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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 064 - Mercoledì 20 marzo 2013

Per un'edilizia bio-eco sostenibile


Il regolamento offre le linee guida per una edilizia bio-eco sostenibile in funzione del nuovo paradigma energetico e del binomio ambiente/salute

È stata pubblicata a dicembre 2012 la seconda edizione del Regolamento per l’Edilizia Bio-Eco Sostenibile (RES).

Il Regolamento, la cui prima edizione è stata diffusa nel 2009 (vedi ARPATnews 037-2008), è stato definito in base ai principi della bio e della ecosostenibilità attraverso un percorso condiviso che ha coinvolto il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL 11 di Empoli (FI), il Dipartimento ARPAT di Pisa e quello del Circondario Empolese ed i 15 Comuni del territorio dell’ASL, in collaborazione con l’Agenzia per lo Sviluppo del Circondario Empolese Valdelsa (ASEV) e le Società della Salute.
Il RES è stato adottato ad oggi in 6 dei 15 comuni ed è in via di adozione negli altri.

La stesura del RES ha fatto seguito all’esigenza di inserire a pieno titolo nell’edilizia e nella progettazione urbanistica la tutela della salute al pari delle tematiche del risparmio energetico e della mitigazione dei cambiamenti climatici. Lo scopo è quello di fornire ai progettisti e agli amministratori da una parte delle regole per garantire degli obiettivi minimi di sostenibilità dall’altra di fornire degli strumenti di approfondimento per orientare verso la realizzazione di un’edilizia sempre più bio-eco sostenibile. L’emergenza climatica che stiamo vivendo e le modificazioni in corso del paradigma energetico fino ad oggi vigente, costringono in effetti ad un cambio di rotta rispetto alle abitudini del passato. L’edilizia rappresenta uno dei settori dell’economia a impatto più elevato sia in termini di consumo di suolo e di risorse che di produzione di rifiuti. La costruzione, l’utilizzo ed il mantenimento degli edifici contribuiscono in misura massiccia alle emissioni di gas a effetto serra e la cattiva progettazione o metodi di costruzione inadeguati possono rendere onerosa la manutenzione e la climatizzazione degli edifici stessi, oltre che avere effetti negativi sulla salute degli occupanti. Se si considera che nelle società sviluppate le persone trascorrono il 90% del proprio tempo in ambienti chiusi e che il 50% della popolazione mondiale vive ‘stipata’ nei principali centri urbani (e si stima che entro il 2050 ben il 70% della popolazione risiederà nelle città) è facile comprendere la portata del problema per la sanità pubblica.

La biocompatibilità degli edifici è un aspetto fondamentale, ma non sufficiente. Un edificio biocompatibile inserito in un contesto salubre, costruito con materiali sicuri per la salute e progettato per usufruire al meglio delle fonti luminose e delle correnti d’aria non può ancora essere considerato ecocompatibile (oikos = casa, in senso lato ambiente). Per esserlo deve acquisire il più possibile autosufficienza dal punto di vista energetico, utilizzare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, sistemi per il recupero delle acque e per la riduzione e differenziazione di rifiuti, essere costruito con materiali riciclabili.

Nella nuova edizione del Regolamento (aggiornata secondo le più recenti normative e le migliori pratiche) vengono affrontati tutti gli aspetti relativi alla salute legata al costruito come il comfort termico, l’inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico, la riduzione del consumo e la qualità dell’acqua, i materiali da costruzione. Questi temi sono regolamentati da un articolato normativo corredato da 54 schede tecniche relative a 4 tipologie di intervento edilizio o aree tematiche (prestazioni del contesto; prestazioni dell’edificio; efficienza degli impianti; utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili). Le prestazioni sono suddivise in obbligatorie e incentivate.

Le prime, il cui raggiungimento costituisce condizione vincolante alla realizzazione dell’intervento edilizio, garantiscono buoni livelli di bio-ecosostenibilità e danno diritto ad una targa verde;
Le seconde, che garantiscono livelli elevati o molto elevati di bio-ecosostenibilità, dando diritto ad una targa “oro” o “argento” da affiggere sull’edificio e ad un riconoscimento al progettista/costruttore (attestato).

Si cerca quindi di stimolare il “superamento” degli obblighi normativi, nelle diverse discipline, in piena osservanza del principio di precauzione.

Connotati dell’edificio bio-eco-sostenibile costruito in conformità al RES:

Aspetti Contenuti
QUALITÀ AMBIENTALE ESTERNA
Analisi del sito
Integrazioni col contesto
Riduzione dell’esposizione all’inquinamento atmosferico, acustico, elettromagnetico e luminoso
Controllo microclima esterno
Incremento delle aree verdi
QUALITÀ AMBIENTI DI VITA
Corretto orientamento dell’insediamento, degli edifici e degli ambienti interni
Adeguate illuminazione e ventilazione naturali
Corretta localizzazione degli impianti e spazi per la raccolta differenziata
Sistemi di protezione dal sole e qualità dei serramenti
SALUTE
Minimizzazione dell’esposizione dei cittadini a campi elettromagnetici, radon, fibre artificiali e composti organici volatili
Eliminazione rischio amianto
Comfort termico
Requisiti acustici passivi
TUTELA DELLE RISORSE
Bilancio risorse idriche e riduzione consumo acqua potabile
Utilizzo di materiali bio-eco sostenibili
Recupero strutture esistenti
Recupero e riciclo dei materiali edili
Impianti ad alta efficienza energetica
Mix energie rinnovabili


Tra gli altri risultati di questo lavoro multidisciplinare ed interistituzionale possiamo annoverare il livello di specializzazione raggiunto da tutti gli operatori che hanno collaborato e la motivazione, l’entusiasmo e l’affiatamento suscitati dal metodo di lavoro, che ha valorizzato il percorso condiviso, “dal basso verso l’alto”, in cui tutti hanno elaborato e portato esperienze spostandosi da una situazione di “lavoro” ad una di “sistema”. L’approccio di lavoro adottato per il Regolamento potrebbe quindi trasformarsi in un “laboratorio” in progress di idee e sperimentazioni sul buon vivere e il buon abitare, contribuendo alle esigenze di sviluppo del territorio.
 

Testo a cura di Azienda USL 11 ed ARPAT
(Francesca Battisti, Claudia Chiari, Silvana Cinotti, Mario Lenziardi, Diletta Mogorovich e Maria Grazia Petronio)

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