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n. 045 - Giovedì 03 marzo 2016

Il Rapporto Ambientale 2016 sull'aviazione europea


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Dopo questo primo Rapporto, previsti aggiornamenti triennali per monitorare il settore

Il Rapporto ambientale sull'aviazione europea, pubblicato il 29 gennaio 2016 da EEA è il risultato di una stretta collaborazione tra la Commissione europea, l'EASA (European Aviation Safety Agency) e Eurocontrol.

Si tratta di una prima edizione che fornisce informazioni oggettive e precise sulle prestazioni ambientali del settore dell'aviazione con lo scopo di monitorare il sistema europeo e raccogliere dati e informazioni utili a valutare puntualmente i significativi impatti derivanti dal trasporto aereo e mettere in atto misure per renderlo più sostenibile.

Il trasporto aereo, il cui valore economico e sociale non può essere ignorato, è in forte espansione.

Tra il 1990 e il 2014 il numero di voli è aumentato dell’ 80% e si prevede che crescerà di un ulteriore 45% tra il 2014 e il 2035 incrementando sempre di più le emissioni climalternati a livello globale, ma anche l’inquinamento dell’aria, il rumore ambientale e altri fattori di pressione a livello locale.

Alcuni miglioramenti tecnologici, come il rinnovo di alcune flotte e una maggiore efficienza nella gestione del traffico aereo, e altri fattori strutturali, come la crisi economica iniziata nel 2008, hanno fatto tornare le emissioni e l’esposizione al rumore del 2014 vicini ai livelli registrati nel 2005.

Tuttavia, in valori assoluti, le emissioni di CO2 sono aumentate di circa l'80% tra il 1990 e il 2014, e si prevede che cresceranno di un ulteriore 45% tra il 2014 e il 2035. Le emissioni di NOX sono raddoppiate tra il 1990 e il 2014 e si prevede che cresceranno di un ulteriore 43% tra il 2014 e il 2035.

In linea generale, la ricerca tecnologica per limitare gli impatti ambientali del settore del trasporto aereo non ha tenuto il passo con l’aumento della domanda, come è avvenuto in altri settori.

I livelli di rumore di alcuni jet sono stati ridotti, da circa 2 a 4 decibel e recentemente sono stati introdotti più rigorosi limiti di rumorosità, insieme a limitazioni di emissioni di NOX e CO2, ma l’intera flotta europea sta lentamente invecchiando e l'età media dei velivoli era di circa 10 anni nel 2014.

Nello stesso anno circa 2,5 milioni di persone sono state esposte al rumore dei 45 principali aeroporti europei nel 2014 e si prevede che il numero aumenterà del 15% tra il 2014 e il 2035.
esempio mappa acustica aereoporto

La ricerca sui carburanti sostenibili alternativi è molto lenta. In alcuni voli commerciali europei si sono sperimentati carburanti alternativi sostenibili, ma la produzione regolare di questi biocarburanti, che al 2020 doveva essere di 2 milioni di tonnellate (Flighpath), non sembra raggiungibile.

Quanto al traffico aereo, la rete gestisce 27.000 voli e 2,27 milioni di passeggeri al giorno. L’Europa sta investendo nella modernizzazione del sistema attraverso il programma unico europeo di ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo (SESAR) che è il pilastro tecnologico del quadro legislativo sul Cielo unico europeo dell'UE. Rotte, decolli e atterraggi gestiti con maggiore efficienza hanno fatto registrare una riduzione costante delle emissioni di CO2 fra il 2012 ed il 2014.

Emissioni di CO2

Sono 92 gli aeroporti europei che partecipano al programma Airport Carbon Accreditation, sistema ambientale o di gestione della qualità certificata, e 20 di questi sono carbon neutral.
aeroporti europei che partecipano al programma Airport Carbon Accreditation

Tuttavia si prevede che entro il 2035, in assenza di altre misure, circa 20 principali aeroporti europei dovranno affrontare problemi relativi alla congestione del traffico e all’aumento delle emissioni. Il sistema di scambio di emissioni dell'Unione europea (EU ETS)  attualmente copre tutti i voli intraeuropei, ma si stima che le riduzioni di CO2 tra il 2013 e il 2016 dovranno essere pari di 65 milioni di tonnellate.

Inoltre, il settore del trasporto aereo è uno tra i più esposti al rischio derivato dagli effetti dei cambiamenti climatici. Occorre dunque cominciare a mettere in atto azioni preventive a livello nazionale e a livello europeo per prepararsi a fronteggiare eventi e potenziali impatti futuri per sviluppare efficaci forme di resilienza.

Il Rapporto rappresenta il primo strumento per conoscere e monitorare il sistema in tutti i suoi aspetti in modo da predisporre e attuare una serie di misure utili ad affrontarne le evidenti criticità del settore. L’Agenzia europea per la sicurezza aerea prevede di aggiornare il Rapporto ogni tre anni per promuovere standard di protezione ambientale sempre più elevati nel settore aereo.
In questa ottica l’EEA auspica una sempre maggiore collaborazione tra i paesi europei per sostenere le previste edizioni periodiche successive a questo primo studio.


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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