Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie ARPATnews 2015 001-15
ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 001 - Venerdì 02 gennaio 2015

Da EEA un nuovo rapporto sulle politiche di sostegno per un’Europa a basse emissioni di carbonio


RSS

Il ruolo delle sovvenzioni e agevolazioni statali per promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili

Il Rapporto EEA del 15 dicembre 2014 analizza gli effetti che le politiche di sostegno adottate da vari paesi negli ultimi anni hanno avuto in termini di aumento complessivo di energia prodotta da fonti rinnovabili per concludere che si tratta di un contributo decisivo per il raggiungimento degli obiettivi al 2020 e ancora di più potrà esserlo per guidare l'UE verso i nuovi obiettivi già fissati al 2030 e quelli ipotizzati per il 2050.

Le emissioni di gas a effetto serra dell’UE si sono ridotte quasi del 2 % tra 2012 e 2013, avvicinando l’obiettivo al 2020. Sulla buona strada anche per gli altri due altri obiettivi fissati per la stessa data sull’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica.

Secondo le proiezioni, l’UE sarà probabilmente in grado di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 21% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020, superando l’obbiettivo fissato al 20%. Con il 14% del consumo finale di energia generata da fonti rinnovabili nel 2012, l’UE si trova addirittura avanti anche rispetto al percorso pianificato per raggiungere il 20% di energia rinnovabile entro il 2020. Anche il consumo di energia dell’UE sta subendo un calo più rapido di quanto sarebbe necessario per raggiungere l’obbiettivo di efficienza energetica entro il 2020.

Complessivamente le politiche e le misure incentivanti adottate stanno mostrando i propri effetti, tuttavia il quadro non è omogeneo e in alcuni paesi e settori il progresso è più lento del previsto.

Rispetto ai tre obbiettivi da raggiungere, tra loro correlati (-20% di riduzione di emissioni di gas a effetto serra, + 20% di energia rinnovabile, + 20% di efficienza energetica) si stima che 3 paesi siano a rischio e che 6 non li raggiungeranno.

Resta poi un’altra criticità, rappresentata dai settori dei trasporti e dell’agricoltura nei quali quasi la totalità degli Stati membri mostra riduzioni di emissioni limitate o del tutto assenti.

Il nuovo orizzonte di riferimento è ormai il 2030, con uno sguardo verso il 2050. Lo scorso ottobre i capi di Stato e di governo europei si sono accordati su nuovi obiettivi principali per il 2030, per ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990, incrementando l'energia rinnovabile fino a un impiego pari al 27% del consumo energetico finale e un minimo del 27% di riduzione del consumo energetico rispetto a quello usuale.

Le proiezioni attuali per il 2030 richiedono ulteriori aggiustamenti da parte dei singoli stati, anche in vista degli obiettivi più a più lungo termine relativi alla de-carbonizzazione del sistema energetico e alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nell'UE dell'80-95 % entro il 2050.

Il Rapporto analizza in dettaglio le misure in vigore nel 2012 nei 32 paesi SEE per evidenziare l’effettivo ruolo delle politiche nazionali incentivanti.

Per valutare i progressi verso l’innovazione nel settore delle rinnovabili è stato preso a parametro il numero di domande presentate all’ufficio europeo dei brevetti (EPO); per valutare la relazione tra le misure di sostegno alle fonti rinnovabili e l’aumento della produzione e dell’occupazione sono stati utilizzati i dati registrati nei settori eolico e fotovoltaico, i due maggiormente sviluppati tra le rinnovabili.

Il settore delle rinnovabili resta il solo che può dare un significativo contributo per il raggiungimento degli obiettivi legati al clima, alla sicurezza energetica, alla crescita economica verde. Eppure nonostante questa evidenza e nonostante il crescente interesse a promuovere fonti rinnovabili, nel 2012 in Europa sono state ancora molte le misure di sostegno ai combustibili fossili e al nucleare, che hanno distratto le risorse dei bilanci degli stati membri.

Il supporto ai combustibili fossili in Europa consiste principalmente in esenzioni fiscali per sostenere il consumo di questi combustibili in alcuni settori, che pesano sui bilanci pubblici come minori entrate. 

Il supporto al nucleare è poco documentato, ma esiste da decenni in Europa in varie forme che vanno dall’esplicita o implicita responsabilità limitata in caso di incidenti rilevanti, fino alle borse di studio e ad altri finanziamenti mirati.  

Nel 2012, solo ventidue stati membri (Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Grecia, Croazia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Austria, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia e Regno Unito) hanno dimostrato di essere sulla buona strada per soddisfare gli obiettivi dalla direttiva 2009/28 / CE, alcuni addirittura dovrebbero superarli.

Una sezione specifica è dedicata anche alle misure e attuate in Italia e al loro impatto.

Testo a cura di Debora Badii


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




Azioni sul documento
Strumenti personali