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Martedì 16 ottobre 2018

Cambiamento climatico: le iniziative della Commissione europea


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Le iniziative della Commissione Europea per fronteggiare le sfide del cambiamento climatico

I recenti avvenimenti che si sono succeduti sul territorio europeo nell’ultimo decennio, come piogge improvvise ed intense, inondazioni, straripamenti di fiumi, smottamenti e frane, hanno imposto alla Commissione Europea di programmare una serie di iniziative ed interventi per rimodulare tutta una serie di attività umane al fine di limitare se non tentare di annullare gli effetti negativi sull’ambiente e sulla popolazione.

L’aumento delle temperature medie, dei periodi di siccità, lo stato di incuria dei boschi e delle aree verdi che circondano le città sono considerati tutti fattori che a vario titolo concorrono a comporre fattori di rischio non solo per le aree verdi rappresentate da boschi od aree agricole ma anche e soprattutto per i centri abitati, che di norma sono posti a valle dei corsi d’acqua e sulle sponde degli stessi.

La Commissione Europea, attraverso l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), ha redatto un primo report per il 2018 sulla “vulnerabilità del cambiamento climatico e le valutazioni del rischio in Europa”, che mette in evidenza iniziative ed interventi volti a meglio affrontare la sfida di un adattamento climatico e dei potenziali pericoli derivanti dalle mutate caratteristiche e condizioni delle precipitazioni, alluvioni e siccità.

Il report, redatto per ognuno dei 33 paesi facenti parte dell’Unione, vuole promuovere una proficua interazione tra climatologi, geologi ed esponenti delle forze politiche, tutti coinvolti nella realizzazione di un programma di pianificazione all’adattamento climatico. I risultati di questa collaborazione forniranno un contributo importante per indirizzare ed orientare le decisioni dei politici coinvolti a vario titolo nell’individuazione delle azioni di adattamento nei settori vulnerabili dei paesi come l’agricoltura, la pesca, la protezione delle biodiversità, la pianificazione territoriale e lo sviluppo delle infrastrutture.

Si tratta dunque di fornire cruciali informazioni per lo sviluppo ed il miglioramento di politiche di adattamento strategico, con l’intento di diminuire la vulnerabilità ai cambiamenti climatici.

L’elemento della vulnerabilità risulta essere una misura integrata composta da tre fattori: esposizione (al rischio), sensibilità e capacità adattativa (resilienza) e pertanto la vulnerabilità è sostanzialmente interpretabile come il risultato di una valutazione che integra fattori bio-geofisici a fattori socio-economici.

La Commissione Europea sta attualmente valutando la strategia di adattamento di ogni singolo paese dell’UE attraverso delle schede che valutano il livello di prontezza raggiunto da ciascun Stato membro riferito alle cinque fasi del processo delle politiche di adattamento previste dalle linee guida sullo sviluppo di strategie all’adattamento così declinate:

  •  preparare il terreno all’adattamento;
  •  valutare i rischi e le vulnerabilità;
  •  identificare le azioni di adattamento;
  •  valutare le azioni di adattamento;
  •  implementazione/miglioramento.

Lo studio analizza lo stato attuale delle valutazioni di rischio e vulnerabilità degli Stati membri con particolare attenzione sulle valutazioni che sono state intraprese a livello nazionale e che hanno caratterizzato il metodo applicato nei molteplici settori (agricoltura, pesca, protezione della biodiversità, pianificazione territoriale e sviluppo delle infrastrutture).

Le risposte e dunque le informazioni fornite dalle rilevazioni inerenti l’impatto dei cambiamenti climatici, vulnerabilità e rischio, sono servite per definire gli obiettivi delle strategie nazionali di adattamento ed i relativi piani nazionali di adattamento al fine di identificare i settori prioritari od i più rilevanti correlati al rischio climatico e che richiedono particolare attenzione.

