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L'incendio a Ponterotto (Empoli)

Ulteriori informazioni a cura di ASL 11 e ARPAT

27/07/2012

A completamento e commento delle informazioni già fornite (vedi comunicato del  13 luglio) circa gli esiti delle analisi effettuate a seguito dell’incendio in via Ponte rotto, USL ed ARPAT mettono in evidenza che:

  • Indagini condotte anche da altre Agenzie ambientali in situazioni analoghe alla presente, a seguito di incendi, hanno mostrato che la concentrazione di diossine sui prodotti vegetali si abbatte sensibilmente con il lavaggio dei prodotti, in misura variabile a seconda della superficie fogliare e dei frutti; questo in conseguenza e a ulteriore dimostrazione del fatto che tali inquinanti, veicolati dalle polveri, si depositano per ricaduta sulla superficie dei vegetali ma non vengono assorbite dai tessuti delle foglie.
  • Le diossine sono sostanze liposolubili, si solubilizzano cioè nelle sostanze grasse e nei liquidi organici non polari e quasi affatto in acqua e nei mezzi e tessuti acquosi. Questa caratteristica fa sì che le diossine possano essere facilmente assorbite da alimenti di origine animale ricchi di grassi (carne, uova, latte) entrando così nella catena alimentare, ma non nei prodotti vegetali, per i quali la contaminazione può determinarsi solo per effetto del trasporto aereo e delle ricadute.
  • I valori di diossine e furani rilevati sui prodotti ortofrutticoli campionati a seguito dell’incendio in via Ponte rotto, come già comunicato, sono ampiamente al di sotto dei livelli di attenzione[1] indicati dalla Raccomandazione della Commissione Europea 2011/516/EU del 23 agosto 2011
Le sostanze chimiche che possono contaminare la frutta e la verdura dal momento del raccolto fino al consumo sono numerosissime: si va dalle diossine ai furani che si liberano in occasione di incendi, ai residui di prodotti fitosanitari, ai metalli pesanti. Il fatto che un contaminante costituisca o meno un rischio per la salute dipende da molti fattori, tra cui l’assorbimento e la tossicità della sostanza, il livello di tale sostanza nel cibo, la quantità di cibo contaminato consumata e la durata dell’esposizione.
 
Sulla base di queste considerazioni, si ricorda e si raccomanda di consumare sempre frutta e verdura, in particolare se crude, dopo un accurato lavaggio con acqua corrente potabile, preceduta quando è possibile da lieve spazzolamento e/o energico strofinamento dello strato esterno che è stato dimostrato essere un’azione molto efficace di abbattimento di residui contaminanti. Si raccomanda di lavare la frutta anche quando la stessa viene sbucciata, infatti con il taglio si possono portare a contatto della polpa residui chimici.


[1] Livelli d’azione: “Livelli oltre i quali è necessario avviare indagini volte a individuare la fonte di contaminazione ed assumere provvedimenti per eliminare o ridurre la fonte di contaminazione
 
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