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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 044 - Mercoledì 02 marzo 2016

Alte concentrazioni di pollini di cipresso in Toscana e Umbria


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I dati del monitoraggio aerobiologico indicano che anche nel 2015 il maggiore contributo all’Indice Pollinico Allergenico è dato dalle Cupressaceae/Taxaceae

Nelle stazioni di monitoraggio Aerobiologico della Rete di ARPAT e della Rete di ARPA Umbria, ambedue inserite nella Rete POLLnet (Rete Italiana di Monitoraggio Aerobiologico), è stata rilevata in questi ultimi giorni la presenza in atmosfera del polline di Cupressaceae/Taxaceae, anche ad alte concentrazioni. In questo periodo sono presenti anche altri pollini di piante a fioritura invernale quali il nocciolo (Corylaceae), l’ontano (Betulaceae) ed il frassino (Oleaceae). Nei prossimi giorni è atteso un aumento della concentrazione di tutti questi pollini, condizioni meteo permettendo (precipitazioni, temperature).

Dati per polline Toscana e Umbria

È importante ricordare che i bollettini e i calendari pubblicati sul sito Web delle agenzie e sul sito della Rete POLLnet forniscono i livelli di concentrazione del polline e non i “livelli di allergia”.

Da diversi anni si registra un incremento progressivo delle malattie allergiche ed in particolare delle pollinosi. Fra queste ultime, riveste un ruolo importante quella al cipresso, che ha una prevalenza stimata del 18% in Italia, ma raggiunge un picco del 28% in Toscana e Umbria. Questo aumento è

  • in parte relativo, legato ad un miglioramento delle tecniche diagnostiche che hanno permesso di distinguere meglio questa “pollinosi invernale” dalle virosi con sintomatologia simile
  • in parte assoluto, dovuto ad una crescita della concentrazione di questo polline come effetto dei cambiamenti climatici e per il diffuso utilizzo del cipresso come pianta ornamentale.

 

Cupressus arizonicaCupressus sempervirensIn Italia centrale sono presenti, in maniera predominante, due specie appartenenti alla famiglia delle Cupressaceae: il Cupressus arizonica o cipresso dell’Arizona e il Cupressus sempervirens o cipresso comune (specie maggiormente diffusa). Le due specie presentano periodi di fioritura differenti. Il C. arizonica, più precoce, fiorisce generalmente tra la fine di gennaio e i primissimi giorni di febbraio con un ciclo di fioritura della durata di circa 15-20 giorni, mentre il ciclo di fioritura del cipresso comune è più tardivo ed ha inizio dalla metà di febbraio con una durata che si può protrarre anche fino a inizio aprile.

Di seguito si riportano due cartine che illustrano la situazione fenologica (tratta da IPHEN - Italian Phenological Network - Bollettino 11/02/2016) di queste due specie in Italia. La fenologia è quella parte dell’ecologia che studia i rapporti tra i fattori climatici (temperatura, umidità, fotoperiodo) e la manifestazione stagionale di alcuni fenomeni della vita vegetale, quali la germogliazione delle gemme, la fioritura, la maturazione dei frutti, la caduta delle foglie e simili.

situazione fenologica del cipresso

Le Cupressacee si prestano molto bene al rimboschimento e sono largamente usate come piante ornamentali in parchi e nelle alberature stradali nonché per barriere frangi-vento e anti-rumore e come siepi. Dalla fine degli anni ’70, si è assistito ad un progressivo aumento delle concentrazioni polliniche, a causa soprattutto del diffondersi della piantagione di questi alberi; recentemente i botanici stanno cercando di selezionare alcune specie con basso rilascio di polline e/o con una bassa concentrazione di allergene.

I dati del monitoraggio aerobiologico indicano che anche nel 2015 il maggiore contributo all’Indice Pollinico Allergenico (IPA) annuo è dato, in tutte le quattro stazioni della rete ARPAT ed in tutte le tre stazioni della rete di ARPA Umbria, dalle Cupressaceae/Taxaceae.

Le temperature al di sopra della media stagionale registrate nel centro Italia, ma anche globalmente, hanno contribuito alla intensa fioritura dei pollini invernali. Il mese di Gennaio 2016 è stato di 0.3 °C più caldo del gennaio 2015 il che, come il professore di fisica Stefan Rahmstorf dell'Università di Potsdam (Germania) sottolinea, non solo lo rende il gennaio più caldo in assoluto, ma rappresenta il "più grande aumento” rispetto al record precedente e la più forte anomalia per qualsiasi mese di sempre. Nel grafico viene riportato il trend di aumento in gradi °C dal 1880 al 2016 (Riferimento grafico NASA GIS).

Trend di aumento in gradi °C dal 1880 al 2016


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