Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie Comunicati stampa 2016 Inquinamento da gasolio in un pozzo privato a Montecastello - Pontedera

Dove Siamo

 

Inquinamento da gasolio in un pozzo privato a Montecastello - Pontedera

Nessun rimpallo tra ENI e ARPAT per la gestione dell'incidente a seguito di effrazione all'Oleodotto situato nelle campagne di Montecastello - precisazioni sull'intervento da parte di ARPAT

08/04/2016

In merito agli articoli apparsi sulla stampa locale di Pontedera in data 06 e 07/04/2016, dove si fa riferimento ad un "rimpallo" tra ENI e ARPAT e a mancate risposte da parte di ARPAT, in merito alla gestione dell'incidente avvenuto a Montecastello di Pontedera a seguito di effrazione all'oleodotto dell'ENI con il successivo inquinamento da gasolio, si precisa quanto segue:

  • il giorno 03/12/2015 alle ore 14,24 è pervenuta al Dipartimento ARPAT di Pisa, da parte della referente URP in servizio al numero verde di ARPAT il giorno precedente, una richiesta di informazioni relativamente alla telefonata ricevuta in data  02/12/2015 dal proprietario del pozzo ricordato negli articoli, che si diceva preoccupato che l'acqua dello stesso potesse essere stata contaminata da idrocarburi (si avvertiva il caratteristico odore del gasolio), a seguito dell'incidente per tentato furto ai danni dell'oleodotto ENI, avvenuto a 250 metri dalla propria abitazione;
  • l'interessato, infatti, era stato consigliato da un tecnico ENI di mettersi in contatto con ARPAT per ricevere informazioni in merito;
  • personale ARPAT, che ha seguito l'incidente, ha immediatamente attivato tecnici che, per conto di ENI, effettuavano le operazioni di messa in sicurezza di emergenza successive all'effrazione. Più precisamente agli stessi è stato chiesto di contattare telefonicamente il proprietario del pozzo al fine di concordare un sopralluogo per verificare l'eventuale situazione di inquinamento;
  • l'interessato, ricontattato dalla referente URP intorno alle 16,00 del 03/12/2015, ha riferito di essere già stato chiamato da ENI, con cui si era accordato per un intervento il giorno successivo e si è mostrato soddisfatto del tempestivo intervento, per il quale ringraziava;
  • nei giorni successivi, personale tecnico ARPAT è stato aggiornato da tecnici ENI che confermavano la presenza di gasolio nel pozzo in questione, manifestando inoltre l'intenzione di fornire al proprietario una cisterna di acqua potabile per l'approvvigionamento idrico;
  • nei mesi successivi né al nostro sportello URP né al Dipartimento ARPAT di Pisa sono state inviate  ulteriori segnalazioni in merito alla situazione;
  • ENI aveva inviato al Comune di Pontedera, alla Provincia di Pisa, alla Regione Toscana, alla Prefettura di Pisa e per conoscenza ad ARPAT e ASL 5 Valdera la notifica di potenziale contaminazione prevista dalla normativa, in data 27/11/2015. Al Comune, in particolare, l'informazione doveva essere inviata essendo l'Ente amministrativamente competente in materia di bonifiche, secondo la normativa regionale. ENI, inoltre, ha provveduto alla compilazione dell'apposito modulo sul portale SISBON nel quale vengono registrati i dati relativi ai procedimenti di bonifica;
  • attualmente sono in corso, da parte di ENI, le indagini per definire l'entità e l'estensione della contaminazione.

Per quanto sopra riportato, emerge che lo sversamento, dovuto ad un'effrazione di ignoti, è stato gestito fin dall'inizio, secondo le procedure previste in questi casi,  poiché sono state attivate le dovute misure di messa in sicurezza, sono stati adottati provvedimenti per ridurre, per quanto possibile, i disagi (vedere la fornitura della cisterna di acqua potabile).

Non c'è stato alcun "rimpallo" tra ARPAT ed ENI, in considerazione dei diversi ruoli e di conseguenza delle competenze, assai diverse e definite dalla normativa di settore; inoltre, nel caso specifico, ENI ha confermato l'inquinamento del pozzo ed ha attivato le attività per cui non ci sono stati motivi di contrasto.

Come accade nella gran parte degli incidenti con rilascio di prodotti petroliferi, infine, le necessarie operazioni di messa in sicurezza, di indagine e di bonifica, generalmente  non sono brevi, essendo necessarie operazioni complesse per la rimozione completa degli inquinanti ancora presenti (per esempio la bonifica a seguito dello sversamento dello stesso oleodotto, avvenuto nel Dicembre del 2014 a Latignano, non è ancora completamente conclusa).

Azioni sul documento
Strumenti personali