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n. 134 - Giovedì 27 giugno 2013

Lavori verdi: occupazione potenziale e sfide


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La Commissione europea ha presentato un insieme non vincolante di misure in favore dell’occupazione, per sollecitare gli Stati membri a rafforzare le loro politiche nazionali

134-13 - Lavori verdi: occupazione potenziale e sfide

foto da Green Jobs Now

Il Pacchetto per l’occupazione, presentato nell’aprile 2012 dalla Commissione europea, ha identificato l'economia verde come una fonte primaria della creazione di posti di lavoro in Europa. Infatti, secondo le stime, l’implementazione dell’efficienza energetica potrebbe portare a 2 milioni di posti di lavoro creati o mantenuti entro il 2020 e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili potrebbe portare a 3 milioni di posti di lavoro, sempre entro il 2020.
Per rendere reali quelle che ad oggi sono previsioni, due sembrano essere le direttrici principali da seguire: sviluppare i "lavori verdi" in eco-industrie e sostenere il "greening" delle industrie tradizionali.

Il termine "eco-industrie" racchiude un insieme eterogeneo di settori presenti nel campo della protezione ambientale (es. gestione dei rifiuti) e della gestione delle risorse (es. energia rinnovabile, materie prime rinnovabili e di prodotti). Nel 2012, il numero totale delle persone che lavoravano in eco-industrie è stato stimato in circa 3,4 milioni, tuttavia, manca una raccolta sistematica di dati sullo sviluppo delle ecoindustrie nella UE. Al momento i settori per cui si hanno i dati più completi sono quelli relativi al trattamento e fornitura e dell’acqua, sulla gestione dei rifiuti, sull’attività di bonifica e sulle reti fognarie.
Il campo delle energie rinnovabili rappresenta uno settori maggiormente in espansione e nel 2010 impiegava circa 1,1 milioni lavoratori, concentrati nei settori delle biomasse, fotovoltaico ed eolico (l’Italia e fra i paesi con più alta occupazione in questi campi).
Un'ulteriore fonte importante di occupazione diretta, indiretta e indotta è rappresentata poi dalle attività basate sulle risorse naturali come l’agricoltura e allevamento biologico, la silvicoltura, la pesca, ecc.

Raggiungere gli obiettivi EU2020 sul clima e la sostenibilità energetica vuol dire innanzitutto intervenire sui settori industriali responsabili di alte emissioni, primi fra tutti, secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), quelli della fornitura e uso dell’energia che insieme raggiungono il 60% di emissioni di gas serra, seguiti dal settore dei trasporti (19,7%).
Nel 2011 le industrie ad alta intensità di emissione occupavano circa15,8 milioni di lavoratori, pari al 7,45% dell'occupazione totale dell'UE, con forti differenze fra gli Stati membri (l’Italia è in linea con la media europea).

Per sfruttare le potenzialità della green economy sono necessarie azioni politiche su diversi frontii: promuovere la domanda di lavoro nelle eco-industrie attraverso adeguati livelli di investimenti, anticipare e gestire le competenze di cui il settore verde ha bisogno e garantire il lavoro per alta, media e bassa qualificazione.
Dal punto di vista della politica del mercato del lavoro, maggiore attenzione dovrebbe essere dedicata allo sviluppo di programmi di formazione adeguati per affrontare la carenza di competenze specifiche, e considerare l'interazione dinamica tra offerta di competenze e la struttura per età della forza lavoro nelle industrie verdi e tradizionali.
A fronte di una crescente domanda di lavoro, sostenere politiche di formazione potrebbe contribuire ad affrontare le principali strozzature di competenza, infatti uno studio recente evidenzia la mancanza di figure a bassa specializzazione nelle industrie verdi come elettricisti, operai addetti al montaggio di pannelli isolanti, operai addetti alla realizzazione di lamiere. E questa carenza è tanto più forte quanto più l’industria verde è specializzata (come in Germania, Regno Unito, Olanda). Inoltre andrebbero intraprese delle politiche per incentivare le donne a scegliere alcune aree di studio e lavoro in cui continuano ad essere sottorappresentate ed in cui vi è occupazione come le scienze fisiche, l’ingegneria, l’edilizia.

Anche il ripristino della normale erogazione di prestiti all'economia, nonché l'attuazione di misure di incentivazione potrebbero portare un ulteriore aumento dell'occupazione nel settore della produzione di energia, di biocarburanti e di veicoli ad energia elettrica.
I notevoli investimenti economici che il raggiungimento degli obiettivi EU 2020 richiede, potrebbero produrre un aumento sostanziale della forza lavoro in diversi comparti lavorativi ecoindustriali; solo per citare alcune previsioni, per es. investimenti per € 200 miliardi nei trasporti terrestri sostenibili potrebbero generare fino a 650.000 nuovi posti di lavoro.
Infine, investire nella qualità dei lavori verdi potrebbe migliorare la considerazione dei cittadini per i posti di lavoro a basso livello di specializzazione, contribuire a prevenire l'insorgere di carenza di competenze, nonché garantire l'inclusività sociale.

Il report Green jobs: employment potential and challenges (in inglese)


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