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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Venerdì 26 gennaio 2018

Rifiuti spiaggiati lungo le coste toscane


Aggiornamento relativo al monitoraggio di ARPAT nell’ambito della terza annualità del Piano Operativo delle attività per la Marine Strategy. Rinnovato l'Accordo tra Ministero dell'Ambiente e Regioni costiere per proseguire le attività di monitoraggio nel triennio 2018-2020

Nell’ambito delle attività disciplinate dalla direttiva Marine Strategy avevamo già parlato del Modulo 4 “Rifiuti Spiaggiati” che prevede, per la Toscana, la raccolta di dati sui rifiuti presenti lungo le spiagge in 5 punti di campionamento con l’obbiettivo di definirne le quantità, i trend e le possibili fonti di inquinamento.

Nel 2017 ARPAT ha effettuato i 2 campionamenti previsti per la terza annualità del Piano Operativo delle Attività (2015-17), uno nel mese di marzo e uno nel mese di novembre. Le zone interessate sono state:

  • Spiaggia Vittoria Apuana (Forte dei Marmi, Lucca)
  • Marina di Vecchiano (Vecchiano, Pisa)
  • Castagneto Carducci (Livorno)
  • Quagliodromo (Piombino)
  • Collelungo (Grosseto)

Le aree indagate sono state individuate nelle fasi iniziali di questa attività di monitoraggio in quanto aree che rispettano i criteri previsti dalla metodologia.

All’interno delle aree sono state individuate 3 porzioni di spiaggia da campionare, ricoprendo l’intera larghezza della spiaggia, dalla battigia fino al sistema dunale o comunque alla vegetazione e/o eventuali manufatti presenti. Ciascuna porzione ha una lunghezza pari a 33 m e deve essere separata dalla successiva da non più di 50 m. 

aree campionatePer ogni area di campionamento sono state registrate le caratteristiche fisiche e geografiche della spiaggia: per esempio la vicinanza di aree urbanizzate, di foci e/o scarichi, di porti, di siti industriali, di stabilimenti e/o chioschi, se la spiaggia è o meno ad uso balneare, se è accessibile per via pedonale, con veicoli, con barche o remota.

Inoltre sono state registrate informazioni riguardanti la composizione della spiaggia espressa in termini di percentuale di sabbia, ciottoli, costa rocciosa e anche la pendenza.

In corrispondenza di ogni tratto di campionamento di 33 m è stata registrata la posizione di inizio e fine campionamento (latitudine e longitudine), la misura del tratto campionato e la durata del campionamento. Le coordinate sono state registrate con sistema GPS (gradi sessadecimali: GG°, GGGGGG) in WGS84 UTM 32.

È stata annotata anche l’eventuale raccolta di rifiuti durante l’attività di campionamento e la data dell’ultima pulizia della spiaggia se conosciuta.

Per quanto riguarda la metodologia adottata nel censimento del rifiuto, è prevista un’osservazione eseguita ortogonalmente alla costa registrando gli elementi visibili sulla spiaggia purché di dimensioni superiore a 2,5 cm, fatta eccezione per i mozziconi di sigaretta.

Il primo passaggio consiste nella definizione dell’origine del rifiuto che può essere: spiaggiato, deposto o di origine indeterminata.

Successivamente si provvede all’identificazione del rifiuto censito e quindi alla catalogazione dello stesso in una delle categorie (items) previste dalla metodologia, che sono: plastica e polistirene, gomma, tessuti, carta e cartone, legno, metallo, vetro e ceramica, rifiuti sanitari, rifiuti medici, feci.

Ogni categoria comprende poi tutta una serie di sotto-categorie; ad esempio tra la plastica e polistirene ritroviamo buste, involucri alimentari, fogli plastica, flaconi, vasi in plastica, polistirolo ecc..

I rifiuti non riconducibili a nessuna di queste categorie ricadono nella tipologia “altra voce”, che prevede una breve descrizione da riportare nella scheda metodologica corredata, se possibile, da documentazione fotografica. Alcune delle suddette categorie sono riportate nella tabella sottostante.

tabella categorie rifiuti

I dati cosi raccolti vengono rapportati alla lunghezza della spiaggia campionata e quindi espressi come numero di oggetti/33 m.

Da un primo esame a livello qualitativo dei dati raccolti risulta che le categorie di rifiuti maggiormente rappresentate nei vari siti di campionamento, per entrambe le campagne effettuate nel 2017, sono:

mozziconi di sigarette (IT32), cotton fioc (IT53) imballaggi e involucri alimentari (IT7), articoli per la pesca (IT16), bottiglie e contenitori per olio motore (IT3) e altri rifiuti definiti genericamente “altri oggetti in plastica” (IT19).rifiuti vari

Questi dati sono trasmessi da ARPAT ad ARPA Liguria, capofila della sottoregione del Mediterraneo Occidentale, per l’inoltro al Ministero per l’Ambiente e la tutela del territorio e del mare, che provvederà alla elaborazione e successiva diffusione dei risultati.

scarpa

Il MATTM infatti è l’autorità competente per l’attuazione della direttiva sulla Strategia Marina 2008/56/CE e fin dal 2015, con apposito finanziamento, ha affidato al Sistema Nazionale delle Agenzie Ambientali la realizzazione di una parte dei piani di monitoraggio previsti dal D.Lgs 190/2010.

