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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Mercoledì 19 luglio 2017

Piana fiorentina: misurazioni integrative della qualità dell'aria


Dall'università, ai comitati: le iniziative per monitorare l'aria

La città di Firenze, ed in particolare la piana fiorentina, sono oggetto negli ultimi tempi di più progetti di misurazione della qualità dell’aria, alcuni dei quali hanno tra i promotori, nonché finanziatori, anche i cittadini. Queste esperienze possono fornire un contributo alla conoscenza dell’aria ambiente ulteriore rispetto alle misurazioni “ufficiali” realizzate da ARPAT tramite la rete regionale di monitoraggio.

Nel mese di settembre 2016 il gruppo di ricerca del Prof. Roberto Udisti, del Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze, ha dato avvio ad una campagna di rilevazione sulla qualità dell’aria nella piana fiorentina.

misurazioni centraline Polo Scientifico di Sesto Fiorentino e area antistante Case PasseriniI dati, relativi alle concentrazioni di PM10 e metalli (Cadmio, Arsenico, Nichel e Piombo), provengono da 2 centraline certificate (che operano conformemente ai metodi previsti dal D.Lgs 155/10 e s.m.i.), poste all’interno del Polo Scientifico di Sesto Fiorentino e nell’area antistante Case Passerini, e da 13 campionatori sperimentali SMART, installati nei Comuni di Sesto F.no, Campi Bisenzio, Signa e Calenzano, sulla base di Accordi di Collaborazione tra l'Università e i Comuni interessati, senza oneri a carico di Enti Pubblici o Istituzioni Private.

Le misure gravimetriche del PM10 ottenute dalle centraline installate dal gruppo di ricerca hanno per il momento mostrato valori congrui con quelli misurati dalle centraline della rete regionale di monitoraggio. In particolare l’andamento temporale dei valori del PM10 nella Piana Fiorentina mostra alcune criticità nei periodi più freddi (soprattutto Dicembre – Gennaio), a causa delle particolari condizioni meteorologiche. Al contrario, nel restante periodo, i valori di PM10 risultano al di sotto di tale limite.

Le concentrazioni atmosferiche dei quattro metalli misurati (Arsenico, Nichel, Piombo e Cadmio) sono risultate essere sempre al di sotto del Limite di Valutazione Inferiore e, quindi, molto al di sotto del Valore Obiettivo per la valutazione della Qualità dell’Aria.

Oltre a questa campagna, che ha già dato i primi risultati, ci sono altre iniziative in essere.

Tra queste, ricordiamo la collaborazione avviata nel mese di giugno 2017 tra il Comune di Sesto Fiorentino e l'Istituto nazionale di ottica (Ino-CNR), per il monitoraggio del PM2.5 sospeso nell’aria attraverso l’uso di 3 'polverometri', ovvero centraline a basso costo basate sulla misura ottica al posto di quella su filtro.

I tre strumenti, che saranno installati rispettivamente nell’area CNR del Polo scientifico e in due scuole del Comune, ricavano la massa sospesa di particolato attraverso la sua misurazione ottica, ovvero dall’intensità della luce da esso diffusa. La conversione da luce diffusa a massa sospesa è meno affidabile della misura diretta del peso del filtro, ma è molto rapida, in quanto occorrono pochi minuti tra due misure ottiche anziché molte ore di filtraggio.

Il dispositivo è dunque in grado di restituire la misurazione in tempo reale e renderla disponibile online a intervalli di pochi minuti.

Lo sviluppo del 'polverometro' è iniziato nel 2014, con l’obiettivo di realizzare uno strumento economico nella costruzione e nella gestione; i suoi impieghi sperimentali, fino ad oggi, hanno riguardato l’area di Montale, di Temuco (Cile) e quella circostante l’inceneritore di Baciacavallo (Prato).

logo progetto Che aria tiraA metà maggio 2016 ha preso avvio anche il progetto Che aria tira?, il progetto di autocostruzione - da parte di cittadini interessati al tema - di una rete di centraline low cost per la misurazione della qualità dell’aria nella piana fiorentina.

