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Giovedì 17 dicembre 2020

Gli Stati Generali della Green Economy


Quest'anno gli Stati Generali della Green Economy sono stati l'occasione per presentare un pacchetto di proposte per il piano di rilancio del nostro Paese con l’utilizzo dei fondi di Next Generation EU

Gli Stati generali della Green Economy si sono conclusi da non molto, la discussione, quest’anno, si è incentrata sulla ripartenza post Covid-19. L’occasione è stata sfruttata per comprendere come gli strumenti messi in campo a livello nazionale ma soprattutto a livello internazionale, in particolare europeo, possano rappresentare un volano per un nuovo modello di sviluppo economico, che abbia nel rispetto dell’ambiente uno dei pilastri portanti, come indica anche il Green Deal europeo.

consumo-finale-lordo-energia-rinnovabile.JPGQualche spiraglio in questa direzione si intravede, ad esempio, è aumentata l’energia prodotta da fonti rinnovabili, sono aumentate le immatricolazioni di auto elettriche e ibride, assistiamo ad un piccolo miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo, ma tutto questo non è sufficiente, dobbiamo assolutamente comprendere come ripartire utilizzando i fondi messi a disposizione dall’Europa, comprendendo in che modo andare verso la rivoluzione ecologica e digitale, che si prospetta essere il "trampolino di lancio" per la rinascita dell'Europa e dei suoi paesi membri.

Per questo, le 69 organizzazioni delle imprese dei principali settori della green economy italiana, che fanno parte del Consiglio nazionale, hanno definito, durante gli Stati Generali, un pacchetto di proposte per il piano di rilancio del nostro Paese con l’utilizzo dei fondi di Next Generation EU.

Vale veramente la pena di soffermarsi sulla relazione sullo stato dell'ambiente della green economy, stilata quest'anno, non solo per la sua attualità e perchè contiene un pacchetto concreto di proposte ma per comprendere a pieno il quadro normativo in cui si sta muovendo l'Europa; solo se saremo in grado di interpretare correttamente queste disposizioni, avremo l'opportunità di un reale rilancio del Paese.

tasso-circolarità.JPGLe proposte, presentate nel corso degli Stati Generali della Green Economy, sono molto articolate e riguardano principalmente i seguenti ambiti:

  • energia e il clima
  • economia circolare
  • green city
  • mobilità urbana sostenibile
  • agroalimentare. 

Le misure per l’energia e il clima puntano, in particolare, ad indirizzare i finanziamenti europei di Next Generation EU a supporto dei processi di innovazione tecnologica per la decarbonizzazione, per potenziare – sia con nuovi impianti sia migliorando la capacità esistente – produzione, distribuzione, stoccaggio e uso di fonti rinnovabili di energia e miglioramenti dell’efficienza energetica, a sostenere un utilizzo esteso dell’ecobonus 110%, ad applicare il sistema della tassonomia europea per indirizzare gli investimenti per le misure di mitigazione e di adattamento climatico e ad introdurre una graduale carbon tax per i settori non coperti dal meccanismo europeo dell’Ets.

Le proposte per l’economia circolare mirano ad aumentare i finanziamenti del Piano transizione 4.0 – prorogando per un quinquennio le misure di sostegno agli investimenti delle imprese e raddoppiando sia la misura degli incentivi sia il limite degli investimenti agevolabili – per sostenere, attraverso il credito d’imposta, investimenti destinati a misure per l’economia circolare quali, ad esempio, la progettazione di prodotti che durino più a lungo e siano concepiti per essere riutilizzati, riparati o aggiornati per il recupero delle proprie funzioni o sottoposti a procedimenti di riciclo.

Puntano, inoltre, a incentivare gli investimenti per lo sviluppo della bioeconomia circolare, per l’utilizzo della biomassa locale e nazionale, per migliorare gli impianti e le tecnologie per l’utilizzo dei sottoprodotti, il riciclo dei rifiuti in plastica, del settore edile, nonché quelli organici e dei fanghi per ottenere materiali, digestato, compost e energia rinnovabile.

Le proposte per le green city mirano a finanziare un programma nazionale di rigenerazione urbana che recuperi e valorizzi aree degradate e edifici dismessi per far fronte alla domanda abitativa e di attività, senza consumare nuovo suolo, a risanare e rendere più belli e vivibili quartieri e città aumentando le infrastrutture verdi e gli spazi di socialità e adottando misure di mitigazione e di adattamento climatico riducendo i rischi di alluvione e di esposizione alle ondate di calore.

spesa-protezione-biodiversità-e-paesaggio.JPG

Per sostenere la ripresa in chiave green si punta inoltre ad aumentare al 30% il territorio e il mare tutelati, limitando il consumo e l’impermeabilizzazione del suolo, frenando l’espansione urbana e definendo un piano di ripristino della biodiversità.

Per una mobilità urbana sostenibile il Consiglio nazionale propone di aumentare gli investimenti con l’obiettivo di potenziare il trasporto pubblico, la sharing mobility, le piste ciclabili, facendo scendere al 2030 il tasso di motorizzazione privato italiano al di sotto di 500 auto per 1.000 abitanti. E inoltre di estendere gli incentivi all’elettrificazione, di mirare a raggiungere entro il 2030 la quota del 25% dei consumi di energia prodotta da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti e raddoppiare la quota di elettricità da fonti rinnovabili, puntando sul Gnl e sul bio-Gnl per il trasporto pesante stradale e marittimo e per la meccanizzazione agraria.

strumenti-pianificazione-e-governo-verde.JPGPer il sistema agroalimentare si propone di incentivare la diffusione delle produzioni agricole basate sui principi dell’agroecologia che favoriscono la limitazione dell’uso di prodotti fitosanitari, l’incremento della fertilizzazione organica, la riduzione delle emissioni di gas serra, la cattura del carbonio nonché l’aumento della produzione biologica.

Propone, infine, di attivare iniziative di incentivazione fiscale per l’applicazione di modelli di business circolari nei settori della trasformazione alimentare e del commercio al dettaglio e di destinare parte delle risorse, già rivolte al sostegno dei contratti di filiera e di distretto, a supporto di specifici “contratti di filiera per la green economy”. Che devono avere obiettivi di miglioramento ambientale comprovati e prevedere premialità per la valorizzazione dei territori ad elevato valore naturale, la protezione della fertilità dei suoli, la riduzione dell’erosione e l’accrescimento del contenuto di carbonio organico.

Per approfondimenti: "Relazione sullo stato della green economy 2020"


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