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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 222 - Lunedì 03 novembre 2014

Un drone acquatico per migliorare i controlli sui laghi dell’Umbria


L’iniziativa di ARPA Umbria

Arpa Umbria ha recentemente presentato un drone acquatico in grado di migliorare i controlli sui laghi dell’Umbria. Il Progetto è nato dall’esigenza e dalla volontà di Arpa di promuovere e sviluppare nuove tecnologie per acquisire maggiori conoscenze in campo ambientale. Un obiettivo racchiuso nel nome del natante: Galileo, che è stato il primo studioso ad innovare il mondo della scienza attraverso fantasia, rigore e osservazione critica della natura.

Oltre al rilievo scientifico, il progetto ha anche il pregio di essere stato realizzato interamente in Umbria, grazie alla collaborazione fra la Siralab Robotics di Terni, Arpa Umbria e la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Un ruolo determinante è stato giocato anche dal Dipartimento di Ingegneria Elettronica e dell’Informazione (DIEI) dell’Università di Perugia, delle cui conoscenze l’azienda ternana si è avvalsa per la progettazione del drone.

Galileo è un vascello a pilotaggio remoto con funzionalità di navigazione automatica. Oltre alla strumentazione per la navigazione e per la sicurezza che sono quelle previste per ogni battello con tali caratteristiche, il drone di Arpa è equipaggiato con i migliori strumenti in uso per il campionamento e il controllo dei laghi.

Il natante è fornito di due telecamere: una di superficie e una subacquea. Quella di superficie è tra le altre cose dotata di infrarossi che consentono, ad esempio, di poter identificare eventuali scarichi abusivi attraverso la differenza di temperatura rilevata dalla telecamera. Una volta rilevata un’anomalia, Galileo provvede a prelevare un campione di acqua mentre, attraverso il localizzatore GPS, viene georeferenziata la zona di prelievo. Un ecoscandaglio, poi, sarà in grado di ricostruire un modello tridimensionale del fondale lacustre.

Galileo, il drone acquatico di ARPA Umbria

L’ossigeno disciolto, la conducibilità dell’acqua, il pH e tutti i parametri più importanti per il monitoraggio delle acque lacustri saranno misurati mediante una sonda multiparametrica, mentre un autocampionatore a varie profondità, fornito di sistema di refrigerazione, permetterà la conservazione dei campioni.

Si sta inoltre mettendo a punto, grazie ad Angelantoni Group che si occupa di tecnologie laboratoristiche innovative, un sistema per effettuare campionamenti anche in ambiente sterile, una tecnica che consentirà all’Agenzia di aumentare notevolmente il numero di campioni, diversificando e ampliando il range temporale dei prelievi.

Attualmente l’obiettivo è anche quello di migliorare le prestazioni del natante attraverso le innovazioni e le idee provenienti dal mondo della ricerca, in un’ottica di ampliamento delle sue funzioni di monitoraggio e, in un prossimo futuro, di applicazione anche in ambiti diversi da quello lacustre.

Il Direttore tecnico di ARPA UmbriaSu questo fronte è in fase di valutazione una possibile collaborazione con il CNR, mentre l’Università di Perugia ha manifestato interesse per una sua applicazione per ciò che riguarda i processi di erosione dei suoli e la botanica lacustre (in particolare la “cannuccia” del Trasimeno, uno degli indicatori dello stato di salute del lago); altri studi in programma attengono alla presenza di gas (metano, CO2 e ammoniaca) che sono emessi dai laghi e che costituiscono degli indicatori della decomposizione della sostanza organica presente nei laghi. Sono in fase di definizione future collaborazioni con alcuni dipartimenti universitari per programmare le varie ricerche attraverso l’acquisizione di molteplici dati e informazioni alle quali Arpa parteciperà sia in fase di progettazione che di elaborazione dei risultati.

Con Galileo, in sintesi, sarà possibile definire mappature tridimensionale della qualità delle acque, ricostruire fondali con reportistica tridimensionale e, quindi, arricchire il quadro della conoscenza ambientale dei sistemi lacustri utile ad una loro gestione ottimale.

Testo a cura di Giancarlo Marchetti (Direttore tecnico ARPA Umbria)


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




Azioni sul documento

drone acquatico

Inviato da Utente anonimo il 04/11/2014 09:23

Fatte le dovute verifiche sulle reali funzioni operative del mezzo acquatico, questa tecnologia potrebbe ridurre i rischi per l'operatore nell'ambito delle attività di monitoraggio lacustre, oltre a migliorare la logistica ed incrementare le capacità di campionamento.

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