La prima fase del progetto ha previsto una campagna di crowdfounding: grazie al sostegno di centinaia di cittadini sono stati raccolti i fondi necessari per il lancio della fase di test che porterà a breve alla realizzazione ed installazione di 30 centraline che andranno a coprire l'area compresa tra Firenze Nord, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano e Signa.

Al momento si stanno ultimando le fasi di test e validazione dei sensori che analizzeranno PM2.5 e PM10.

I dati raccolti, che saranno pubblicati in tempo reale su una piattaforma pubblica, saranno anche utilizzati per uno studio scientifico partecipato concernente sia il rilevamento dell’inquinamento atmosferico sia gli effetti sulla salute umana.

Si tratta dunque di un progetto "open", a cui collaborano reti e comunità di persone attive in diversi settori; tutte le fasi del progetto, dalla scelta dei luoghi dove installare le centraline alla validazione dei dati, infatti, sono aperte alla partecipazione pubblica. Anche l'avanzamento dei lavori è pubblico e trasparente e viene aggiornato costantemente on line.

Tra i partners, per la parte tecnico-informatica, figurano le associazioni Ninux Firenze e Fablab Firenze, Lorenzo Bigagli (ricercatore CNR) e Marco Taiuti (appassionato di tecnologia modellata per il sociale), mentre la "Società per l'Epidemiologia e la Prevenzione Giulio A. Maccacaro" si occuperà del supporto tecnico sul rilevamento e per le indagini epidemiologiche.

Negli anni altri progetti sono stati realizzati nell’aerea metropolitana di Firenze, alcuni di questi sono ancora in essere. Ricordiamo, ad esempio, il progetto R.U.M. (Rete Urbana Mobile), ideato dal Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell'Ambiente dell’Università di Firenze, grazie al quale è stata realizzata una rete meteorologica posta su vettori mobili (bus ATAF, tram GEST e veicoli Quadrifoglio) basata su stazioni e sensori realizzati con tecnologia hardware e software open-source.

Ricordiamo anche PM2,5 Firenze, il progetto di sorveglianza della qualità dell'aria condotta dai cittadini, patrocinato dalla cooperativa Epidemiologia e prevenzione Giulio A. Maccacaro, che misura in tempo reale i livelli di PM2.5 tramite una centralina posta in via della Scala a Firenze.

Grafico progetto PM2.5L'andamento rilevato dal progetto è coerente con i livelli misurati dalle centraline della rete regionale, di via Gramsci e di via Bassi (stante l'uso di una tecnica non ufficiale di conta delle particelle per via ottica) e indica la presenza diffusa e costante delle polveri fini in città, sensibili solo ad eventi metereologici significativi.


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




Azioni sul documento

Secessione sanitaria?

Inviato da Utente anonimo il 19/07/2017 11:34

Dalla “Deriva Antiscientifica” alla “Secessione Sanitaria”?

Dove porta il NO a tutto?

Iniziativa senza precedenti dei “comitati ambientalisti” della piana di Firenze.

In arrivo le rete “antagonista” di rilevamento della qualità dell’aria.

“La attuale deriva antiscientifica” (E. Bonino) può portare a situazioni rischiose per le istituzioni nazionali e locali. L’ondata di delegittimazione “tutti contro tutti e tutti contro tutte le istituzioni” già in atto da decenni, trova nelle proteste e nei movimenti odierni nuovi potenti motori verso potenziale ulteriore disgregazione del patto di convivenza civile, collante della nostra società.

Nasce una SANITA’ ALTERNATIVA contro le agenzie preposte?

Mentre alcune mamme altoatesine chiedono asilo all’Austria perché non vogliono vaccinare i propri figli, pensando che il governo italiano sia venduto alle multinazionali farmaceutiche, le MAMME NO INC di Firenze e dintorni stanno andando oltre.

