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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 188 - Venerdì 04 novembre 2016

ARPAT al Convegno nazionale di radioprotezione


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Tema del Convegno "Le emergenze e gli incidenti radiologici: scenari ambientali, sanitari ed industriali"

ARPAT ha partecipato al Convegno Nazionale di Radioprotezione, organizzato dall'Associazione Italiana di Radioprotezione (AIRP) e da ARPA Friuli Venezia Giulia, a Trieste dal 19 al 21 ottobre 2016.

Si è trattato di un importante momento di incontro e dibattito della comunità scientifica nazionale, un’occasione per fare il punto in tutti i settori della radioprotezione, per imparare dalle esperienze e progettare e pianificare sempre meglio.

I contributi di ARPAT sono stati diversi.

Nell’ambito della Sessione su Monitoraggio, misure e modelli, Silvia Bucci, insieme a rappresentanti di altre Agenzie ambientali, ha presentato una relazione su La rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale: lo stato dell'arte a 5 anni dall'incidente di Fukushima.

La dispersione su vasta scala dei radionuclidi rilasciati dall’incidente all’impianto di Fukushima nel 2011 ha rappresentato il test più recente di efficienza ed efficacia della rete di sorveglianza della radioattività ambientale sul territorio nazionale, basata sulle Strutture Regionali di Riferimento delle Agenzie ambientali regionali e provinciali, con la partecipazione della Croce Rossa Italiana.

L’attivazione della rete da parte di ISPRA, pur in assenza di condizioni di emergenza radiologica, aveva messo in evidenza un quadro articolato sulla capacità di risposta delle singole strutture in via ordinaria, portando però anche alla promozione di attività di campionamento e analisi non svolta in condizioni ordinarie, con una risposta complessiva valutata a suo tempo molto positivamente.

A qualche anno di distanza viene presentato un quadro aggiornato della situazione sui dati disponibili in via ordinaria e sulle capacità di attivazione delle strutture in situazioni anomale o di emergenza.

Nella stessa sezione, Ilaria Peroni ha presentato una relazione su Modelli previsionali per le possibili conseguenze di incidenti radiologici in caso di incendio: alcuni esempi a seguito di ritrovamenti di sorgenti radioattive in edifici abbandonati.

Il lavoro presenta l'impiego di modelli di dispersione di sostanze radioattive a seguito di incendio in due casi:

  1. rinvenimento di sali di radio-226 in un edificio abbandonato,
  2. ritrovamento di ossidi e sali di uranio nel sotterraneo di un edificio adibito ad attività industriale.

Nel primo caso è stato sperimentato l'utilizzo di un codice di calcolo non stazionario, in cui sono stati implementati i dati meteorologici orari sito-specifici, in corrispondenza delle diverse condizioni meteo caratteristiche del periodo in cui erano previsti il confezionamento e la rimozione del materiale radioattivo. L'applicazione modellistica è stata tuttavia effettuata con un approccio di tipo stazionario valutando sia le concentrazioni in aria che le deposizioni al suolo. Sulla base dei risultati ottenuti sono quindi stati individuati i punti di campionamento ambientale (terreno e vegetali) e misura di rateo di dose gamma in aria.

Nel secondo caso, in cui la rimozione è avvenuta a poche settimane dal rinvenimento in quanto non presentava particolari difficoltà tecnico-operative, è stata invece adottata una procedura speditiva.
Nel lavoro sono descritti i due differenti approcci, evidenziandone le caratteristiche ed i rispettivi limiti.

Nell'ambito della Sessione su Incidenti e gestione, Silvia Bucci ha riferito su Evento incidentale in un impianto di recupero rifiuti: un esempio di gestione coordinata dell'intervento e messa a regime dei controlli.

Nel 2009 sono state inviate al recupero presso l'impianto Solval di Rosignano Marittimo (LI) polveri da trattamento fumi provenienti dall’impianto di termodistruzione Mistral di Spilimbergo (PN) contaminate da radionuclidi con tempo di dimezzamento superiore a 75 giorni.

L'incidente è stato gestito dalla Prefettura di Livorno ai sensi dell’art. 126-bis DLgs 230/95 e s.m.i., insieme ad ISPRA, ARPAT, Provincia e Comune sede dell'impianto.

Negli anni successivi, l'impianto Solval (dal 2016 Solvay) è stato ispezionato da ARPAT anche per verificare il controllo della radioattività sia delle polveri lavorate che del prodotto e dei rifiuti di processo. Parallelamente, ARPA FVG ha proseguito le indagini presso l’impianto Mistral con altri sopralluoghi, campionamenti e misure dei rifiuti da esso prodotti (polveri abbattimento fumi, ceneri pesanti e scorie). Per evitare il ripetersi di tale situazione, con il sostegno della Provincia di Pordenone, ARPA FVG ha potuto seguire l’istallazione di un portale radiometrico per il controllo in ingresso all’impianto di Spilimbergo.

Nel lavoro è descritta sia la gestione dell'evento incidentale, come esempio di collaborazione virtuosa fra diverse amministrazioni e aziende coinvolte dall'incidente, sia la fase successiva, finalizzata a prevenire il ripetersi di una situazione simile, che può comportare significativi incrementi del rischio di esposizione delle persone o diffusione di contaminazione nell'ambiente.

Nella stessa sezione un poster su Livelli derivati per l’incenerimento dei rifiuti a breve tempo di dimezzamento nel rispetto dei criteri di non rilevanza radiologica.

Negli ultimi anni è cresciuta molto l’attenzione al controllo della radioattività dei carichi in ingresso agli impianti di trattamento dei rifiuti. In particolare, per gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e sanitari, si è ormai consolidata sul territorio nazionale la prescrizione in AIA che obbliga ad effettuare il controllo della radioattività nell’ambito dei controlli sull’accettabilità dei rifiuti da parte dell’impianto.

Emerge quindi un quadro di rinvenimenti di rifiuti contaminati da radionuclidi di diversa natura, e talvolta di sorgenti radioattive, che non può essere trascurato da un punto di vista del carico gestionale, sia per la numerosità dei casi da trattare che per la frequenza di approfondimenti tecnici mirati alla valutazione delle condizioni specifiche di smaltimento in esenzione o meno.

Poiché la maggior parte dei casi riguarda rinvenimenti di rifiuti contaminati da radionuclidi con tempo di dimezzamento inferiore a 75 giorni, in linea di principio anche i carichi che hanno dato luogo ad anomalia radiometrica potrebbero andare direttamente all’incenerimento, a condizione che nell’arco dell’anno sia rispettata la condizione di non rilevanza radiologica per il gruppo di riferimento della popolazione circostante l’impianto di incenerimento.

Il lavoro parte dalle esperienze maturate nelle ARPA/APPA e confluite nei documenti nazionali Linee guida per la sorveglianza radiometrica di rottami metallici e altri rifiuti e Livelli di riferimento, esenzione, allontanamento, presentando una prima proposta per passare dalla gestione del singolo rinvenimento ad un’impostazione su base annua dei criteri per lo smaltimento dei rifiuti contaminati da radionuclidi a breve tempo di dimezzamento.


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