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In merito all'allarme per il radon nel palazzo Gherardesca a Livorno

In relazione all'articolo dal titolo "Allarme per il radon negli uffici della Gherardesca" pubblicato sull'edizione di Livorno del quotidiano "La Nazione" venerdì 11 novembre, l'Articolazione Funzionale regionale Radioattività di ARPAT fornisce le seguenti informazioni.

11/11/2011

Nel 2006 la Regione Toscana ha affidato ad ARPAT la progettazione e realizzazione di una indagine finalizzata alla conoscenza della distribuzione della concentrazione di radon negli ambienti di vita e di lavoro e all'individuazione delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon. Questa indagine, con circa 2000 abitazioni e 1300 fra luoghi di lavoro e scuole per un totale di 7800 locali misurati per due semestri consecutivi, ha coinvolto tutti i Comuni della Toscana e prima in Italia è estesa a molte tipologie di luoghi lavoro, fornendo così un quadro conoscitivo molto più dettagliato rispetto al passato.

E’ ormai nella sua fase conclusiva la comunicazione dei risultati delle misure agli enti interessati e ai numerosi partecipanti. · Per quanto riguarda il Comune di Livorno, sono state misurate 11 abitazioni e 9 luoghi di lavoro, di cui 5 pubblici; i livelli medi di radon rilevati sono risultati decisamente bassi. Nell’edificio occupato dagli uffici dell’Amministrazione provinciale sono state effettuate misurazioni in 6 locali a diversi piani, con risultati assai diversi fra una stanza e l’altra. Nella sala riunioni posta a piano terra dell’edificio la concentrazione media annua di radon è superiore al livello di azione che la normativa italiana (DLgs 230/95 e successive modifiche) prevede per i luoghi di lavoro; ciò comporta l’adozione da parte del datore di lavoro di un intervento (azione di rimedio) per ridurre la concentrazione di radon. Tali azioni devono essere poste in atto entro 3 anni dalla prima misura, ma sono dovute solo se la permanenza negli ambienti è interessati è continuativa (per i dettagli vedi sito ARPAT).

  • Va ricordato che di norma la concentrazione è più elevata per quei locali – come appunto è il caso della sala riunioni in questione – dove a causa dell’utilizzo non c’è frequente areazione; infatti in uno degli uffici al piano terreno dello stesso edificio la concentrazione è circa la metà rispetto alla sala riunioni. In questo caso una misura provvisoria per ridurre la concentrazione di radon è l’aerazione del locale prima dell’utilizzo.
  • L’Amministrazione provinciale ha preso immediato contatto con ARPAT e ASL al fine di chiarire insieme la situazione e ha iniziato ad acquisire tutte le informazioni utili per individuare una soluzione adatta alla tipologia di edificio e intraprendere le azioni necessarie per ridurre la presenza di radon nell’edificio.
  • Poiché in edifici adiacenti a quelli dell’Amministrazione provinciale ci sono degli istituti scolastici, tenuto conto della preoccupazione espressa da parte di alcuni genitori che si sono messi in contatto con l’Agenzia, ARPAT programmerà quanto prima misure delle concentrazioni di radon anche in tali edifici. Va comunque tenuto presente che la concentrazione di radon è determinata anche dalle caratteristiche strutturali degli edifici, dai materiali da costruzione utilizzati, dalle modalità di utilizzo dei locali, ecc. Pertanto, anche in edifici adiacenti, e persino in locali adiacenti dello stesso edificio, si possono registrare livelli molto variabili di radon.

Per ulteriori informazioni sul radon, sulle sorgenti, sui rischi e su Cosa fare per ridurre la concentrazione di radon:

http://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/radioattivita/radon

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