Cavalcando in pieno l’onda del NO A TUTTO, che comprende vari pacchetti, componibili a piacimento, dalle SCIE CHIMICHE, fino alla TRAMVIA (Firenze unica città contraria anche a quella),passando per VACCINI, TAV, TAP, AEROPORTO, le MAMME NO INC stanno per dare vita al primo caso di SECESSIONE SANITARIA.

Dopo oltre un anno, sta per essere messa in funzione una RETE DI CENTRALINE di rilevamento della qualità dell’aria nella PIANA di Sesto Fiorentino. Per realizzare questo progetto “alternativo” a ARPAT e ASL e a tutte le istituzioni locali, Comuni di Firenze, Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio e Regione Toscana, è stato organizzato un “crowdfunding” con il quale sono stati raccolti circa quindicimila euro. Sono stati reperiti “esperti” e “tecnici” in grado di creare la rete tecnologica antagonista con il lampante scopo di produrre dati “alternativi” a quelli certificati da leggi e agenzie competenti.

L’obbiettivo è quello di dimostrare che la piana è “ambiente di morte”, già oggi. Come sostiene, letteralmente, una delle più note ideologhe e strateghe dei movimenti antagonisti cittadini.

Le MAMME NO INC stanno diventando un “marchio nazionale”, un “brand” che sta scalando la Rete del NO A TUTTO. Interpretano un ANTAGONISMO 2.0, che espone i propri bambini come “scudi” in sfida a chi osa contraddire le loro teorie. Hanno già ricevuto un riconoscimento dalla piattaforma di raccolta fondi utilizzata e sono richieste ovunque come ospiti speciali. Se ha luogo un evento, oltre ai tavoli di Amnesty, Emergency e Lega Ambiente, ora troverete anche quello delle MAMME NO INC che hanno costituito una associazione ONLUS e mostrano di avere accademici del NO e strateghi di marketing di prim’ordine, oltre a studi di produzione multimediale professionali a disposizione, se non gratis, di certo per costi irrisori.

Hanno anche dato vita a un servizio di raccolta di fotografie “on line”, con l’intento di dimostrare come l’azienda ALIA non sia in grado di garantire la raccolta differenziata e non, dei rifiuti. Un servizio così ben presentato e mimetizzato da riscuotere il gradimento anche dei servizi stampa istituzionali e spazio sui loro media, ma che mostra di essere solo una specie di gogna mediatica verso chi deve provvedere a risolvere i comportamenti dei cittadini verso i cassonetti.

La loro denominazione integrale è MAMME NO INCENERITORE e nasce dalla loro battaglia principale, quella volta a impedire la costruzione del termovalorizzatore di Case Passerini, località della piana dove attualmente viene selezionato quanto raccolto nell’area coperta dalle strutture incaricate per i rifiuti solidi urbani. Da Case Passerini partono duecento camion alla settimana per portare lontano quello che dovrebbe essere bruciato localmente nel termovalorizzatore, come avviene in 450 località europee in gran parte capitali o metropoli che si scaldano con i propri rifiuti e con quelli che gli portiamo pagando caro la consegna. Oltre diecimila camion all’anno che inquinano notevolmente.

La base “storica” sulla quale si è basata la nascita di questo movimento è la tristemente leggendaria vicenda dell’inceneritore di San Donnino, chiuso nella prima metà degli anni 80, sull’onda di popolo certo che l’impianto stesse sterminando la popolazione adiacente dei centri di San Donnino, Brozzi, Quaracchi, Campi Bisenzio e dintorni. Freschi gli anni 70, la scienza, ma soprattutto la politica, sovrastati dalle proteste, non seppero dare risposte di alcun genere e pertanto l’impianto fu chiuso, grazie a una anteprima delle odierne Fake News, con accuse che non sono mai state provate ma sulle quali si è “giocato” parecchio. E si cominciò a portare i rifiuti nelle discariche che danno il benvenuto a chi entra a Firenze da ovest.

