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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Lunedì 02 novembre 2020

La presentazione dell'Annuario 2020 dei dati ambientali della Toscana


L’importanza della diffusione dei dati certi ed affidabili a supporto di decisori politici e cittadini

Venerdì 30 ottobre 2020, in diretta sui canali YouTube e Facebook di ARPAT, si sono riuniti virtualmente diversi portatori di interesse in occasione della presentazione dell’Annuario dei dati ambientali della Toscana 2020.

Ad aprire i lavori della giornata, coordinata da Luigi Palumbo di Ricicla TV, è stato Stefano Laporta, Presidente di ISPRA e del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, che nel suo intervento ha richiamato il ruolo del Sistema, che tra i suoi i compiti ha quello di raccogliere e diffondere i dati, a supporto di decisori politici e cittadini. È tra l’altro significativo che l’Annuario sia pubblicato in questo drammatico periodo, in cui si rende necessario impostare la ripresa e la transizione verso il New Green Deal sulla base di dati ed informazioni certe ed affidabili.

Laporta, nel sottolineare la buona pratica toscana rappresentata dalla tempestività della rendicontazione, informa che il Sistema sta lavorando per raggiungere tale tempestività anche a livello nazionale, attraverso la creazione di un unico portale per l’accesso omogeneo ed immediato ai dati, uno strumento quindi importante anche per rafforzare, attraverso la chiarezza delle informazioni, la necessaria ed auspicabile fiducia tra enti e cittadini.

dg.JPGIl Direttore generale di ARPAT Marcello Mossa Verre e il Direttore tecnico Guido Spinelli hanno illustrato i contenuti della pubblicazione, quest’anno alla sua nona edizione. (Una sintesi dei contenuti dell’Annuario è disponibile qui: L'ambiente in Toscana nel 2019)

Il Direttore generale, nel presentare i risultati delle attività di monitoraggio e controllo dell'Agenzia attraverso l'analisi dei principali indicatori presenti nell'Annuario, e nel ringraziare quanti hanno collaborato alla pubblicazione, sottolinea come quest'anno il rapporto sia stato interamente prodotto in smart working, data l'emergenza sanitaria. 

Per quanto riguarda le attività di controllo dell'Agenzia, Mossa Verre informa che in questi mesi l'Agenzia le ha portate avanti, nonostante l'emergenza, sperimentando anche sistemi più smart, "da remoto" e approntando interazioni a distanza con le aziende, verificando ciò che non necessariamente deve essere verificato sul campo.

In conclusione del suo intervento il Direttore generale ricorda come in Toscana, così come nel resto del Paese, si investa troppo poco per la prevenzione ambientale: ogni cittadino toscano spende infatti una somma pari ad un caffè al mese per l'Agenzia e le sue attività.

Il Direttore tecnico dell'Agenzia ha illustrato lo stato di qualità delle acque. Nel suo intervento Spinelli sottolinea come una consistente parte dei 96 indicatori presenti nell'Annuario riguardi il monitoraggio dello stato delle componenti ambientali e come dietro a questo lavoro ci sia una grande mole di dati raccolti dall'Agenzia; il 54% dei campioni analizzati nel Laboratorio riguarda proprio il comparto del monitoraggio delle acque superficiali, sotterranee, di transizione, destinate alla potabilizzazione fino alle acque di mare; sostanzialmente oltre 1200 punti che vengono costantemente monitorati ed ispezionati dagli operatori più volte durante l'anno. Tutta questa attività è svolta solo da poco più di 1/10 del personale destinato alle altre attività istituzionali quindi con un carico notevole su questi operatori.

