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Mercoledì 25 luglio 2018

Rapporto Agenzia Europea per l'Ambiente: le acque superficiali e sotterranee


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Meno del 40% delle acque superficiali è classificato "buono", che era l'obiettivo stabilito dalla Direttiva Europea che doveva essere raggiunto entro il 2015

Il Rapporto European waters assessment 2018 dell'Agenzia Europea per l'Ambiente EEA), il secondo prodotto su questo tema, pubblicato all'inizio di luglio 2018, rileva che le acque europee stanno diventando più pulite: è progressivamente migliorato lo stato dei corpi idrici sotterranei, ma meno del 40% delle acque superficiali è classificato buono (che era l'obiettivo stabilito dalla Direttiva Europea che doveva essere raggiunto entro il 2015) e questo dato rappresenta un concreto fattore di rischio per la sostenibilità a lungo termine.

Rispetto al primo Rapporto la conoscenza dello stato delle acque europee è più dettagliata e approfondita e questo permette sia una migliore comprensione dello stato generale sia una verifica dell’efficacia delle misure fino ad ora adottate dai vari Paesi per il miglioramento della qualità delle acque superficiali e sotterranee.

I campionamenti hanno interessato 89.000 fiumi, 18.000 laghi, 13.000 acque sotterranee e 3.600 zone costiere ed estuarie.

Come previsto dalla Direttiva quadro sulle acque della UE, le acque superficiali sono state classificate, a seconda del rispetto di determinati standard ecologici qualitativi e quantitativi, nei tre livelli previsti dalla Direttiva quadro UE: elevato, buono, cattivo.

Per le acque sotterranee la classificazione prevede invece due livelli, buono e cattivo.

La Direttiva richiede agli Stati membri di perseguire lo stato buono attraverso i piani di gestione dei bacini idrografici (RBMP) e l’adozione di misure mirate al miglioramento. Su tali piani molti Stati hanno investito implementando i programmi di monitoraggio ecologico e chimico e aumentando i siti di prelievo, ma anche inserendo più parametri per la valutazione della qualità delle acque e aumentando il numero di sostanze chimiche da ricercare, tutti elementi utili ad una maggiore disponibilità di dati e di informazioni e migliore comprensione delle pressioni.

In particolare, le misure adottate per ridurre le fonti di inquinamento da agricoltura, industria e famiglie e quelle per la tutela del flusso naturale di fiumi e per l'eliminazione degli ostacoli alla migrazione dei pesci hanno fatto registrare concreti benefici per la tutela del patrimonio naturale e idrico e la protezione contro le alluvioni.

Dai dati pervenuti dagli oltre 160 piani di gestione dei bacini idrografici, si è potuto valutare lo stato quantitativo e qualitativo delle acque sotterranee per concludere che, nel complesso, i corpi idrici sotterranei e le falde acquifere sono in buona salute nella maggior parte dei casi; per contro, meno del 40% delle acque superficiali monitorate, laghi, fiumi, estuari e acque costiere, ha raggiunto lo stato ecologico buono auspicato della Direttiva.

È stato classificato in stato buono il 74% delle acque sotterranee dal punto di vista qualitativo e l’89% dal punto di vista quantitativo. Stato chimico delle acque sotterranee in Europa

Il miglioramento rispetto al primo monitoraggio è dovuto essenzialmente al raggiungimento di alcuni obiettivi minimi ottenuti attraverso misure di contenimento della contaminazione dei siti idrici da nitrati provenienti dal dilavamento agricolo, dall'intrusione salina e dalla fuoriuscita di sostanze chimiche pericolose da siti contaminati come ad esempio siti industriali, aree minerarie o depositi di rifiuti

Sono soprattutto i distretti del bacino idrografico dell'Europa centrale, con una maggiore densità di popolazione e un'agricoltura più intensiva, a mostrare la percentuale più alta di corpi idrici che non riescono a raggiungere un buono stato ecologico; al contrario Scandinavia settentrionale, Scozia, Estonia, Slovacchia, Romania e diversi distretti idrografici nella regione mediterranea mostrano un'alta percentuale di corpi idrici superficiali in stato ecologico buono o elevato.

Solo il 38% dei laghi, fiumi e altri corpi idrici superficiali monitorati sono in buono stato chimico, con concentrazioni di inquinanti che non superano gli standard europei di qualità ambientale.

Nella maggior parte degli Stati membri si riscontra la presenza ricorrente di alcune sostanze. Tra queste il mercurio, in passato largamente utilizzato nei termometri, nelle batterie e nelle vernici, che continua ad essere presente nei campioni di acqua, seguito dal cadmio, utilizzato nei fertilizzanti fosfatici e nelle produzioni di metalli. 

Percentuale di corpi idrici superficiali calssficati non buoni

Il dati del Rapporto confluiranno nella prossima relazione della Commissione europea che dovrà valutare la conformità degli Stati membri alla Direttiva UE sulle acque.

Testo a cura di Debora Badii


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