In realtà le rilevazioni scientifiche non dimostrarono mai che vi fosse diossina se non in una porzione di terreno che non combaciava in modo logico con le emissioni dell’impianto.

Di certo si trattava di tecnologie obsolete e di una combinazione sfortunata che vedeva, accanto, anche la principale autostrada nazionale, con grande traffico di auto e camion a benzina con piombo.

Invece di proporre un ammodernamento, l’inceneritore fu chiuso e i politici decisero di portare tutto in discariche che oggi sono simili a catene montuose o valli terrificanti.

Dopo una trafila decennale di trattative e assemblee istituzionali e popolari, verso la fine del secolo scorso fu deciso di progettare un termovalorizzatore, sull’esempio di quelli esistenti in 450 città europee, spesso in pieno centro urbano.

Come avviene per le grandi battaglie che hanno dato i natali a antiche popolazioni, la notizia, piano piano, apparve alla attenzione di coloro che decisero di resuscitare le antiche “vittorie” anti sistema e la leggenda che parla di migliaia di morti causati dal vecchio impianto di San Donnino.

Una decina di anni fa, si racconta, che un esperto di prestigio abbia pubblicato dei dati che si rifacevano agli effetti di quell’impianto, visti dopo decenni. L’esperto è sempre rimasto, ai più, ignoto e, soprattutto, la relazione non appare chiara e, anzi, sembra non voler esprimere quello che poi gli è stato accreditato, relativamente alle morti per tumori causate negli anni dall’inceneritore di San Donnino. A una lettura, anche profana, sembrano dati anche bizzarri ma di certo nessun professionista del settore ha mai scritto che l’impianto di San Donnino a causato anche solo qualche decina di decessi.

Ma il dado era tratto. Nascono le MAMME NON INC e inizia la battaglia contro il progetto per il termovalorizzatore di Case Passerini.

Dato che i dati UFFICIALI E CERTIFICATI sulla qualità dell’aria nella piana sforano i limiti di legge per le sole PM10 e per i soli mesi di dicembre e gennaio e dato che ogni ricerca pone come prioritaria la riduzione del traffico e dei riscaldamenti obsoleti, ecco che nascerà il primo caso italiano di SECESSIONE SANITARIA.

I comitati non accettano nessun dato certificato e nessun altro obbiettivo prioritario che non sia quello del moderno termovalorizzatore.

Un gruppo di associazioni darà vita a una rilevazione autogestita di dati sensibili per tutta la comunità. Lo scopo non è certo quello di avvalorare i dati ACCERTATI dalle autorità competenti.

Il concetto è chiaro: La piana è “ambiente di morte”. I dati ARPAT non sono veritieri. Il Termovalorizzatore ucciderà migliaia di persone.

Delle discariche, dei quattrocento impianti in Europa, del traffico diesel e dei riscaldamenti, spesso ancora a gasolio, non si fa menzione in nessuno dei testi delle MAMME NO INC.

Ci sono in atto ricerche che confermano come i dati sulla piana richiedano di abbattere le polveri sottili e le stesse ricerche universitarie affermano senza tema di smentita che per abbatterle siano necessari provvedimenti verso le fonti che sono di gran lunga le più inquinanti.

Eminenti ricercatori affermano che il moderno termovalorizzatore inquinerà come “dieci camini a legna” ma fermerà il novanta per cento dei camion oggi in partenza per le discariche e permetterà di spegnere centinaia di caldaie e condizionatori grazie al teleriscaldamento e teleaffrescamento.

Ma nessuno ha nemmeno osato frapporsi allo tsunami del NO A TUTTO. La parola termovalorizzatore genera rigetto. La rassegna di soggetti, istituzionali e politici, che avrebbe dovuto mettere in atto il progetto ha creato talmente tanti pasticci che alla fine se ne occuperà il Consiglio di Stato e chissà cosa succederà.

