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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 254 - Venerdì 11 dicembre 2015

Le meduse, ago della bilancia dell'ecosistema marino


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I cicli di vita e i fenomeni delle importanti fioriture di meduse in relazione a particolari situazioni climatiche

In questi ultimi anni sono riportate, sempre più frequentemente e per diverse aree del mondo, importanti fioriture di plancton gelatinoso: idre, meduse, anemoni e coralli.

I cicli di vita degli organismi facenti parte del plancton gelatinoso spesso manifestano fenomeni di “fioriture” (blooms), cioè lo sviluppo anche di enormi masse costituite dallo stesso organismo o da un insieme di organismi marini di specie diverse.

In alcuni casi questi blooms sono messi in relazione a particolari situazioni climatiche che possono favorire anche l’arrivo di specie non indigene.

Il recente lavoro di Parravicini et al., 2015, mette in evidenza proprio questa condizione, monitorando le variazioni di temperatura alle diverse profondità registrate nel periodo 1958-2010 nel Mar Ligure (parte francese) [Parravicini V., Mangialajo L., Mousseau L., Peirano A., Morri C., Montefalcone M., Francour P., Kulbicki M., Bianchi C.N. 2015. Climate change and warm-water species at the northwestern boundary of the Mediterranean Sea. Marine Ecology 36. 897–909 ª Blackwell Verlag GmbH].

Variazioni di temperatura alle diverse profondità registrate nel periodo 1958-2010 nel Mar Ligure (parte francese) da Parravicini et al., 2015

Le ragioni di questo interesse sono legate soprattutto ad aspetti di ordine socio economico che investono direttamente le attività produttive, ad esempio:

  • quelle turistiche, specie nel periodo estivo, quando le persone vengono a contatto con le cellule urticanti delle meduse;
  • l’attività di pesca che incontra difficoltà nella funzionalità degli attrezzi impiegati, non dimenticando, tra l'altro, che le meduse si cibano proprio di una delle componenti più importanti del plancton e cioè le uova e le larve di pesce, compreso quelli di interesse commerciale.

Questa stretta relazione tra la presenza delle meduse e le attività produttive ha determinato l’attivazione, da parte della Commissione internazionale per l’esplorazione e la ricerca in Mediterraneo (CIESM) di un importante programma di monitoraggio nell’intero bacino mediterraneo, coordinato dal Prof. Boero (Università di Lecce -CNR-ISMAR). Il programma di monitoraggio mira all'acquisizione di informazioni preziose sulla base delle quali tentare di interpretare in maniera oggettiva i fenomeni che si verificano e che condizionano la vita dell'ecosistema marino. Con l’applicazione attuativa del D.Lgs. 190/10 relativo alla Direttiva comunitaria 2008/56/CE sulla strategia marina, le meduse sono entrate a far parte dell’esigenza conoscitiva e il Prof. Boero curerà, per quanto riguarda i mari italiani, la redazione della scheda metodologica per l’acquisizione delle informazioni [Boero F., 2015. The future of the Mediterranean Sea Ecosystem: towards a different tomorrow. Rend. Fis. Acc. Lincei (2015) 26:3–12. DOI 10.1007/s12210-014-0340-y.].

Meduse e cittadini - un’esperienza di scienza partecipata

La presenza di fioriture di meduse nel Mediterraneo è però nota fin dall'antichità. Il primo riferimento ufficiale storico è datato 1775. Questa notizia riportava la segnalazione di 55 individui di pelagia, la medusa più urticante che vive nei nostri mari. Recentemente l'interesse è cresciuto e negli anni 80, quando una massiccia presenza di questa pelagia interessò quasi tutto il bacino del Mediterraneo, l’UNEP lanciò un programma di studio del fenomeno.

Nel 2001, il CIESM ha organizzato un seminario sulle fioriture di plancton gelatinoso, collegando le fioriture della pelagia dei primi anni 80 con la fioritura dello ctenofore alieno Mnemiopsis leidyi, iniziate nel Mar Nero nello stesso periodo. Le conclusioni di questo seminario furono quelle di considerare le fioriture come facenti parte di una tendenza generale strettamente collegata alle variazioni climatiche in atto.

Ci sono diverse opinioni sul perché le meduse sono in aumento; questo fenomeno costituisce sicuramente un processo molto complesso che può dipendere da diversi fattori: incidenza delle correnti oceaniche, concentrazione di nutrienti, livello di ossigeno, aumento della temperatura media nelle diverse stagioni dell'anno, disponibilità del cibo, tassi di predazione, pesca eccessiva, ecc..

Nel fenomeno delle fioriture sono implicati aspetti ecologici di fondamentale importanza, come ad esempio i rapporti trofici che si instaurano tra gli organismi che compongono la rete alimentare. Questi rapporti, pur rimanendo di portata locale, sono considerati dagli scienziati come una questione che richiede considerazioni a scala maggiore.

La principale criticità è la mancanza di analisi di sintesi delle varie situazioni che accadono negli ecosistemi marini, i cui dati spesso sono frammentari.

Quindi non solo è necessario valutare l'ipotesi di una espansione globale di fioriture di meduse, ma anche prevedere gli effetti sull'ecosistema e, dove possibile, valutare le conseguenze future che le fioriture possono determinare sulle attività produttive.

Tutto ciò sarà possibile se riusciremo ad attivare seri piani di monitoraggio a grande scala.

In un ambiente in equilibrio i rapporti trofici rispondono coerentemente a quello che è la caratteristica fondamentale dell’ecosistema e cioè l’elevato grado di biodiversità, in merito al quale ogni organismo occupa il proprio livello trofico e lo mantiene inalterato nel tempo. Viceversa se sul sistema intervengono situazioni di disturbo che consentono, ad esempio, lo sviluppo sempre più frequente di fioriture di meduse, l’ecosistema potrà evolvere verso altri tipi di equilibri, dove alcuni livelli trofici sarebbero indotti anche scomparire o ridursi; vedi il preoccupante declino dei predatori apicali come gli squali. In sostanza i nuovi equilibri potrebbero prevedere l’aumento considerevole di pesci medusofagi.

Evoluzione degli ecosistemiGli ecosistemi funzionano con il riciclo di materia da parte dei batteri decompositori, uccisi dai virus e mangiati dai protozoi. I nutrienti sostengono il fitoplancton che sostiene copepodi, larve di pesci e il resto delle reti trofiche, con corti circuiti dovuti a taliacei e meduse (Boero, 2015).

In un’epoca di molteplici e consecutive crisi ambientali, con molta probabilità determinate da uno scenario climatico in continua evoluzione, è di fondamentale importanza creare sinergie tra i vari soggetti che si occupano di questi fenomeni, in modo da affrontare concretamente e razionalmente i vari eventi al fine di trovare le soluzioni più idonee sia per gli interessi dell’uomo, sia per quelli ambientali.

Per approfondimenti:


Testo a cura di Fabrizio Serena


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