Novità dell'Annuario di quest'anno è la pubblicazione per la prina volta dei dati rilevati per la Strategia marina dell'Unione Europea, le cui prime indagini sono partite nel 2015. In particolare nell'Annuario è stato inserito l'indicatore delle microplastiche raccolte sulla superficie del mare, dove nel 2019 si registra il dato del monitoraggio sui 4 transetti di costa pari a 0,023 oggetti/m2 registrati costituiti per il 76% da plastica. Campionati anche i rifiuti antropici presenti su 5 spiagge toscane dove sono stati mediamente trovati 3 oggetti per metro lineare e classificati secondo una lista di circa 165 categorie e dove il 76% è rappresentato da oggetti in plastica e polietilene. Altro indicatore la Posidonia oceanica monitorata in 11 stazioni e che attraverso l'indice sintetico PREI ci fornisce un quadro quasi sempre compreso tra buono ed elevato.

Nicola Sciclone, vicedirettore IRPET, ha posto l’accento sulla necessità, emersa ancora di più a seguito dell'emergenza Covid-19, di abbandonare definitivamente la visione disaccoppiata tra economia ed ambiente, a favore di una visione sistemica dove non è necessario inquinare per crescere.

Detto questo, nel nostro Paese facciamo ancora troppo ricorso alle energie derivanti da fonti fossili per un valore pari al 70%, mentre l’impiego delle rinnovabili non riesce ad andare oltre il 20% (anche se la Toscana per le rinnovabili riesce ad attestarsi ad una percentuale superiore al 50%). Per superare questo gap si rende necessario far dialogare tutte le fasi del processo economico, attraverso una ristrutturazione industriale orientata sempre a maggiori livelli di sostenibilità e una ricomposizione dei consumi capace di orientare verso prodotti derivanti da processi attenti ai parametri ambientali.

Per fare questo, continua Sciclone, dobbiamo riconsiderare i sistemi produttivi, predisponendone un’internalizzazione capace di presidiare la corretta applicazione dei criteri di sostenibilità; riappropriarsi dei processi produttivi e preferire filiere corte richiede agli imprenditori un grande impegno negli investimenti per realizzare una rimodulazione ed un adeguamento delle fasi industriali di produzione.

L'attuale crisi emergenziale non facilita e non dispone i soggetti economici a realizzare investimenti, tuttavia vanno rilevati alcuni elementi positivi come l’uso delle piattaforme informatiche, il ricorso ai negozi di prossimità ed il lavoro agile, tutti aspetti, questi, che hanno avuto e stanno avendo impatti significativi sull’economia e non solo: la diminuzione di circa 400.000 unità di pendolari in Toscana ha ridotto la percentuale d’incidenti, reso non congestionata la mobilità e ridotto in maniera determinante la produzione di CO2.

confindustria.jpgGabriele Baccetti, Direttore Confindustria Toscana, ha quindi cercato di fornire delle risposte d’indirizzo agli imprenditori del comparto produttivo costretti, in questo frangente, a tentare di riposizionare le loro strategie produttive e commerciali.

La crisi pandemica è purtoppo intervenuta nel processo di transizione verde del comparto produttivo e come è facile immaginare questa tendenza ha subito rallentamenti ed interruzioni. Uno studio commissionato all’Istituto S.Anna di Pisa ha fatto emergere però come le iniziative inerenti gli sviluppi alla transizione verde rimangano importanti e premianti perché quando l’emergenza sarà terminata, prosegue Baccetti, la tendenza all’adeguamento ambientale dei processi produttivi, la circolarità dell’economia e la digitalizzazione saranno proprio i fattori che permetteranno di agganciare la ripresa.

Nelle fasi di approntamento alla transizione verde un ruolo importante è rivestito dalle procedure amministrative autorizzatorie istruite da ARPAT. Infatti dichiara Baccetti, i grossi investimenti richiedono una mole importante di documentazione amministrativa che l'Agenzia istruisce e riconsegna alle aziende sottoforma di risposte ed indicazioni necessarie per centrare gli obiettivi.

Supportare gli investimenti nell’ambito dell’economia circolare, dell’adeguamento ambientale e della digitalizzazione avrà importanti risvolti sulle matrici ambientali. L’Annuario oggi presentato permette di individuare le politiche in cui intende lavorare ed impegnarsi la Regione Toscana e al comparto produttivo di contribuire alla transizione verde.

