,9% delle fragole hanno più di un residuo, mentre gli agrumi, piccoli frutti e l’uva sono da segnalare anche per la più alta percentuale di irregolarità riscontrate.

Segnano un aumento anche le irregolarità e i campioni multi residuo nella categoria dei prodotti derivati. Su un totale di 1435 campioni di prodotti derivati, il 2,7% risulta irregolare (era zero lo scorso anno) e ben il 9,3% (+2,8% rispetto al 2008) presenta più residui. In particolare vino e pane sono i prodotti che presentano le principali irregolarità: rispettivamente dell’1,9% e dell’8,8%.

Per chi vuole approfondire:

- il rapporto completo sul sito di Legambiente 

 

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