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Precisazioni su Amiata, geotermia ed arsenico

L’Agenzia risponde alle accuse del Comitato SOS Geotermia

23/05/2012

In relazione alle affermazioni diffuse dal Comitato SOS Geotermia, riprese dal quotidiano il Tirreno di Grosseto del 23 maggio, ARPAT precisa quanto segue:

l’Agenzia nel suo comunicato del 18 maggio scorso sul tema dell’arsenico nell’acqua potabile dell’Amiata non ha affatto “smentito se stessa” come dichiarato dal Comitato.
 
L’Agenzia ha semplicemente inteso fornire una informazione puntuale in merito ai risultati delle proprie rilevazioni, nella logica che teniamo a riaffermare con forza che ARPAT è un ente tecnico terzo che non sostiene alcuna posizione di parte, ma fornisce dati e informazioni ambientali che sono messi a disposizione di tutti attraverso il proprio sito web. Dati relativi alle analisi della qualità delle acque ma anche delle emissioni in atmosfera che, al contrario di questi, vengono ripetutamente citati dai Comitati per le loro contestazioni. I dati arpat sono sempre attendibili, sia quando contrastano con le tesi dei comitati che quando sono coerenti con esse.
 
Nel merito della questione è facilmente verificabile attraverso una lettura attenta del rapporto sull’acquifero dell’Amiata 1999-2010 disponibile sul sito, nel quale ci sono in dettaglio tutti i dati rilevati.
 
Più precisamente si osserva che il suddetto rapporto contiene un’analisi dell’intera serie dei dati disponibili dalla fine degli anni novanta fino al 2010, con una accurata analisi statistica delle serie storiche (e indicazione accurata dei metodi adottati).
 
Questa analisi statistica, scientificamente corretta, mostra che non vi sono trend che indicano la presenza di un “aumento esponenziale dell’arsenico” nell’acquifero dell’Amiata, come ribadito dal Comitato anche nell’articolo pubblicato in data odierna.
 
Riguardo ai dati ante 2002 (peraltro presi in considerazione nella suddetta analisi statistica per individuare il trend) si è semplicemente osservato che:
  • I dati ante 2002 sono in numero molto ridotto (poche unità), mentre successivamente ci sono dati assai più numerosi, proprio perché è stato effettuato un monitoraggio molto più accurato;
  • Per i dati ante 2002 si deve tener conto che facevano riferimento ad un limite normativo (50 µg/L) molto più elevato rispetto a quello introdotto negli anni successivi (10 µg/L), per cui le metodiche analitiche presentavano la massima precisione in corrispondenza del valore limite, al fine di discriminare con maggiore certezza un eventuale concentrazione di arsenico fuori norma. I valori rilevati al di sotto del valore limite, come, ad esempio, quelli inferiori a 30 µg/L, erano accompagnati da una elevata incertezza, ed è logico aspettarsi che le serie analitiche di uno stesso punto di controllo risultassero caratterizzate da un ampia variabilità.
  •  I laboratori di analisi ARPAT che effettuano gli accertamenti in questione sono stati accreditati SINAL dal 2002 (Siena) e dal 2004 (Grosseto) adottando metodi di analisi ufficiali più accurati e con livelli di incertezza inferiori rispetto a quelli precedentemente utilizzati.
 
In ogni caso l’Agenzia è disponibile a qualsiasi confronto su basi scientifiche in merito ai dati forniti ed alle analisi statistiche delle serie storiche e quindi all’individuazione delle tendenze, mentre, naturalmente, non intende assolutamente muoversi su di un piano di polemica ‘politica’ che non le compete e non la interessa.
 
I primi di giugno sarà poi pubblicato l’aggiornamento con i dati 2011 del rapporto sopra citato, che conterrà anche ulteriori valutazioni a seguito delle verifiche approfondite effettuate sui dati storici disponibili negli archivi dell’Agenzia.

 

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