Franco Ferruzza, in rappresentanza di Legambiente, ha messo in evidenza due aspetti: il primo è che l’Annuario di quest’anno è stato creato completamente in Smart working, il secondo che, come ricordato dal Direttore Generale di ARPAT, si spende ancora poco per la tutela dell’ambiente, una somma pari ad un caffè al mese, che sarebbe doveroso aumentare, arrivando al costo di un caffé alla settimana, per garantire lo svolgimento efficace dell’attività di tutela ambientale, che necessita di più fondi economici ma anche di più personale.

Per quanto riguarda l’assegnazione dei finanziamenti europei previsti dal Recovery found, secondo Ferruzza, bisogna evitare che vi sia una corsa alla progettazione confusa, quello che serve è una pianificazione organizzata, che coinvolge più soggetti e soprattutto di lungo periodo. Per Legambiente 4 sono gli assi portanti di questa progettazione:

  1. implementare la transizione energetica, tenendo conto della necessità di giungere ad un mix energetico,che preveda geotermia, solare, eolico, tenendo conto delle peculiarità dei territori
  2. riconversione ecologica dell’economia, che preveda anche la realizzazione di impianti per il riciclo delle materie in modo da rafforzare l’economia circolare
  3. incrementare la digitalizzazione che colmi il divario digitale ancora presente nel territorio, con più fibra e più banda la larga
  4. puntare sul fattore “natura”, ovvero un’agricoltura sostenibile, biologica, che valorizzi il territorio; in Toscana, da questo punto di vista, il nostro bellissimo territorio rappresenta già un brand noto nel mondo.

uil.JPGTriestina Maiolo, della Segreteria regionale UIL Toscana è intervenuta in rappresentanza CGIL, CISL, UIL. Durante il periodo elettorale le tre sigle sindacali GGIL, CISL e UIL hanno presentato un documento di programma per porre l’attenzione sull’ambiente e sulle sue interconnessioni con il lavoro, quindi l’economia, ma anche con la società e il benessere della popolazione.

I temi legati alla natura e alla protezione dell’ambiente costituiscono un veicolo per la ripartenza, come sottolinea Triestina Maiolo, che ricorda come l'attuale momento storico sia complicato e che la Pandemia ha messo in luce diverse criticità economiche e sociali.

L’ambiente è uno di quei temi su cui puntare per dare il via alla ripartenza. Il documento prodotto dai sindacati va in questa direzione, è molto articolato e riguarda svariate questioni ambientali, che ricordiamo, anche se l’elenco non è esaustivo e non ci sono ordini di priorità:

  • la riduzione delle emissione di anidride carbonica
  • la riconversione ecologica dell’economia
  • un minore consumo del suolo
  • un ridotto utilizzo delle sostanze chimiche in agricoltura
  • la lotta ai cambiamenti climatica
  • la salvaguardia della biodiversità
  • la forestazione
  • la tutela dei territori più fragili come quelli di montagna
  • le energie rinnovabili
  • la tutela delle acque
  • il recupero della materia e la riduzione dei rifiuti

La programmazione regionale deve partire da queste tematiche ma senza mai dimenticare il mondo del lavoro e la tutela dei lavoratori. All’interno di ARPAT è necessario prevedere il turn over del personale, ormai non più giovane, e, in generale, aumentare il numero dei lavoratori, per garantire lo svolgimento dell’attività di controllo e di produzione dei dati, che ci aiutano a comprendere lo stato di salute dell’ambiente ma anche delle persone ed a prevenire le malattie legate all’inquinamento ambientale.

Per il Direttore generale di Istat, Michele Camisasca, l'importanza di produrre dati ufficiali, in maniera periodica e stabile, è più che mai decisiva in momenti di crisi, di difficoltà come quello attuale che tutto il mondo produttivo economico e istituzionale sta vivendo.