Adattamento climaticoLe risposte hanno inoltre evidenziato che le rilevazioni nazionali del cambiamento climatico hanno dato supporto ed orientato non solo politiche di sviluppo a livello nazionale, ma in alcuni casi hanno funzionato da volano per l’approntamento e l’attivazione di quelle a livello regionale e locale (nell'immagine l'infografica della Regione Emilia Romagna "Politiche per la mitigazione e l'adattamento al cambiamento climatico e per perseguire gli obiettivi fissati a livello comunitario").

I risultati derivanti dai rapporti di valutazione hanno dimostrato che è aumentata la consapevolezza dell’impatto determinato dai cambiamenti climatici nei diversi settori dell’agire umano, gruppi o sistemi e dove ai rischi è possibile associare i benefici di futuri cambiamenti climatici. Questo processo ha permesso di creare e di aumentare una consapevolezza circa i bisogni e le esigenze per operare efficaci aggiustamenti che le mutate condizioni climatiche impongono.

Inizialmente tali rilevazioni appartenevano al mondo della geo-biofisica permettendo la raccolta e la registrazione di un elevato numero di dati ordinati e sistematizzati in banche dati. Tuttavia un limite di questi data-base era rappresentato dalla mancanza di un loro collegamento con ambiti di carattere sociale ed economico. Gli effetti di questa interazione e stretta interdipendenza, oggi invece perseguita e realizzata, ha permesso di fornire valide indicazioni alla politica per poter operare i necessari cambiamenti nel campo dell’agricoltura, della pesca, del governo del territorio, della pianificazione industriale ed urbanistica, imposti dai nuovi mutamenti climatici.

Oggi, infatti, le indagini, le rilevazioni ed i report prodotti tengono in grande considerazione questa interdisciplinarità da cui non è più possibile prescindere. Il metodo multisettoriale utilizzato per le rilevazioni dell’impatto del cambiamento climatico mette a disposizione dei paesi dell’Unione un insieme di informazioni, diventando, allo stesso tempo, uno strumento capace di guidare le scelte politiche ed economiche dei singoli stati.

Con l’intento di fornire una comune conoscenza tra i paesi dell’UE, per supportare sia un’utenza rappresentata dai cittadini, ma anche da organizzazioni governative nell’individuare e migliorare strategie ed azioni di adattamento ai cambiamenti climatici a tutti i livelli di “ governance”, è stato rilevato dalla Commissione il bisogno di realizzare una piattaforma informatica in grado di rappresentare un importante strumento di consultazione per meglio informare i soggetti deputati ad orientare ed attuare le scelte politiche in ambito economico e sociale oltre che di presidio del territorio.

La piattaforma European Climate Adaptation Platform (Climate ADAPT) intende facilitare la raccolta, la condivisione e l’uso delle informazioni sull’impatto del cambiamento climatico, contribuendo ad aumentare il livello di coordinamento in tutti i settori dei livelli istituzionali.

Climate ADAPT fornisce elementi di conoscenza per meglio comprendere l’impatto dei cambiamenti ambientali, la vulnerabilità e l’adattamento, supporta ed orienta le decisioni con evidenza dei dati, delle rilevazioni e dei documenti per conoscere lo “stato dell’arte” delle iniziative intraprese od in corso d’opera. L’accesso ai dati ed alle informazioni presenti sulla piattaforma Climate ADAPT sono in continuo divenire e permettono anche a tecnici ed esperti di trovare elementi utili per i loro contributi nei progetti di pianificazione territoriale.

La piattaforma Climate-ADAPT vuole essere uno strumento complementare anche con altre piattaforme realizzate dalle regioni transnazionali ed anche dalle amministrazioni locali in modo da permettere e facilitare lo scambio di informazioni, per condividere nuove soluzioni in grado di diminuire e comunque arginare gli effetti del cambiamento climatico.

Per approfondimenti: il report dell'Agenzia europea per l'ambiente che valuta il portale Climate ADAPT

Testo di Sergio Lavacchini


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