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San Romano (PI): puntualizzazioni ARPAT

Hanno contribuito: Dipartimento provinciale ARPAT Pisa

In relazione all’articolo apparso sull’edizione di Pontedera de La Nazione del 24 agosto, dal titolo “Futuro Arpat. PSI: silenzio preoccupante. L’attività ora è quasi ferma”, il Dipartimento provinciale ARPAT di Pisa, puntualizza la situazione.

25/08/2011
Le problematiche ambientali del Comprensorio del cuoio, connesse con la consistente presenza industriale nella stessa area, hanno da sempre impegnato ARPAT in un’ intensa attività di controllo e di prevenzione delle fonti inquinanti.
 
I controlli presso le attività produttive, secondo le normative specifiche, e il supporto tecnico, a favore delle Autorità Locali, hanno interessato ed interessano tutte le matrici ambientali. Nell’ambito della riorganizzazione dell’Agenzia, tuttora in corso, non è pensabile, peraltro, un abbassamento degli standard di controllo finora assicurati grazie alle attività della propria sede provinciale; è previsto, infatti, che ARPAT mantenga  un elevato livello di attenzione sulle problematiche tipiche della zona, attraverso le azioni finora
  • i controlli su: impianti di depurazione e sugli scarichi idrici principali; impianti che trattano o recuperano rifiuti e discariche dismesse; impianti produttivi con particolare attenzione a quelli con maggiore impatto sull’ambiente (e soggetti alla normativa sul controllo integrato dell’inquinamento, secondo la direttiva europea IPPC); stabilimenti a rischio d’incidente rilevante; principali emissioni in atmosfera comprese quelle “minori”, a campione, ad esempio le emissioni di sostanze organiche volatili; le stazioni radio base e gli elettrodotti; le attività che producono impatto acustico; i siti ex produttivi, sottoposti a bonifica ambientale;
  •  il monitoraggio: di acque superficiali e sotterranee, qualità dell’aria tramite la rete di rilevamento regionale e provinciale, oltre che un laboratorio mobile della Provincia di Pisa; rumore delle strade; campi elettromagnetici;
  • il supporto tecnico, con l’emissione di pareri nell’ambito dei procedimenti autorizzativi gestiti dalle Autorità locali, su: nuovi insediamenti produttivi, compresi quelli per il trattamento dei rifiuti quali gli inceneritori; insediamenti soggetti a VIA; emissioni in atmosfera; scarichi idrici; impianti fotovoltaici; impianti di telefonia mobile; piani d’emergenza esterni.
Il Servizio Locale di San Romano, citato dall’articolo, svolge invece le attività connesse col cosiddetto Centro di telerilevamento delle emissioni, che effettua, in sostanza, un monitoraggio a distanza di alcune emissioni di impianti produttivi e di trattamento di reflui industriali, in forma complementare rispetto alle attività di controllo, vere e proprie, appena sommariamente elencate.
 
Le attività del Centro rappresentano una funzione preventiva ma non equivalente al sistema di controllo ufficiale e non hanno, di conseguenza, carattere obbligatorio, secondo le normative ambientali vigenti; la nuova legge regionale di riforma dell’ARPAT (legger regionale 30 del 2009) prevede che le attività di questa natura, in quanto appunto non obbligatorie, siano sostenute, rispetto alle attività più strettamente istituzionali, con risorse economiche aggiuntive da parte dei soggetti pubblici e privati interessati.
 
Al fine di aggiornare il quadro dei compiti del Centro e stabilire le modalità di finanziamento dello stesso, è in fase di definizione un protocollo d’intesa fra le Autorità locali e le parti private interessate, che potrà garantire il mantenimento delle funzioni assolte dal Centro stesso.
 
Per concludere va ricordato, che nel periodo estivo (mese di Agosto) la Sede di San Romano è stata costantemente presidiata fisicamente da personale del Dipartimento di Pisa che non ha registrato alcun tipo di segnalazione di situazioni problematiche da parte di cittadini.
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