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I risultati delle analisi per le ricadute dell'incendio della discarica del Cassero

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Tutti sotto i limiti di azione gli esiti delle analisi di laboratorio per i microinquinanti

15/07/2016

 A seguito dell'incendio avvenuto nella discarica del Cassero nei giorni 4 e 5 luglio 2016, ARPAT ha trasmesso stamani agli enti interessati  i risultati delle analisi relative ai campionamenti eseguiti in data 5 e 6 luglio 2016 assieme alla mappa che individua le posizioni dove sono stati effettuati i prelievi.

I risultati delle analisi di laboratorio sono riportati in maniera sintetica nella tabella. I valori misurati sono descritti in dettaglio nei rispettivi rapporti di prova allegati.

Tutti i risultati delle analisi sono ampiamente inferiori ai livelli di azione e ai tenori massimi assunti a riferimento.

Valutazioni:

  • I risultati delle analisi dei campioni confermano che non vi è stata una contaminazione significativa dei vegetali esposti ai fumi dell'incendio al di fuori delle “aree maggiormente interessate dalle ricadute delle sostanze rilasciate in atmosfera”.
  • Gli esiti delle analisi depongono per una contaminazione contenuta anche all'interno di tali aree.
  • Si conferma l'assenza di ricadute tali da apportare una contaminazione del suolo o delle acque in tutto il territorio circostante la discarica.

Si rimette alle valutazioni che farà in proposito la ASL la possibilità di allentare le restrizioni imposte nelle zone di ricaduta con l'ordinanza sindacale vigente. 

Allo stato di tali accertamenti analitici, ARPAT ritiene conclusa l'attività di indagine relativa all'entità delle ricadute dei fumi dell'incendio, mentre prosegue l'attività di controllo sul corpo di discarica, volta anche ad accertare se vi siano stati danneggiamenti all'integrità dell'isolamento del catino della discarica e a monitorarne eventuali impatti sulla falda.

mappa-campionamenti-Cassero

tabella-riepilogativa-Casse.jpg

grafico-diossine-pcb-Cassero

grafico-IPA-Cassero.jpg


NOTE DI APPROFONDIMENTO

Campionamenti
Sono stati eseguiti complessivamente 6 campionamenti di fogliame per la quantificazione dei microinquinanti effettivamente deposti: il giorno 5 luglio 2016 sono stai prelevati i primi 4, il giorno successivo (esaminate le “aree maggiormente interessate dalle ricadute delle sostanze rilasciate in atmosfera”, elaborate nel frattempo: il campione n. 4 è stato scartato per sostituirlo con uno più centrale nel settore, sono stati quindi prelevati due ulteriori campioni.

Le posizioni dei prelievi ambientali tengono perciò conto delle indicazioni in merito alle  “aree maggiormente interessate dalle ricadute delle sostanze rilasciate in atmosfera”, ma anche della necessità di acquisire campioni ‑ in aree facilmente accessibili ‑ sui quali sia ipotizzabile la presenza di sostanze rilasciate nel corso dell'evento (piante a foglia larga): perciò scarsamente contaminate da altre eventuali sorgenti inquinanti (traffico veicolare, abbruciamenti di potature, ecc.) e non dilavate da eventuali precipitazioni atmosferiche.

Per una più precisa individuazione dei punti di campionamento si rimanda alla tabella nella quale sono descritti in maniera sintetica i risultati analitici relativi alle analisi dei campionamenti.

Il giorno 4 luglio 2016, su richiesta della ASL, sono stati prelevati anche 2 campioni di foraggio delle aziende agricole presenti nella zona (posizioni A e B nella mappa allegata), per una loro valutazione specifica: le relative analisi non sono ancora concluse.

 

Criteri di valutazione
Per una valutazione dell'entità della contaminazione apportata dai fumi dell'incendio per diossine, furani e policlorobifenili diossina simili (PCDD e PCDF, PCB DL) si prendono a riferimento i livelli di azione indicati dall'Unione Europea con la Raccomandazione n. 2014/663/UE pari a 0,3 pg/g (OMS-TEQ 2005) per PCDD+PCDF e 0,1 pg/g (OMS-TEQ 2005) per PCB DL.

Per quanto riguarda invece gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), si prende a riferimento il Regolamento UE n. 835/2011, che stabilisce i tenori massimi di tali sostanze nei prodotti alimentari. Tuttavia tale regolamento non fissa nessun limite specifico per ortaggi e cereali; così, al solo fine di riferimento orientativo per la valutazione, si individua il valore più basso stabilito da tale Regolamento per la matrice “alimenti trasformati a base di cereali e alimenti destinati ai lattanti ed ai bambini”, seppure diversa da quelle oggetto di analisi. Tale valore è pari a 1,0 µg/kg sia per il solo benzo(a)pirene che per somma dei quattro IPA di riferimento (benzo(a)pirene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene e crisene).

 

Livelli d'azione: la Raccomandazione della Commissione Europea 2013/711/UE del 3 dicembre 2013, definisce I livelli d’azione uno strumento ad uso delle autorità competenti e degli operatori per evidenziare i casi in cui è opportuno individuare una fonte di contaminazione e prendere provvedimenti per la sua riduzione o eliminazione. Qualora si riscontrino livelli di diossine e/o di PCB diossina-simili eccedenti i livelli d’azione previsti (aggiornati con la Raccomandazione 2014/663/UE dell'11 settembre 2014), gli Stati membri, in collaborazione con gli operatori: avviano indagini per individuare la fonte di contaminazione; prendono provvedimenti per ridurre o eliminare la fonte di contaminazione.
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