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Venerdì 22 dicembre 2017

Come è andata la stagione balneare 2017 in Toscana


1752 campioni di acque analizzati, per controllare 269 aree per una estensione di 600 km. Solamente 19 gli episodi di superamento dei limiti

ARPAT ha trasmesso alla Regione Toscana e pubblicato sul proprio sito Web il report sugli esiti del controllo delle acque di balneazione Stagione 2017.

La stagione balneare 2017 è stata caratterizzata, come sempre, da un'elevata qualità delle acque e da un limitato numero di casi di non conformità, in leggera diminuzione rispetto all’anno scorso: solo 19 campioni totali (1,1%) non hanno rispettato i limiti (1.3% nel 2016), interessando 16 aree (17 nel 2016) per meno di 14 km di costa (più di 15 km nel 2016).

Tabella riepilogativa degli esiti dei controlli 2017 per la balneazioneMolto marcata, invece, la diminuzione dei casi di inquinamento con concentrazioni microbiche particolarmente elevate (valori superiori al doppio dei limiti normativi: Escherichia Coli (EC) >1.000 MPN/100ml e/o Enterococchi Intestinali (EI) >400 MPN/100ml) che, nel 2017 sono stati solo 4 (21%) rispetto ai 12 del 2016 (55%), il dato più basso mai registrato.

La generale stabilità meteorologica del 2017, con alte temperature e scarsità di precipitazioni, ha ridotto gli apporti di carichi potenzialmente inquinanti veicolati dai corsi d’acqua che sfociano lungo la costa toscana.

Ciò nonostante, i pochi episodi di precipitazioni intense hanno messo in evidenza, all'inizio (Camaiore, Castiglione della Pescaia, Grosseto e Scarlino) o alla fine del periodo di controllo (litorale da Livorno a Piombino), le criticità di alcune aree influenzate da tali apporti e la presenza di problematiche non risolte, che, in generale, si possono ricondurre a:

  • difetti di progettazione per impianti e sistemi di collettamento non adeguati alle attuali necessità;
  • scarsa e/o cattiva manutenzione e/o obsolescenza delle condotte fognarie e degli impianti di sollevamento delle acque reflue;
  • carenze infrastrutturali (zone prive di fognature o senza allacciamento ai depuratori e/o con una commistione tra acque nere e bianche);
  • abusivismo (allacciamenti di acque nere alla rete delle bianche, scarichi non autorizzati, assenza di trattamenti primari, ecc.).

Anche gli sporadici episodi di contaminazione delle acque di balneazione dovuti a rotture e/o malfunzionamenti (Massa, Pietrasanta, Marciana Marina), che, talvolta, si riferiscono a zone circoscritte rispetto all'ampiezza totale dell'area di balneazione, confermano l'esistenza di tutte queste condizioni ed occorre che tutti i soggetti (Comuni, gestori del servizio idrico, consorzi di bonifica, ecc.) si attivino per prevenire o limitare i rischi per la salute pubblica.

classificazione.jpg

La qualità delle aree di balneazione nel 2017 (269) si è mantenuta ad un livello “eccellente” con oltre il 93% delle aree (251) ed il 96% dei km di costa controllati che si colloca in questa classe, in leggero miglioramento rispetto al 2014-16 (91% delle aree).

Anche la distribuzione nelle varie classi denota questo miglioramento rispetto al 2016: oltre alle aree “eccellenti” che passano da 243 a 251 (+8), le “buone” restano 17, quelle “sufficienti” scendono da 6 a 1 e non si registra nessuna area in classe “scarsa” (erano 2).

Osservando la distribuzione territoriale delle variazioni di classe, si può notare come ancora una volta la costa toscana settentrionale (litorale apuo-versiliese) sia quella con la maggior percentuale di aree in classe diversa da quella “eccellente” (più del 10%), ma con un sensibile miglioramento rispetto al passato (intorno al 30%) ed avendo solo aree “buone” (vi erano 1 area “scarsa” e 3 “sufficienti”).

In particolare, è da notare che le 3 aree più critiche della Versilia (“Foce Fosso dell'Abate”, “Foce fosso Motrone”, “Foce fosso Fiumetto”) sono tutte migliorate da “sufficiente” a “buona” o addirittura “eccellente”.

I 3 casi di sporadico peggioramento di classe (“Marina di Bibbona Nord” a Bibbona; “Scoglio Rocchette” a Castiglione della Pescaia e “Pineta del Tombolo” a Grosseto) sono legati al metodo di calcolo del percentile stabilito dalla norma (all. 2 D.Lgs. 116/2008), che mal si adatta ad una distribuzione non-normale dei dati né alla loro ridotta numerosità.

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I controlli sugli 11 divieti permanenti per motivi igienico sanitari presenti in Toscana hanno evidenziato valori al di fuori dei limiti normativi nel 26% dei campioni ed in quasi il 20% si sono avute concentrazioni da 2 a 10 volte superiori ai limiti.

La situazione peggiore, come sempre, è quella della fossa Maestra (Carrara), con il 100% dei prelievi non conformi e poco migliore (83%) è la foce del torrente Magliano (Massa), mentre molte zone hanno avuto solo 1 episodio di inquinamento (torrente Parmignola a Carrara; torrente Versilia a Montignoso; Torre Nuova tra S.Vincenzo e Piombino Gora delle Ferriere a Follonica) o pochi episodi (torrente Brugiano a Massa).

Ancora meglio sono andate le zone di divieto alla foce del torrente Frigido (Massa), del fiume Morto (Pisa), del Lillatro (Rosignano Marittimo) e del Canale Solmine (Follonica) dove non si è mai rilevato alcun caso di inquinamento.

divieti-permanenti.jpg

Nel 2017, nonostante le condizioni ambientali (scarse precipitazioni e temperature elevate) siano state idonee per lo sviluppo della microalga Ostreopsis Ovata lungo tutte le coste toscane, la fioritura si è manifestata solo nel litorale pisano con concentrazioni, però, non molto elevate.

Dalla fine di giugno fino a metà agosto, con una breve interruzione a metà luglio, le concentrazioni hanno superato il valore guida di 10.000 cell/L in OST-PI1 (oltre 85.000 cell/L il 5 luglio), mentre in OST-PI2 la fioritura si è manifestata solo nella prima metà di luglio e in OST-PI3 si sono avuti 2 aumenti isolati il 2 ed il 30 agosto.

Invece, lungo il litorale apuano e livornese le concentrazioni si sono mantenute costantemente molto basse (tra 40 e 2.000 cell/L), ampiamente al di sotto del valore guida, tranne un iniziale (giugno) superamento a Quercianella (Livorno).

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