Per questo i comitati e le MAMME trovano facile consenso tra personaggi più o meno famosi, scrittori, cantanti, attori, musicisti anche molto noti, i quali non hanno certo problemi a cavalcare l’onda del momento senza nemmeno conoscere la verità integrale.

Dire NO deresponsabilizza e non costa niente. Dire SI richiede di sapere di cosa si parla al meglio possibile e prendersi la responsabilità di affermare.

Politici e amministratori si tengono tuttora lontano da questi temi che portano solo disgrazie elettorali.

Ora però si pone il problema della SECESSIONE SANITARIA. Una parte dei fiorentini che non crede a ARPAT, ASL e Comune non vede l’ora di poter dire di non aver bisogno più di queste istituzioni per sapere come stanno le cose per l’aria della piana.

Si tratta di un salto di “qualità” notevole. Scrivere e parlare delle teorie più confuse è una fatto di libertà democratica. Farlo sulle stesse rilevazioni e stessi dati ufficiali è logico ma creare una rete alternativa per creare una fonte di dati “antagonista” a quella istituzionale evidenzia la volontà di DELEGITTIMARE le strutture locali e nazionali preposte.

E per gli esami medici in famiglia come faranno? Si faranno gli esami del sangue in casa?

A parte gli scherzi, che, comunque, di questi tempi si avverano spesso, sorge la domanda su l’effetto emulativo.

Quanti altri “comitati” italiani e europei dichiareranno la SECESSIONE SANITARIA? Magari in altri campi, tipo gli ulivi pugliesi, la Val Susa o il MOSE? Quali saranno gli effetti?

Quante formazioni politiche sono pronte a tuffarsi nel miele di questo “populismo perfetto”, perché nato non da populisti professionisti ma dal “popolo”

In quale direzione volge un popolo che decide di delegittimare le proprie istituzioni anziché utilizzarle e contestarle democraticamente? Mamme che addestrano i propri bambini a mettersi davanti a un camion come scudi umani e che li catechizzano a considerare con diffidenza se non ignorare le strutture comuni della Società, cosa stanno preparando? Dove ci porteranno?

Abbiamo esempi anche recenti di cosa accade quando scompare lo Stato esistente senza che ce ne sia uno di scorta.

  1. giugno 2017

claudio gherardini

Secessione sanitaria?

Inviato da Utente anonimo il 21/07/2017 13:59

Ad un personaggio, oltretutto pubblico, che è amministratore delle pagine facebok 1) "Figli che vogliono l'inceneritore"; https://www.facebook.com/figlisiinceneritore/ 2) "Scattopulito" https://www.facebook.com/scattopulito/ 3) Collaboratore di "Amici della terra", espulsi da Friends of the Heart (FoEI) accusati di non essere più allineati con i principi del gruppo (perché inceneritoristi), http://www.foei.org/no-category/italy e che ripete nei post fino all'ossessione: cit; "Centinaia di mamme hanno convinto i propri figli che il sindaco vuole avvelenarli". quanto e quale credito dare alle sue parole?

In risposta a "in secessione" di Claudio Gherardini

Inviato da Utente anonimo il 21/07/2017 13:56

Ad un personaggio, oltretutto pubblico, che è amministratore delle pagine facebok 1) "Figli che vogliono l'inceneritore"; https://www.facebook.com/figlisiinceneritore/ 2) "Scattopulito" https://www.facebook.com/scattopulito/ 3) Collaboratore di "Amici della terra", espulsi da Friends of the Heart (FoEI) accusati di non essere più allineati con i principi del gruppo (perché inceneritoristi), http://www.foei.org/no-category/italy e che ripete nei post fino all'ossessione: cit; "Centinaia di mamme hanno convinto i propri figli che il sindaco vuole avvelenarli". quanto e quale credito dare alle sue parole?

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