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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 151 - Mercoledì 22 luglio 2015

Da ENEA una tecnologia smart e low cost per produrre elettricità dalle onde del mare


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Si tratta di uno scafo da posizionare in mare aperto che ha al suo interno un pendolo collegato a un generatore di energia elettrica.

Il prototipo, chiamato PEWEC (Pendulum Wave Energy Converter), è stato presentato da ENEA il 7 luglio scorso a Roma.

Si tratta di uno scafo da posizionare in mare aperto che ha al suo interno un pendolo collegato a un generatore di energia elettrica. L’energia deriva dal movimento relativo che le onde producono tra lo scafo e il pendolo.  Si tratta dunque di un dispositivo smart perché capace di catturare qualsiasi tipo di onda e trasformarla in modo efficiente in energia elettrica e low cost perché la sua meccanica è estremamente semplice.

Un dispositivo particolarmente adatto per il Mediterraneo che è caratterizzato da onde di piccola altezza e alta frequenza.  Il moto ondoso degli oceani potrebbe produrre più energia di quanta sia necessaria all’intero pianeta, ma i fenomeni estremi che spesso e sempre di più li caratterizzano, fino a produrre onde anche di 15-20 metri, ne rendendo difficile la cattura.  Il Mediterraneo ha invece onde che, anche in casi estremi, risultano più piccole di circa 1/3 rispetto a quelle degli oceani.

Il prototipo, presentato davanti alla sede dell’ENEA, è in scala 1:12, pesa 3 tonnellate, misura 3m x 2m x 2m di altezza ed è frutto della collaborazione con il Politecnico di Torino, nell’ambito dell’Accordo di programma tra Ministero dello Sviluppo Economico ed ENEA sulla Ricerca di Sistema Elettrico.
L’ENEA e il Politecnico di Torino sono già al lavoro per la progettazione del dispositivo in scala 1:1, con una potenza nominale di 400 kW.

In concreto, una decina di questi dispositivi può produrre energia elettrica per un paese di 3.000 abitanti, contribuendo anche a contrastare i fenomeni di erosione attraverso la riduzione dell'energia delle onde che si infrangono sulla costa, senza impattare in maniera significativa su flora e fauna marine.

Rispetto alle tecnologie eoliche e fotovoltaiche l'utilizzo del PEWEC ha un impatto ambientale e visivo molto minore; presenta minore variabilità oraria e giornaliera; offre una variazione stagionale favorevole, dato che il potenziale delle onde è maggiore in inverno, quando i consumi energetici sono massimi. In particolare la nuova tecnologia si ritiene utile per le tante isole italiane dove l'energia è prodotta da costose e inquinanti centrali a gasolio.

Per conoscere al meglio le potenzialità e le caratteristiche dei nostri 8.000 Km di coste, ENEA ha realizzato anche “L’Atlante del clima ondoso del Mediterraneo”, una mappa per individuare le zone dove il moto ondoso è maggiore.

A livello europeo l’ENEA partecipa al programma congiunto di ricerca sull’energia dal mare JP Marine Renewable Energy, proposto dalla European Energy Research Alliance (EERA).
Lo sfruttamento dell’energia dal mare è tra le priorità della Commissione europea per lo sviluppo della Blue Economy: per 2014-2020 è stato presentato un piano di azione con l’obiettivo di raggiungere una potenza installata di 3,6 GW entro il 2020 e di 188 GW al 2050.

Per approfondimenti: http://www.afs.enea.it/project/webenea/videostampa/video/


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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