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Ex Vitrum di Empoli - odori di idrocarburi dai cumuli di rifiuti

Odori di idrocarburi dai cumuli di rifiuti derivanti dalla demolizione delle cisterne in muratura interrate nell’area della ex Vitrum e dall’asportazione del terreno circostante

21/06/2019

La mattina del 19 giugno 2019 i tecnici del Dipartimento ARPAT del Circondario Empolese sono intervenuti presso la ex Vitrum di Via G. da Empoli su richiesta del Comune che aveva ricevuto una segnalazione di cattivi odori di idrocarburi derivanti dai cumuli di materiali depositati sull’area, da quando sono iniziati i lavori di demolizione preliminari alla caratterizzazione del sito in bonifica.

Al momento del sopralluogo era in corso:

  • la demolizione e rimozione della base di cemento armato su cui poggiavano i vecchi macchinari;
  • l’escavazione del terreno intorno all’area dove erano state rinvenute e demolite le diverse cisterne in muratura dopo averle svuotate del combustibile contenuto.

escavazione.jpgSul fondo dell’area scavata, di notevoli dimensioni, e sulla parete lato via Curtatone e Montanara, il terreno era di colore scuro/nerastro. Si avvertiva odore di olio combustibile all’interno del cantiere e nei dintorni, anche percorrendo via Tripoli.

I cumuli di manufatti e terreno risultanti dagli scavi erano depositati e coperti con teli in plastica all’interno del cantiere, sul lato di Via Curtatone e Montanara.

I tecnici di ARPAT hanno contattato i responsabili dei lavori invitandoli ad accellerare le operazioni di caratterizzazione dei rifiuti ed il loro corretto smaltimento e ad adottare accorgimenti per limitare i cattivi odori derivanti dalle attività svolte nel cantiere che affermavano di concludere entro la fine della settimana.

All’interno del cantiere non è stato rilevato olio combustibile in quanto già asportato dalle cisterne interrate mediante ditta autorizzata ed è quindi possibile ricondurre le maleodoranze percepite al terreno e materiali contaminati da idrocarburi accumulati sul sito.

L’area ex Vetreria Vitrum, dismessa da circa la metà degli anni ‘80, fu inserita nell’elenco dei siti contaminati da bonificare della Regione Toscana con codice identificativo FI049.

ARPAT ha fornito il proprio supporto tecnico sul procedimento di bonifica iniziato nel 2002 in vigenza del DM 471/1999 e poi riavviato nel 2014 a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs 152/2006 con la riformulazione del piano di caratterizzazione approvato dal Comune nel giugno 2018.

ARPAT è anche intervenuta nell’ottobre 2014 per problemi di polverosità derivanti dalle operazioni di demolizione degli edifici che venivano eseguite senza aver adottato adeguati sistemi di contenimento delle polveri.

L'esito degli accertamenti è stato riferito agli enti competenti.

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