A seguito del recente rinnovo dell’Accordo operativo tra Ministero dell’Ambiente e Regioni costiere le attività di monitoraggio per la "Marine Strategy" proseguiranno per il triennio 2018-2020. 

Testo elaborato anche con la collaborazione di Michela Ria, Settore Mare, e Francesca Chiostri


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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Azioni sul documento

rifiuti spiaggiati

Inviato da Utente anonimo il 27/01/2018 20:28

Sono un insegnante ed ho condotto con i miei studenti una indagine di questo tipo sulla spiaggia di San Rossore. Credo che più che distinguere la tipologia di rifiuti spiaggiati(per la maggior parte plastiche)dovrebbe essere valutata la dimensione. C'è un numero incredibile di microplastiche.

rifiuti spiaggiati

Inviato da Utente anonimo il 29/01/2018 17:08

Salve, apprezzo molto il Vs. lavoro, sono docente e ricercatrice di Antropologia Culturale e ho in corso una ricerca etnografica (materiale e immateriale) sui rifiuti spiaggiati che con l'Associazione AntropoLogiche raccogliamo su spiagge, libere e non, dell'isola d'Elba. La mia ricerca è più qualitativa che quantitativa, e penso che potremmo unire le forze per la diffusione delle informazioni e la sensibilizzazione sul tema. È importante conoscere tutte le dimensioni del problema e diffondere informazioni e idee su nuovi stili di vita. Silvia Lelli

rifiuti spiaggiati

Inviato da Utente anonimo il 05/02/2018 16:54

Tutti gli sforzi fatti in merito a conoscenza e sensibilizzazione sono fondamentali quando si parla di tali problematiche, visto che sono diretta conseguenza dell’operato dell’uomo. A breve speriamo di poter diffondere le informazioni in nostro possesso, ma è sicuramente utile la condivisione e la conoscenza di tutte le attività e gli studi in merito, quindi anche le vostre.

La redazione Arpatnews

rifiuti spiaggiati

Inviato da Utente anonimo il 05/02/2018 16:52

E’ sicuramente importante il lavoro che fate a livello scolastico per sensibilizzare i ragazzi su questa tematica. In merito alla sua osservazione la precedente metodologia utilizzata (OSPAR, www.ospar.org/ospar-data/10-02e_beachlitter%20guideline_english%20only.pdf ) prevedeva in effetti una distinzione per quanto riguarda le dimensioni degli oggetti rinvenuti per alcune delle categorie. Con l’attuazione della Direttiva sulla Strategia Marina, quindi dal 2015, l’approccio metodologico è cambiato, come riportato nell’articolo. La questione dei frammenti di plastica di ridotte dimensioni è molto importante perché, la plastica in generale che finisce in ambiente marino va incontro a processi di degradazione con la riduzione in frammenti sempre più piccoli, appunto le microplastiche che possono creare problemi notevoli all’ambiente marino sia per effetti meccanici, ma anche perchè possono andare incontro a fenomeni di bioaccumulo negli organismi stessi. ARPAT sempre nell’ambito della Strategia Marina effettua indagini di monitoraggio delle microplastiche presenti sulla superficie del mare; a questo proposito le segnaliamo il reportage di Alessandro Gaeta “MARE DA SALVARE”, che comprende anche un servizio fatto a bordo del battello oceanografico ARPAT Poseidon durante le attività di monitoraggio delle microplastiche, nell'ambito della Marine Strategy. L'estratto riguardante l'attività di ARPAT è disponibile sul canale YouTube di ARPAT https://www.youtube.com/watch?v=VUA120BK-bk.

La redazione Arpatnews

abbruciamenti materiali lignei in situ

Inviato da Utente anonimo il 09/02/2018 09:54

Sono un privato e mi occupo sul mio blog della problematica relativa agli abbruciamenti in situ di materiale ligneo, che purtroppo viene autorizzata da diversi Comuni con escamotage normativi. Volevo sapere se in questa raccolta dati, o in altre campagne, o attività, state prendendo in considerazione la dannosità alla salute umana e all'ambiente di questi abbruciamenti che producono alti livelli di particolati, diossine e altre sostanze cancerogene e tossico-nocive. Pensate di fare un rapporto a livello nazionale per impedire tali modalità di smaltimento? Grazie. http://partigianocivico.it/wp/index.php/2017/12/24/la-salute-abbruciamenti-spiaggia-pratica-cancerogena/

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