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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 074 - Giovedì 14 aprile 2016

Salute pubblica e partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti


Sotto osservazione di "Epidemiologia & Prevenzione" il sistema di risoluzione delle controversie tra investitori e singoli Stati

"Epidemiologia & Prevenzione" pubblica in advance l'articolo, a firma di Roberto De Vogli e Noemi Renzetti (University of California Davis, US), "Il potenziale impatto del partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP) sulla salute pubblica" per stimolare, anche in Italia, una discussione sul piano scientifico sulle ripercussioni che il TTIP potrebbe avere, appunto, sulle politiche di salute pubblica.

La negoziazione del TTIP tra l'Unione europea (UE) e gli Stati uniti d'America (USA) ha preso il via durante la riunione del G8 in Irlanda del Nord (2013). Il TTIP fa parte di un programma di scambi internazionali diretto a promuovere politiche di liberalizzazione del commercio a livello globale ma, a differenza di altri trattati, nasce anche per omogeneizzare regolamenti, norme e tutele degli investitori tra le nazioni interessate.

È importante sottolineare che i più importanti gruppi di lobby del TTIP rappresentano le grandi multinazionali e che la quasi totalità delle riunioni di consultazione condotte preliminarmente sono state realizzate con il settore privato, mentre il coinvolgimento delle organizzazioni della società civile e dei professionisti della sanità pubblica è stato, invece, scarso o nullo. Inoltre, i negoziati del trattato sono stati tenuti segreti a lungo e sono diventati pubblici solo dopo l’azione organizzata di parte della società civile americana.

Gli autori analizzano, partendo da una corposa bibliografia, i possibili effetti sulla salute dell'introduzione del Trattato scandagliandone meticolosamente il testo, mettendo a confronto le opinioni di sostenitori e detrattori, e sostanziando la loro analisi con esempi concreti esaminando quattro categorie di fattori di rischio o di protezione per la salute:

  • l'accesso ai farmaci e alla sanità
  • il consumo di tabacco e alcol
  • la dieta e l'agricoltura
  • la salute ambientale

Secondo gli studiosi è proprio la salute ambientale quella più a rischio perché il TTIP potrebbe influenzare pesantemente le politiche volte alla tutela dell'ambiente. Ad oggi i cambiamenti climatici sono considerati la più grande minaccia per la salute globale tanto che il documento approvato dalla Conferenza sui cambiamenti climatici tenutasi a Parigi nel 2015 ha stabilito di contenere al di sotto dei 2°c l'innalzamento della temperatura mondiale rispetto ai livelli preindustriali. Ripercussioni TTIP sul salute pubblicaLa comunità scientifica ha stimato che, per raggiungere tale obiettivo, circa tre quarti delle riserve di carbone petrolio e gas dovrebbero non essere utilizzate. Il TTIP invece, in linea con le politiche di precedenti accordi di libero scambio e della World Trade Organization (WTO), potrebbe ostacolare l'adozione di leggi ambientali più severe.

Infatti il TTIP prevede un sistema di risoluzione delle controversie tra investitori e singoli Stati (Investor to State Dispute Settlement, ISDS), che consente alle corporazioni transnazionali (TNC) di citare in giudizio, di fronte a tribunali internazionali privati, i governi ogniqualvolta un decreto o una legge sia in grado di ridurre il loro profitto, senza poi la possibilità di ricorrere in appello contro le sentenze.

Le disposizioni dell'ISDS potrebbero, quindi, essere probabilmente sfruttate dalle grandi aziende di combustibili fossili per citare in giudizio quei governi che cercassero di limitare l'estrazione e l'esportazione dei combustibili stessi.

L'analisi del TTIP illustrata nell'articolo suggerisce che, anche se alcuni studi sostengono la tesi che il negoziato avrà un impatto positivo sugli indicatori economici e occupazionali, questi benefici non necessariamente ricadrebbero sugli strati socioeconomici più deboli della società.

Infatti l'utilizzo della clausola che permette di citare uniteralmente in giudizio i governi potrebbe agevolare le multinazionali nel contestare le politiche pubbliche atte anche a ridurre le disuguaglianze economiche.

Un caso esemplare di protezione sociale a rischio, che potrebbe ripetersi se il trattato fosse approvato così come è oggi, è il caso della multinazionale francese Veolia che nel 2014 ha citato il governo egiziano reo di aver aumentato i salari del settore pubblico e privato al tasso d'inflazione, comprimendo i margini di profitto dell'azienda.


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Azioni sul documento

TTIP

Inviato da Utente anonimo il 02/06/2016 11:55

Grazie per l' articolo. Anche in Italia e Europa siamo in molti ad aver firmato contro.Purtroppo il governo ha nominato come rappresentante Carlo Calenda, favorevole al trattato.

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