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L’attività di controllo presso l'impianto in loc. Terrarossa nel Comune di Monte Argentario

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L’attività di controllo di ARPAT è iniziata nei primi mesi del 2021e le indagini della Procura di Grosseto sono ancora in corso

Gli accertamenti effettuati da ARPAT

L’attività di controllo presso l'impianto in loc. Terrarossa nel Comune di Monte Argentario

personale ARPAT a lavoro

02/12/2022

Le attività di controllo di ARPAT presso l’impianto di trattamento acque reflue urbane e installazione IPCC per il trattamento rifiuti liquidi speciali non pericolosi, autorizzato con AIA DD. N. 1119 del 23/05/2011, ubicato in Loc. Terrarossa, nel Comune di Monte Argentario (GR), gestito dalla Soc. IN.TE.G.R.A. Concessioni srl, hanno avuto inizio nei primi mesi del 2021, nell’ambito del piano dei controlli programmati dal Dipartimento provinciale di Grosseto per quell’anno.

Durante i controlli di routine, l’attenzione dei tecnici ARPAT si è concentrata sulla gestione complessiva dell’impianto ed in particolare sulla sezione di trattamento chimico-fisico dei rifiuti in entrata (l’Autorizzazione Integrata Ambientale - AIA rilasciata dalla Regione Toscana consente il trattamento di alcune tipologie ben definite di rifiuti speciali liquidi non pericolosi).

Gli accertamenti eseguiti da ARPAT e le indagini di p.g. svolte su delega della Procura della Repubblica di Grosseto, hanno permesso di appurare che i rifiuti in ingresso all’impianto, in alcune occasioni, non avevano le caratteristiche idonee per essere accettati. Nella sezione di impianto deputata al trattamento dei rifiuti che entrano su gomma, è risultato l’uso di prodotti chimici non autorizzati dalla Regione Toscana, in alcuni casi anche fuori specifica perché non conformi rispetto alle schede tecniche, oltre a risultare di dubbia efficacia nel trattamento stesso.

I residui del trattamento chimico-fisico, in alcuni casi non adeguatamente trattati, venivano immessi nella sezione deputata al trattamento biologico dei reflui urbani e proseguivano nel ciclo di depurazione delle acque insieme alle acque reflue urbane.

Lo scarico delle acque depurate dell’impianto è autorizzato nel rispetto dei limiti imposti nell’autorizzazione ed avviene in mare, a circa 500 m dalla costa; in situazioni di emergenza, (condizioni particolari di cui al par. 3.4 dell’AIA), l’impianto è autorizzato a scaricare nel canale denominato di “conterminazione”, collegato direttamente alla Laguna di Ponente di Orbetello. Il verificarsi di una condizione di emergenza deve essere subito comunicato alla Regione Toscana e ad ARPAT.

Durante uno dei controlli ARPAT, effettuato proprio durante il verificarsi di una di queste condizioni emergenziali, è stato accertato uno sversamento di reflui non depurati e più precisamente costituiti da fanghi attivi. Ciò è stato anche confermato dal confronto analitico con i fanghi biologici prelevati in impianto nella stessa giornata.

Gli esiti dei campionamenti effettuati da ARPAT sui sedimenti nell’area del “canale di conterminazione”, hanno mostrato elevate concentrazioni di sostanza organica (in particolare di “nutrienti” come fosforo e azoto) e di metalli pesanti. 

Le indagini della Procura di Grosseto sono ancora in corso.

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