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Aggiornamenti sul monitoraggio delle conseguenze dello sversamento fitofarmaci a Pistoia

Elaborato un modello idrogeologico semplificato dell'evento per valutare il significato dei valori analitici e la possibile progressione della contaminazione

Aggiornamenti sul monitoraggio delle conseguenze dello sversamento fitofarmaci a Pistoia

mappa dei pozzi campionati

12/05/2017

Si sono concluse le analisi dei campioni raccolti da ARPAT il giorno 28 aprile scorso nei pozzi 10 e 11 a seguito dello sversamento di fitofarmaci in data 07 aprile in via del Bollacchione.

Contemporaneamente è stata completata l'analisi del campione raccolto il 19 aprile nel pozzo 4.

I dati completi delle analisi finora svolte per monitorare questo evento sono riportati nella seguente tabella.

tabella risultati analisi Bollacchione 19 e 28 aprile 2017In queste 3 analisi recenti la concentrazione dei diserbanti sversati nella falda attraverso il pozzo 9 nell'incidente del 7 aprile risulta non misurabile o comunque ampiamente inferiore alle concentrazioni soglia di contaminazione.

Per poter meglio valutare il significato dei valori analitici raccolti e la possibile progressione del fenomeno di contaminazione ARPAT ha inoltre elaborato un modello idrogeologico semplificato dell'evento. L'andamento della falda è stato modellato sulla base di una carta delle quote piezometriche relativa al 1996.

Dall'analisi dei dati geologici disponibili, la contaminazione sta interessando prevalentemente la falda che circola in uno strato di ghiaia di circa 2 metri di spessore, confinato ad una profondità intorno ai 20 m, che sembra essere presente in maniera abbastanza omogenea in tutta l'area circostante il punto in cui è avvenuto lo sversamento.

Il modello, necessariamente semplificato, prende in esame solo questo strato della falda e, con criteri cautelativi, addotta ipotesi conservative, che tengono conto solo dei fenomeni di trasporto per avvezione e diluizione.

In altre parole non si tiene conto dei fenomeni diffusivi, di adsorbimento sulla matrice solida dell’acquifero e degradazione delle molecole, che portano ad una ulteriore riduzione delle concentrazioni dei contaminanti col crescere della distanza dal punto di sversamento e col trascorrere del tempo dall'inizio dell'evento.

Tuttavia non tiene conto anche di fenomeni di accumulo e rilascio nel tempo nel pozzo 9 che, soprattutto nelle vicinanze di tale pozzo, possono produrre un prolungamento dell'evento rispetto a quanto descritto dal modello.

Sulla base di questo modello la direzione di scorrimento della falda ha un orientamento verso sud-sud-est, quindi leggermente più ruotata in senso orario rispetto a quella indicata finora sulla base delle carte precedentemente esaminate.

Nelle tre cartine seguenti è rappresentato l'andamento della contaminazione secondo queste simulazioni, in tre date diverse in cui sono stati effettuati campionamenti. I grafici accanto rappresentano la stima dell'andamento nel tempo della contaminazione nei diversi pozzi presi in esame. Tenuto conto dell'assenza, al momento, di una compiuta calibrazione del modello, le unità in ordinata dei diversi grafici sono da intendersi come indicative.

risultati del modello idrogeologicoIl modello indica che il pozzo 12 avrebbe già superato il massimo della contaminazione, che si sarebbe verificata nell'intervallo compreso fra i campionamenti di quel pozzo svolti da ARPAT il 19 aprile e l'8 maggio (ancora in attesa di analisi).

Il pozzo 11 starebbe raggiungendo in questo periodo il suo massimo livello di contaminazione che, secondo i criteri cautelativi su cui è basato il modello, potrebbe presentare livelli analoghi a quelli registrati nel pozzo 12.

Secondo gli stessi criteri, livelli di contaminazione analoghi potrebbero interessare in questi giorni le aree a sud est del pozzo 11, subito fuori dalla zona interdetta all'utilizzo dell'acqua potabile.

Per seguire l'evoluzione della contaminazione, in data 9 maggio sono stati campionati nuovamente i pozzi 9, 8, 10, 11 e 12; mentre il 10 maggio ARPAT ha campionato due ulteriori pozzi (rappresentati nella mappa con i numeri 18 e 19) nelle aree potenzialmente interessate dalla ulteriore propagazione della zona di massima contaminazione. Sulla base dei nuovi dati si ricercherà una possibile migliore calibrazione del modello.

I risultati delle ulteriori analisi svolte saranno pubblicati appena disponibili.

Le precedenti notizie su questo evento sono disponibili nel comunicato stampa del 05/05/2017 e nel comunicato stampa del 20/04/2017

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