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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Mercoledì 03 giugno 2020

Circondario dell’Empolese Valdelsa: le segnalazioni dei cittadini nel 2019


Sono i cattivi odori ad aver registrato il maggior numero di segnalazioni, seguiti dall'argomento rifiuti che ha ricevuto diverse segnalazioni a seguito delle quali ARPAT ha effettuato accertamenti.

Delle 264 segnalazioni riguardanti la Provincia di Firenze, 48 provengono dal territorio dell'Unione dei Comuni del Circondario Empolese (Capraia e Limite, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Certaldo, Empoli, Fucecchio, Gambassi Terme, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Vinci) su cui il Dipartimento ARPAT del Circondario Empolese svolge la propria attività.

Come in tutta la Toscana anche sul territorio empolese nel 2019 sono i cattivi odori ad aver registrato il maggior numero di segnalazioni, in alcuni casi attribuite ad attività produttive mentre in altri casi a fonti non individuate.

Tra le segnalazioni ricorrenti, ma in calo rispetto agli anni precedenti, troviamo il caso dell’azienda di Castelfiorentino che estrae oli da semi oleosi (girasole, colza e vinacciolo) e da sansa di oliva, con produzione di oli e di farine vegetali per uso zootecnico e biocombustibili.
Le emissioni odorigene dell’azienda si sviluppano specialmente nelle fasi di stoccaggio, spremitura ed essiccazione dei semi e durante la lavorazione della sansa e proprio per mitigare questo impatto l’azienda ha negli anni intrapreso un percorso di miglioramento operativo ed impiantistico, come l’innalzamento a 60 metri di un camino delle emissioni. Nel maggio 2018 l’insediamento ha ottenuto l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), con un procedimento lungo ed articolato nel quale ARPAT ha fornito il proprio supporto tecnico-scientifico focalizzando l’attenzione sull’impatto atmosferico, preponderante rispetto agli altri, ed evidenziando alla Regione, quale ente competente al rilascio dell’autorizzazione, la necessità di approfondire questo aspetto anche con una valutazione modellistica sulla “componente atmosfera” in relazione al PM10, biossido di azoto, composti organici volatili e unità odorimetriche e con studi che individuassero misure di mitigazione del fenomeno.
Il controllo AIA svolto da ARPAT nel 2019 ha evidenziato che sussistono ancora margini di miglioramento dell’impatto odorigeno intervenendo sullo stoccaggio delle materie prime e sulle emissioni dai silos, dalla fase di spremitura e dagli sfiati ed aperture dei locali.

Un’altra fonte di maleodoranze è stato il sito in bonifica ex Vitrum a Empoli sul quale ARPAT ha ricevuto segnalazioni ed è intervenuta rilevando alcune criticità. I disturbi odorigeni sono successivamente scomparsi con l’avvenuta rimozione e smaltimento dei cumuli maleodoranti, pur essendo continuate le attività previste dal piano di caratterizzazione.

Il caso della ex Vitrum mostra come i siti in bonifica, effettiva criticità ambientale, non siano in realtà fonte di preoccupazione e quindi di segnalazione da parte dei cittadini: “l’attenzione pubblica su questi siti – afferma la responsabile del Dipartimento del Circondario empolese Gigliola Ciacchini - emerge per lo più quando si manifestano problematiche odorigene dovute, ad esempio, allo scavo e alla movimentazione di terre, altrimenti è difficile che l’impatto ambientale dei siti da bonificare sia percepito dai cittadini”.

Sempre ad Empoli, segnalazioni di cattivi odori sono pervenute da abitanti di Pagnana e Marcignana; a tal proposito ARPAT, anche su richiesta del Comune, ha compiuto accertamenti presso un’azienda che produce gelatina per uso farmaceutico ed alimentare, sia nei suoi dintorni, sia sul Rio Vitiana che veniva indicato con colorazione anomala. Dal monitoraggio anche giornaliero effettuato da ARPAT nel periodo estivo, ad eccezione di un giorno, nei pressi dello stabilimento e nei dintorni non sono state rilevate le maleodoranze tipiche della lavorazione svolta dall’insediamento produttivo, mentre i filamenti trovati nel Rio Vitiana sono stati ritenuti correlati alla natura dello scarico produttivo dell’attività.
Dai successivi controlli effettuati presso l’azienda è emerso un sostanziale rispetto delle prescrizioni autorizzative, ma anche la necessità di migliorare la gestione delle acque reflue e di adottare misure di contenimento dei problemi odorigeni derivanti dalla lavorazione e che si ipotizzano legati alle operazioni di riempimento dei silos; è stata anche richiesta la valutazione approfondita delle soluzioni da adottare sui punti maggiormente critici.

