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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 032 - Lunedì 16 febbraio 2015

L'inquinamento indoor nelle principali città italiane


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La problematica della qualità dell’aria negli ambienti chiusi è inclusa tra le principali problematiche ambientali per l’alta percentuale di tempo trascorso in tali luoghi

Nel X Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, oltre ad analizzare gli aspetti legati alla qualità dell’aria outdoor (vedi ARPATnews su emissioni e qualità dell'aria), si pone l’attenzione anche sugli ambienti chiusi dove la popolazione trascorre gran parte del proprio tempo (abitazioni, scuole, luoghi di lavoro o di svago). Ci sono ormai diversi studi che rilevano casi di inquinamento indoor in Italia, soprattutto nelle grandi città. Per analizzare questo aspetto - quale importante fattore di qualità dell’ambiente urbano - nel Rapporto si propongono alcuni indicatori basati su informazioni di tipo socio-economico e sanitario, che possono aiutare a capire se ci sia il rischio di insorgenza di problemi relativi a una cattiva qualità dell’aria indoor:

  • affollamento abitativo (numero medio di stanze per residente): le condizioni abitative di affollamento possono determinare l’insorgere di problematiche e situazioni di rischio sanitario a diversi livelli, oltre ad essere una minaccia per il benessere mentale ed un sano sviluppo, in particolare per i bambini
  • umidità nelle abitazioni: utile indicatore di rischio sanitario legato all’esposizione a contaminanti biologici
  • percentuale di famiglie dotate di condizionatori: l’uso di impianti di condizionamento gestiti o installati in modo inadeguato può rappresentare una fonte di inquinamento biologico dell’aria indoor
  • percentuale di fumatori: il fumo passivo rappresenta una delle sorgenti inquinanti più diffuse negli ambienti confinati
  • casi di legionellosi: infezione tipicamente legata all’inquinamento indoor di tipo biologico.

Incidenza di casi di legionellosi nelle principali 71 province italiane, anno 2011

La qualità dell’ambiente indoor dipende quindi da numerosi fattori, in particolare si possono individuare due diversi contributi: uno di origine esterna, dovuto a sorgenti outdoor come il traffico veicolare e le emissioni industriali, che penetra negli ambienti interni attraverso la struttura degli edifici e durante le fasi di ricambio d'aria, e l’altro, di origine esclusivamente interna, legato allo svolgimento delle attività domestiche ed alla presenza di persone ed animali. Non vanno inoltre dimenticate le condizioni atmosferiche, che influenzano la concentrazione e la dispersione degli inquinanti nel tempo e nello spazio, e la notevole varietà delle sorgenti, sia antropogeniche che naturali, che producono le particelle atmosferiche.

Una particolare fonte di inquinamento indoor analizzata nel Rapporto è quella costituita dall’uso di incensi e candele: in un ambiente di vita dove si bruciano incensi o candele, a causa del processo di combustione, vengono infatti rilasciate nell’aria sostanze odorose piacevoli che possono essere veri e propri inquinanti chimici: PM, composti gassosi come il monossido di carbonio, biossido di azoto, ossidi di azoto, biossido di zolfo, composti organici volatili come benzene, toluene e xyleni, aldeidi (soprattutto formaldeide), idrocarburi policiclici aromatici. In aggiunta gli stoppini possono contenere metalli, in particolare piombo. Nella letteratura scientifica la combustione di incensi e candele viene spesso confrontata con altre attività indoor associate alla combustione, come la cottura dei cibi e il fumo di sigaretta. In tutti questi casi la concentrazione degli inquinanti dipende da numerosi fattori e condizioni: ventilazione, volume dell’ambiente chiuso, assorbimento sulle superfici, emissioni da altre fonti (tra cui quelle esterne), tipologia dell’incenso e/o candela.

In generale un’opportuna ventilazione permette un rapido processo di eliminazione degli inquinanti e come buona prassi, quindi, è consigliabile ridurre il tempo di esposizione ai fumi di combustione e ventilare adeguatamente gli ambienti chiusi.

Per approfondimenti: tutte le notizie relative al Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano.


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Azioni sul documento

inquinamento indoor

Inviato da Utente anonimo il 16/02/2015 14:15

La presente citazione è menzionata in:

https://www.facebook.com/pages/inquinamento-indoor/147354688704745

Dati molto parziali...

Inviato da Utente anonimo il 22/06/2015 16:26

Non è strano che non si faccia il minimo riferimento all'inquinamento dei prodotti edili, quali colle per arredi e piastrelle, intonaci e prodotti cementizi, vernici e pitture? Come mai non sono stati considerati questi importanti fattori, come se non influissero sulla salute degli abitanti, o come se addirittura non esistessero? ANAB

Un parere da un disinformato

Inviato da Utente anonimo il 23/06/2015 09:16

Mi sembra molto più difficile stabilire un indicatore di questo tipo d'inquinamento.

Se per quello di tipo outdoor siamo tutti "vittime" allo stesso modo, per quello di tipo indoor vengono solo fatte rilevazioni medie: se in media la popolazione abusa di sigarette, candele o incensi, questo ha poco o nulla a che vedere con quello che faccio in casa mia o nel mio ufficio.

L'aspetto del condizionatore potrebbe avere degli impatti per quanto riguarda l'ufficio, ma mi aspetto che ci sia una legislazione in proposito! Tra l'altro non è che il numero di condizionatori sia un indicatore molto attendibile di quanti siano i condizionatori mal funzionanti.

Mi chiedo anche come si possa stimare l'umidità nelle abitazioni.

I casi di legionellosi invece sono un effetto più che una causa, andrebbero slegati dal calcolo dell'indicatore secondo me.

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