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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 022 - Venerdì 05 febbraio 2016

Fattori sociali ed economici nel Rapporto 2015 SNPA "Qualità ambiente urbano"


I dati sui fattori che incidono maggiormente sul consumo delle risorse e sulla qualità dell’ambiente forniti dall'XI Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano. Le informazioni sono relative alle principali tematiche ambientali in 85 città italiane, nelle quali risiede il 28% della popolazione totale del Paese

L’XI Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano è frutto del lavoro dell’intero Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente e della collaborazione con Enti e Istituti di livello nazionale, e ha come obiettivo quello di rendere disponibile l’informazione ambientale a livello nazionale.
Il Rapporto è suddiviso in nove capitoli che corrispondono a macro aree tematiche: Fattori sociali ed economici, Suolo e territorio, Natura urbana, Rifiuti, Acque, Qualità dell’aria, Trasporti e mobilità, Esposizione all’inquinamento acustico, Azioni e strumenti per la sostenibilità locale.

In questo articolo prenderemo in esame il capitolo Fattori sociali ed economici, che analizza gli indicatori di tipo sociale ed economico che incidono maggiormente sul consumo delle risorse e sulla qualità dell’ambiente, relativi a “Fattori demografici” (popolazione residente, popolazione straniera residente, rapporto di mascolinità, struttura per età della popolazione, tasso di crescita totale della popolazione, densità demografica, pendolarismo), “Demografia di impresa” (tasso di natalità, di mortalità e di crescita delle imprese), “Turismo nelle aree urbane” (infrastrutture turistiche, intensità turistica, incidenza del turismo sui rifiuti). 

Fattori demografici

simbolo per personeDall’analisi dei dati raccolti, risulta che il 28% della popolazione totale del Paese (oltre 17 milioni di persone) risiede negli 85 comuni oggetto di studio, che coprono il 5,5% della superficie nazionale, con una densità che vede nell’Aquila il valore minimo (148 abitanti per km2) e in Napoli, Milano e Torino i valori più alti (rispettivamente, 8.220, 7.360 e 6.898 abitanti per km2).
Nel 2014 la popolazione residente dei Comuni considerati è sostanzialmente stabile.

Al 31 dicembre 2014 gli stranieri residenti in Italia sono oltre 5 milioni, di cui il 36,8% si concentra nelle 85 città oggetto di studio; più precisamente il 15% risiede nei Comuni di Roma, Milano e Torino.

Negli 85 comuni la popolazione femminile corrisponde al 52,4% del totale, con un rapporto di mascolinità (dato dal rapporto tra il numero dei maschi e il numero delle femmine, moltiplicato per 100) pari a 90,7, inferiore al valore nazionale (94,3).
A Olbia il valore più alto, con 98,7 uomini ogni 100 donne, a Udine quello più basso, con l’86,4%. 

classifica comuni per indice di vecchiaia

Riguardo alla struttura per età della popolazione, emergono dati che evidenziano quanto l’indice di vecchiaia, dato dal rapporto percentuale tra la popolazione anziana (oltre i 65 anni) e quella giovane (da 0 - 14 anni), presenti una notevole variabilità nell’ambito dei Comuni esaminati, con il valore più alto a Ferrara, dove ci sono 260 anziani ogni 100 giovani.
Ad Andria risulta, inoltre, la più alta percentuale di giovani (16,4%), mentre ad Olbia quella di adulti, dai 15 ai 65 anni (16,4%).

Nella tabella a fianco: primi 10 e ultimi 10 Comuni, degli 85 oggetto di studio, col valore più alto e più basso dell'indice di vecchiaia. Dati al 31 dicembre 2014

Per quanto riguarda il tasso di crescita naturale, ben 76 Comuni degli 85 studiati presentano valori negativi, con un picco minimo di -7,07 per mille a Savona, e dunque solo in 9 delle 85 città si rilevano tassi di crescita naturale positivi. A livello nazionale il tasso di crescita naturale è pari a -1,6 per mille. 
Circa 8 milioni di persone, il 46% della popolazione residente nei comuni oggetto di studio, sono pendolari: si spostano cioè ogni giorno per motivi di studio o di lavoro. Chi esce dal comune di residenza (13,5%) utilizza generalmente un mezzo di trasporto, mentre il 21% di chi si sposta all’interno della propria città si muove a piedi.
Per chi si sposta entro i confini comunali l’auto privata (conducente o passeggero) rimane il mezzo più utilizzato, con picco a L’Aquila (84%). A Genova e Milano un’alta percentuale di persone utilizza mezzi di trasporto collettivo, a Bolzano più della metà dei pendolari si sposta in bici o a piedi, mentre a Livorno e Firenze il 20% circa utilizza moto o scooter per raggiungere scuola o lavoro.