In merito alle segnalazioni pervenute per maleodoranze diffuse a Fucecchio, prevalentemente imputate alle attività conciarie, ARPAT ha effettuato una campagna di rilevamenti olfattivi tra gennaio e febbraio 2019 nella zona del campo sportivo della frazione di Ponte a Cappiano, nelle fasce orarie indicate dagli esponenti come maggiormente critiche per i cattivi odori.
Anche questi ultimi accertamenti di ARPAT confermano come dalla zona industriale vicina alle abitazioni si generi, con molta probabilità, la causa del disturbo olfattivo, senza tuttavia che sia individuabile un’attività ben precisa che più di altre possa concorrere alle maleodoranze lamentate, che peraltro sono state avvertite in maniera molto sporadica.

“Come si può rilevare dai casi sopra descritti - dice ancora la responsabile del Dipartimento - il controllo sul campo ed il supporto tecnico fornito da ARPAT nella fase istruttoria dei procedimenti autorizzativi sono serviti a spingere le ditte responsabili dei cattivi odori a migliorare il proprio sistema produttivo e a mitigare i propri impatti.”

Un risultato positivo in tal senso si è rilevato su due attività di lavorazione di materiali plastici plexiglass di Montelupo Fiorentino sulle quali abbiamo visto una progressiva diminuzione delle segnalazioni di maleodoranze dovuta al miglioramento degli impatti odorigeni.

“La lavorazione del plexiglass – dice Ciacchini - produce cattivi odori in particolare durante le operazioni di taglio dalle quali, come sostanze di decomposizione termica, derivano il metilmetacrilato e l’etilacrilato, che, pur rispettando i limiti normativi, producono molestie olfattive. ARPAT ha compiuto diversi accertamenti nel corso degli anni individuando criticità su cui le ditte sono intervenute per superarle e la situazione è decisamente migliorata”.

“Per i suoi impatti odorigeni - ricorda Ciacchini – anche l’impianto di trattamento rifiuti di Casa Sartori - Montespertoli riceve segnalazioni di maleodoranze dai cittadini che le inviano direttamente al gestore ALIA (ex Publiambiente) come previsto nell’autorizzazione.
Le segnalazioni ricevute dai cittadini o dal Comune vengono raccolte da ALIA in apposito registro e gestite con sopralluoghi periodici sul posto ed interventi di abbattimento.”

Oltre alle problematiche odorigene è l’argomento rifiuti ad aver ricevuto diverse segnalazioni a seguito delle quali ARPAT ha effettuato accertamenti; tra questi riportiamo:

ARPAT è inoltre intervenuta a seguito di segnalazione di polveri rugginose per terra e sulla carrozzeria delle auto in sosta in località Martignana a Montespertoli, individuando come causa un’azienda metalmeccanica che svolge lavorazione di rifinitura non meccanizzata di manufatti in metallo. Effettivamente sui piazzali esterni della ditta si trovavano macchie rugginose dovute alla ricaduta di polveri di metalli ferrosi sul suolo e sulle attrezzature derivanti dai reparti smerigliatura e per questo alla ditta sono state contestate irregolarità sulla gestione di rifiuti e per la mancanza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

Sulla presenza di idrocarburi segnalata nel rio Ormicello di Empoli località Casenuove, ARPAT ha effettuato accertamenti rilevando la problematica ma nonostante i diversi sopralluoghi ed ispezioni non è stato possibile individuarne con certezza la causa.

ARPAT ha compiuto accertamenti a seguito di segnalazione di sversamento di liquami di frantoio nel Torrente Pesciola di Certaldo constatando la colorazione scura dell’acqua ma non è stato possibile attribuirne la responsabilità.

Le segnalazioni dei cittadini ad ARPAT nel 2019 nei vari territori  della Toscana
 


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