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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 237 - Mercoledì 18 novembre 2015

Nodo di Firenze Alta Velocità


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Sistemi per il mantenimento della falda

Il sottoattraversamento ferroviario di Firenze (Nodo Alta Velocità, di seguito AV) si sviluppa per circa 9 km, dalla stazione di Campo di Marte fino al Viale XI Agosto. La nuova stazione, anch'essa sotterranea, sorgerà nella zona degli ex macelli, fra Viale Corsica, Via Circondaria e Viale Redi.

Le opere principali vengono suddivise, in modo sommario, in:

  • Passante AV: due gallerie a binario singolo, scavate con fresa TBM, oltre altri interventi minori;
  • Stazione AV: nell'area ex macelli, con realizzazione di una trincea di circa 450 m di lunghezza, 50  m di larghezza e 25 di profondità;
  • Scavalco_Lotto 1: sostanzialmente terminato ed attivato, costituisce anche l'imbocco nord delle gallerie del Passante AV.

I lavori in sotterraneo creano interferenze più o meno consistenti nel flusso delle acque sotterranee. Per il nodo AV i principali punti "critici" sono i due imbocchi, in particolare, l'imbocco sud a Campo di Marte e la zona della stazione AV.

In entrambi i casi si tratta di opere costituite da diaframmi, muri di calcestruzzo, realizzati dal piano di campagna che attraversano i terreni più permeabili, nei quali avviene il principale flusso di acque sotterranee.

Vi è quindi la possibilità di "effetto diga", illustrato nell'immagine sottostante, fig. 1,, si tratta della possibilità di innalzamenti di falda a monte, che, a seconda dell'entità, può anche interessare parti interrate di edifici ed abbassamenti a valle delle opere, che, sempre a seconda dell'entità e della storia geologica ed idrogeologica dei terreni, può potenzialmente causare problematiche di cedimenti.

Effetti opera sottorrenea su flusso della falda

Per evitare questi problemi nel progetto sono previste opere di mitigazione, dette anche sistemi di continuità di falda.

Per la stazione AV è prevista la realizzazione di:

  • un sistema "passivo", senza forza motrice, di dreni suborizzontali di presa a monte e dreni di restituzione a valle,
  • un ulteriore sistema "passivo" di "troppo pieno", costituito da una serie di dreni ad una quota più elevata,
  • un sistema "attivo" consistente in una batteria di pozzi di presa a monte ed altrettanti di resa a valle per la fase di cantiere ed eventuali criticità.

opere mitigazione stazione alta velocità

Per gli imbocchi Nord e Sud, "scavalco di Castello/Rifredi e Campo di Marte), come si vede nella fig. 3, sono invece stati realizzati:

  • pali drenanti amonte e corrispondenti pali di reimmissione a valle
  • pozzi di presa a monte e restituzione a valle, da utlizzarsi in fase di cantiere ed in eventuali situazioni di criticità.

Queste opere saranno meglio tarate sulla base degli ultimi affinamenti del modello di flusso delle acque sotterranee.

opere mitigazione campo di marte

Allo stato attuale:

  • alla stazione AV e a Campo di Marte sono già state realizzate le opere che possono causare l'effetto barriera (diaframmi);
  •  alla stazione Av e a Campo di Marte sono funzionanti i sistemi di mitigazione "attivi" di pozzi di presa e resa (4 coppie alla stazione AV e 3 copie a Campo di Marte);
  • nell'area della stazione AV non sono ancora presenti i sistemi "passivi" , che potranno essere realizzati solo dopo che lo scavo avrà raggiunto la relativa quota - circa 36 m slm, corrispondente ad una decina di metri di profondità);
  • nell'area di Campo di Marte sono stati completamente realizzati più della metà dei sistemi "passivi" (pali drenanti a monte con restituzione a valle), che però paiono mostrare alcuni problemi di malfunzionamento (probabile intasamento delle tubazioni di collegamento) che saranno, quindi, oggetto di verifica e manutenzione.

I dati di monitoraggio1 delle acque sotterranee mostrano comunque una certa difficoltà per la riperforazione di uno dei pozzi esistenti, che, per problemi di ubicazione, non riesce ad estrarre il quantitativo di acqua previsto.

dell'andamento delle differenze di livello di falda fra monte e valle dell'opera – Campo di Marte.

grafico dell'andamento delle differenze di livello di falda fra monte e valle dell'opera – stazione AV
 

Secondo ARPAT e l'Autorità di Bacino, il quadro prescrittivo impone, a opera terminata, che i sistemi "passivi", dreni, debbano essere sufficienti allo smaltimento dell'intera portata impattante sull'opera.

Sussiste quindi la problematicha di definire al meglio la portata potenzialmente transitante dei dreni passivi della stazione AV, per tale calcolo non risulta attualmente disponibile una metodologia standardizzata.

L'Osservatorio Ambientale ha quindi disposto nel 2015 un confronto in un tavolo tecnico, cui partecipano progettisti (Nodavia), proponente (RFI), Alta Sorveglianza (Italferr) e Supporto Tecnico (ARPAT, ISPRA, Autorità di Bacino). Oltre ad un ulteriore affinamento degli studi e delle simulazioni previsionali, appena raggiunta una quota di dreni sarà effettuato un specifico campo prova atto a verificare le previsioni progettuali e suggerire eventuali correttivi.


1 Il Piano di Monitoraggio vigente prevede, in estrema sintesi, 57 piezometri per le misure del livello statico di falda, di cui 11 anche per il campionamento ed analisi chimico/batteriologiche. I risultati del monitoraggio sono consultabili sul sito dell’Osservatorio Ambientale. ARPAT, a spot, effettua delle misure di controllo, in proprio o in contraddittorio con gli incaricati del proponente.

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