Primi e ultimi 5 Comuni, in percentuale su quelli studiati (di cui si fornisce il dato medio), la cui popolazione residente, per spostarsi per motivi di studio o lavoro entro i confini comunali, utilizza: mezzi di trasporto collettivo su ferro (treno, tram, metro), su gomma (autobus, filobus, corriera, bus aziendale o scolastico), auto privata (conducente, passeggero), moto o scooter, bicicletta o a piedi. Aggiornamento 2011

Classifica comuni con mezzi di trasporto usati per spostarsi entro i confini comunali

 
Primi e ultimi 5 Comuni, in percentuale su quelli studiati (di cui si fornisce il dato medio), la cui popolazione residente, per spostarsi per motivi di studio o lavoro verso altri comuni, utilizza: mezzi di trasporto collettivo su ferro (treno, tram, metro), su gomma (autobus, filobus, corriera, bus aziendale o scolastico), auto privata (conducente, passeggero), moto o scooter, bicicletta o a piedi.  Aggiornamento 2011

Classifica comuni con mezzi di trasporto usati per spostarsi verso altri comuni
 

E vediamo come si comportano i cittadini delle città toscane prese in esame nel Rapporto, che si spostano per motivi di studio o lavoro, rispettivamente, entro i confini comunali e verso altri comuni

Spostamenti in Toscana entro i confini comunali

comuni toscani con mezzi trasporto usati per spostamenti entro i confini comunali

 

Spostamenti in Toscana verso altri comuni

comuni toscani con mezzi trasporto usati per spostamenti verso altri comuni

 

Demografia d’impresa

cartina suddivisa per tasso di crescita di impresaPer il tasso di natalità delle imprese, termine col quale l’Unioncamere definisce l’insieme delle nuove imprese iscritte nel corso dell’anno di riferimento, quello più basso è stato registrato a Potenza e provincia (4,7%); il più alto, con l’8%, a Prato e provincia.

Il tasso di mortalità delle imprese esprime il rapporto tra il numero di imprese cessate in ciascuna provincia e lo stock delle imprese registrate nella stessa provincia all’inizio dell’anno di riferimento: nel 2014 per la prima volta dopo il 2011 si è registrato un rallentamento nel flusso delle cessazioni (da 341.081 a 340.261).

Inoltre, per il 2014 il trend del tasso di crescita delle imprese è positivo: la provincia di Roma registra il più alto (2,24), mentre quella di Udine ha il tasso più basso.

 

 

Turismo nelle aree urbane

classifica comuni per quota pro capite di rifiuti attribuibili a turismoNelle 85 città oggetto di studio, dal 2009 al 2013 si è assistito a una crescita del numero di infrastrutture turistiche (gli alberghi, ad esempio, sono aumentati dell’1,7%, gli esercizi complementari nel complesso – campeggi, B&B, affittacamere, rifugi ecc. – ben il 29,6%) per quanto la densità recettiva registri un minimo aumento (0,6 posti letto in più per km2).

I valori più alti di intensità turistica, che sono registrati da Bolzano, Rimini, Venezia, vanno, ovviamente, a incidere sulla produzione totale di rifiuti urbani.
In dettaglio, sono prevalentemente le stesse province con valori alti del rapporto “presenze/abitanti”, a subire l’impatto maggiore: Rimini, Bolzano, Venezia e Olbia.

Nella tabella a destra,  Primi e ultimi 10 Comuni, degli 85 oggetto di studio (di cui si riporta il dato medio), col valore più alto e più basso della quota pro capite dei rifiuti urbani attribuibili al turismo anno 2013 (kg/ab eq.). Nello stesso anno la media italiana è risultata pari a 8,13
A livello nazionale la quota di rifiuti urbani prodotti attribuibili al settore turistico nel biennio 2012-2013 mostra un leggero decremento, pari a mezzo punto percentuale, attestandosi nel 2013 intorno agli 8 kg/ab. equivalenti.
 

comuni toscani per quota procapite di rifiuti attribuibili a turismo

In chiusura, la quota procapite per l’anno 2013 rilevata nei comuni toscani oggetto di studio del Rapporto:


Rapporto sulla Qualita dell'ambiente urbano - Approfondimenti sui singoli capitoli


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




Azioni sul documento

indagine regionale

Inviato da Utente anonimo il 05/02/2016 10:59

scusate ma la provincia di Massa Carrara è già diventata ligure?

indagine regionale

Inviato da Utente anonimo il 05/02/2016 11:32

Direi di no. Semplicemente nel rapporto non ci sono dati delle citta' di questa provincia. Ci risulta che stiano cercando di inserirli in quello del prossimo anno. La redazione di Arpatnews

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