Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie Comunicati stampa 2014 Incendio alla Mazzoni Ferro srl di Empoli

Dove Siamo

 

Incendio alla Mazzoni Ferro srl di Empoli

RSS

L'intervento di ARPAT

03/07/2014

Questa mattina, 3 luglio 2014, intorno alle ore 6 i tecnici del Dipartimento ARPAT del Circondario Empolese, attivati in servizio di pronta disponibilità dalla Sala operativa della Protezione Civile, sono intervenuti presso la ditta Mazzoni Ferro srl di Via del Castelluccio 37/39 Zona Industriale del Terrafino di Empoli per un incendio sviluppatosi verso le ore 4,30.

La ditta svolge attività di recupero e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non; le principali tipologie di rifiuti trattati sono costituiti da veicoli fuoriuso, rottami metallici ferrosi e non, imballaggi di vari natura e materiali assorbenti (es: filtri). [vedi per approfondimenti scheda banca dati ARPAT impianti di getsione dei rifiuti]

La combustione ha interessato il fabbricato di recente costruzione (capannone N) di quasi 3300 m2 che conteneva cumuli di rifiuti stimati in circa 300 tonnellate e composti in prevalenza da: bombolette spray, solventi, plastica, pitture e vernici di scarto, rifiuti ferrosi e non, fanghi derivanti da lavorazioni.

bruciati.jpg

Il fuoco ha deteriorato la copertura del capannone formata da pannelli isolanti a strati di poliuretano sormontati da pannelli fotovoltaici. Non erano presenti coperture in cemento amianto.

Data la notevole dimensione dell'incendio i Vigili del Fuoco hanno utilizzato anche l'acqua disponibile nei serbatoi interrati della ditta (circa 80.000 litri).

Non sono state individuate le cause di innesco ed i Vigili del Fuoco continuano a seguire le operazioni di spengimento dell'incendio tuttora in corso.

ARPAT ha svolto nel tempo diversi accertamenti su questo impianto d'importanti dimensioni sia d'iniziativa sia in collaborazione con altre autorità di controllo; l'Agenzia si è inoltre pronunciata per gli aspetti ambientali di propria competenza sulle fasi di ampliamento e modifica degli impianti dello stabilimento.

I tecnici intervenuti hanno dato indicazione ai VV.FF. di contenere il più possibile le acque di spegnimento, evitando la loro dispersione sul suolo.

Per quanto verificato nel corso dei sopralluoghi effettuati dagli operatori ARPAT, i fumi sviluppati dall'incendio si alzavano per alcune decine di metri disperdendosi in base alla direzione dei venti, che è risultata variabile nell'arco di tempo degli accertamenti. Non si avvertivano particolari molestie olfattive o irritative determinate dal fumo.

Su richiesta della Azienda Sanitaria 11, il sindaco del Comune di Empoli ha dato indicazione al corpo di polizia municipale di provvedere ad informare le popolazioni della zona, interessate da un’eventuale ricaduta di polveri provocate dai fumi del rogo, a titolo precauzionale, di “restare all’interno delle abitazioni con porte e finestre chiuse e di non consumare prodotti freschi degli orti di quella zona fino a nuova comunicazione”.

A quanto riferito dai VV.FF. nel primo pomeriggio, le operazioni di spegnimento potrebbo protrarsi per tutta la giornata o oltre.

ARPAT seguirà l'evolversi della situazione, riservandosi ulteriori accertamenti una volta domato l'incendio.
 

 

 


Aggiornamento delle ore 18.30 del 3/7/2014

Valutazione delle zone di ricaduta dei fumi ai fini degli accertamenti

Lo stabilimento interessato dall’incendio è collocato in una zona pianeggiate compresa tra l’abitato di Empoli (ad est), la frazione Marcignana (ad ovest) e l’area industriale di Terrafino (a sud). Gli abitati di maggiore densità e consistenza sono collocati a più di 1000 m dallo stabilimento; tuttavia entro un raggio di 500 m dallo stabilimento vi sono diversi edifici sparsi, di cui due (individuati con le lettere A e H in Figura 1) entro un raggio di 250 m. Alcuni di questi edifici appaiono utilizzati a fini residenziali.

Al fine di individuare le aree maggiormente interessate dalle ricadute delle sostanze sprigionate dall’incendio, il Settore Modellistica Previsionale di ARPAT ha acquisito ed elaborato i dati rilevati da due stazioni meteorologiche attive nell’area, facenti parte della rete osservativa gestita dal Servizio idrologico della Regione Toscana:

- Monteboro, posta a circa 2900 m SE dallo stabilimento;

- Cerreto Guidi, posta a circa 3200 m N dallo stabilimento.

I dati anemologici [relativi alla direzione ed alla forza del vento] rilevati nell’intervallo tra le ore 2:00 e le ore 9:00 di questa mattina, periodo nel quale l’incendio si è sviluppato ed ha avuto maggior forza, mostrano in estrema sintesi, la presenza di vento assai debole (intensità massima 3 m/s, mediamente intorno a 1 m/s), di direzione variabile con provenienza prevalente dai quadranti N-NNE-NE-ENE-E e SSE-S-SSW-SW, pur con alcune differenze tra i dati rilevati dalle due stazioni, imputabili  presumibilmente  alla  loro microlocalizzazione  (altitudine,  presenza  di orografia [rilievi collinari], di ostacoli elevati, ecc.); queste differenze non sono facilmente valutabili, se non con un’analisi di maggior dettaglio, estesa a tempi assai più lunghi e incompatibili con la finalità di fornire tempestivamente indicazioni operative per gli eventuali accertamenti analitici da effettuare in zona. L’indicazione generale di venti assai deboli a regime di brezza è coerente peraltro con la situazione barica rilevata sull’Europa e sulla penisola italiana in particolare (Figura 2), oltre che con le stime effettuate da LaMMA (Figura 3).

Inoltre, la propagazione della colonna di fumo in direzione pressochè verticale, con una lieve tendenza a piegare verso i quadranti meridionali a quota di oltre 100 m, documentata nelle prime fasi dell’incendio, conferma quanto rilevato dai dati delle due stazioni.

Su tali basi, stante anche l’incertezza e comunque una certa variabilità nella direzione del vento verificatasi durante l’incendio, l’area di possibile ricaduta dei fumi è stimabile in un due zone collocate rispettivamente a NE e a SW rispetto allo stabilimento, ad un distanza compresa tra 200 m e 500 m, come indicato in Figura 4.

In base alle informazioni ricavate dalla elaborazione descritta, saranno valutati congiuntamente tra ARPAT ed ASL gli eventuali accertamenti analitici da effettuare nell’area interessata per la verifica dei possibili effetti delle ricadute dei fumi.

Azioni sul documento
Strumenti personali