In una fase in cui tutti si sentono scienziati in un minuto è necessario che chi ha la capacità istituzionale di produrre i dati sappia essere autorevole e credibile e questo dipende da tanti fattori:

  • qualità della metodologia che si utilizza per raccogliere e per elaborare i dati che deve essere rigorosa, condivisa e deve guardare a canoni scientifici internazionali e riproducibili;
  • ruolo e professionalità degli operatori che lavorano nel mondo degli enti pubblici della ricerca, come Ispra;
  • puntualità e periodicità, affinché i dati possano essere utili a chi deve prendere decisioni;
  • capacità di presentare  e rendere fruibili i dati, al decisore finale ma anche ai cittadini.

Per rispondere a quest'ultimo punto, ci sono varie tecniche comunicative, tra cui quella molto efficace adottata nell'Annuario ARPAT con Descrizione, Messaggio chiave e Cosa fa ARPAT; in Istat per rendere i dati più fruibili ai cittadini è stata creata una sezione del sito Web “dati alla mano”.

In conclusione di intervento Camisasca ha accennato al concetto e all'importanza di lavorare e far crescere i sistemi, come quello giovane del SNPA in cui opera ARPAT o quello in cui opera Istat; SISTAN, una rete che riunisce oltre 3000 uffici di statistica di soggetti pubblici e privati e che è oggi alla vigilia di una sua importante riforma.

assessore.JPGMonia Monni, neo Assessora all’Ambiente della Regione Toscana ha concluso la mattinata con un intervento non formale. Ha esordito esprimendo il suo apprezzamento per un appuntamento, quello della pubblicazione dell’Annuario dei dati ambientali della Toscana prodotto da ARPAT, che è importante per tutti quelli che si occupano di ambiente. Ha quindi ricordato come già nella riforma dell’Agenzia del 2009 l’elaborazione dei dati, l’informazione e la comunicazione costituissero uno dei compiti istituzionali fondamentali di ARPAT. La revisione della legge istitutiva di fine 2019 ha ulteriormente rafforzato questi compiti.

Nel corso del proprio mandato ha espresso l’intenzione di continuare e rafforzare la collaborazione con l’Agenzia per gli aspetti relativi alla comunicazione, considerando la trasparenza e l’informazione ambientale un impegno essenziale nei confronti dei cittadini. Ha poi sottolineato come, anche grazie alla collaborazione dell’Agenzia, la Regione ha potuto recentemente pubblicare la versione online della Relazione sullo Stato dell’Ambiente, fondata in larga misura sui dati forniti da ARPAT, ma completata da quelli prodotti da altri enti regionali competenti per materie quali l’energia, i rifiuti, ecc.

Nel corso del prossimo quinquennio, al fine di fornire dati facilmente fruibili e accessibili, occorrerà lavorare per assicurare l’interoperabilità fra le banche dati di tutti gli enti regionali che lavorano sui vari aspetti ambientali.

L’Assessora ha poi osservato come l’attuale emergenza sanitaria rappresenti un trauma globale anche per la nostra regione. Gli impatti sociali ed economici saranno importanti. Come indicato nel Programma di Governo della Giunta Giani approvato dal Consiglio regionale, è arrivato il momento di lanciare il New Green Deal anche in Toscana, i cui macro temi saranno:

  • l’economia circolare, con azioni rivolte a ridurre la produzione di rifiuti e spingere avanti il riuso delle materie, rafforzando e/o dando vita a filiere produttive specifiche;
  • ridurre le emissioni inquinanti;
  • predisporre un piano regionale del verde;
  • realizzare interventi per la mitigazione dei rischi idrogeologici;
  • salvaguardare la biodiversità e tutelare il mare;
  • operare per la prevenzione sismica.

Il futuro dei nostri territori, conclude l'Assessora, si giocherà su quanto riusciremo a fare riguardo a questi ambiti di intervento.

 


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