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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Martedì 24 marzo 2020

UE, neutralità climatica e l'opinione dei cittadini


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La Commissione Europea avvia l'iter per l'adozione della "legge sul clima" e chiede il feedback dei cittadini europei

Affrontare il cambiamento climatico è una priorità per gli Europei; per questo l'UE intende raggiungere la neutralità climatica, in modo da incidere sul cambiamento del clima entro il 2050, rispettando i risultati scientifici del Gruppo internazionale sui cambiamenti climatici (IPCC).

Per raggiungere questo obiettivo, si propone l'adozione di una "legge sul clima", che porterà ad un nuovo quadro normativo in materia. Siamo solo all'inizio dell'iter, la Commissione ha predisposto una proposta che, dal 6 marzo fino al 1 maggio 2020, sarà oggetto di feedback da parte dei cittadini europei, che potranno esprimere la loro opinione e contribuire al miglioramento della legislazione europea.

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Come indicato nella roadmap, la volontà della Commissione è quella di creare, a livello europeo, una politica ambiziosa in grado di proteggere il welfare, la prosperità, la salute, gli ecosistemi e la biodiversità dalla minaccia dei cambiamenti climatici dovuti all’attività umana, come indicato anche nella Comunicazione che prende il nome di “European Green Deal”.

Questa nuova iniziativa vuole contribuire anche a dare attuazione all'accordo di Parigi e, nello specifico, al raggiungimento dell' obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2°C  rispetto ai valori pre-industriali e di proseguire gli sforzi per mantenerlo al di sotto di 1,5°C.

Se questo risulta essere l'obiettivo primario, non meno importanti sono:

  • la volontà di trasformare le politiche dell'UE e stabilire la direzione di viaggio a lungo termine per raggiungere questo obiettivo attraverso tutte le politiche, in modo socialmente equo ed efficiente in termini di costi,
  • l'intenzione di definire chiaramente le condizioni per una transizione efficace ed equa, per fornire prevedibilità agli investitori ed anche agli altri attori economici, compresi i datori di lavoro, i lavoratori e i consumatori, garantendo che il passaggio alla neutralità climatica sia irreversibile,
  • la necessità di stabilire elementi fondamentali trasversali a tutte le politiche, quali, ad esempio, il benessere dei cittadini, la prosperità della società, la competitività economica, l’efficienza e sicurezza energetica, la salute, la protezione dei consumatori vulnerabili, l’equità e la solidarietà nella società e nelle regioni, nonché un approccio basato sulla scienza,
  • l’intento di assicurare che tutte le politiche a livello europeo contribuiscano al raggiungimento della neutralità climatica e che tutti i settori facciano la loro parte.

Questo significa anche agire sui finanziamenti dell'Unione, affinché siano coerenti con gli obiettivi dell'accordo di Parigi. Per questo è necessario effettuare una "verifica climatica" degli investimenti per prevenire che essi siano vulnerabili agli impatti climatici a lungo termine, considerando sempre  i "costi climatici" e rafforzando gli incentivi per lo sviluppo sostenibile e rispettoso del clima.

Greta Thumberg, invitata a prendere parte alla riunione straordinaria della commissione per l’ambiente del Parlamento europeo per parlare della legge europea sul clima, ha espresso, in un suo intervento, alcune criticità, ritenendo l'iniziativa ancora "troppo timida".

intervento Greta Thumberg

Al momento, prendiamo atto della consapevolezza mostrata dall'UE rispetto a questo tema. In particolare la Commissione, dal suo insediamento, sottolinea come gli attuali cambiamenti del clima stiano riscrivendo la storia del Pianeta ed aumentando i rischi di instabilità in tutte le sue forme.

Aggiungendosi alle altre pressioni ambientali, già significative, il cambiamento climatico, a livello globale, sta trasformando il nostro ambiente, incrementando la frequenza e l’intensità degli eventi estremi. Se non porremo dei limiti, tutto questo avrà importanti conseguenze sull’economia, sulle infrastrutture, sulla capacità di produrre cibo, sulla salute pubblica, sulla biodiversità e sulla stabilità politica.


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