Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie ARPATnews 2013 007-13

Dove Siamo

 
ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 007 - Martedì 08 gennaio 2013

Smart City: le città modello italiane


RSS

L'indagine presenta la performance delle città su: verde urbano, gestione del ciclo dell’acqua, gestione dei rifiuti, patrimonio immobiliare e qualità dell’abitare, gestione dell’energia, mobilità, logistica e offerta di servizi sanitari

54 le città italiane indagate, capoluoghi di provincia con più di 90mila abitanti Arezzo, Firenze, Livorno, Pistoia, Prato le città toscane in esame

Le smart city investono sulla mobilità per essere più sostenibili. E’ quanto emerge dalla ricerca “Efficien Cities – Città Modello per lo sviluppo del paese” condotta da Cittalia Anci Ricerche-Siemens su 54 città che accolgono complessivamente oltre 14.870.000 milioni di persone, pari al 24,5% del totale della popolazione residente in Italia al 31/12/2010.

I comuni investono sulla mobilità 10,7 dei 23 miliardi di euro dei Piani triennali delle città, 2,4 miliardi di euro in interventi sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, 2,1 sulla riqualificazione urbana e 1,8 miliardi di euro sul ciclo dell’acqua.

L’indagine esamina la performance delle città su verde urbano, gestione del ciclo dell’acqua, gestione dei rifiuti, patrimonio immobiliare e qualità dell’abitare, gestione dell’energia, mobilità, logistica e offerta di servizi sanitari.

Sono rappresentate 17 regioni con esclusione della Valle d’Aosta, del Molise e della Basilicata perché hanno città con un numero di residenti inferiore alla soglia. Sei sono i gruppi omogenei in cui le città sono catalogate: Città dell’ambiente, Città del benessere, Città ideale, Città del buon abitare e della mobilità, Città in divenire, Città dell’energia.

Sulla qualità dell’ambiente urbano (che comprende la gestione del ciclo dell’acqua e dei rifiuti) il rapporto evidenzia che i maggiori livelli di efficienza si registrano nelle città del nord e del sud. Spiccano tra le primissime posizioni le città pugliesi di Foggia, Andria, Barletta e Lecce, seguite da Bari. Gli strumenti di programmazione ambientale presi in esame ai fini della misurazione della qualità dell’ambiente urbano sono il Piano del Verde Urbano e l’Agenda 21 locale. Soltanto 19 città su 54 hanno approvato il piano ed aderito ad Agenda 21, tra cui Firenze e Prato, e 46 solo ad Agenda 21, tra cui Arezzo, Livorno, Pistoia.

Solo 16 su 54 città mostrano attenzione alle politiche per l’abitare ed hanno adottato il Regolamento per l’edilizia sostenibile e il risparmio energetico; nessuna città toscana appare tra quelle prese in esame. Una netta divisione geografica emerge sulla mobilità sostenibile: tutte le città settentrionali o del centro si collocano in alto nei valori, mentre quelle del sud presentano valori bassi o medio-bassi. Firenze si posiziona in alto dopo Milano e Venezia, mentre Prato sui livelli più bassi seguita da Livorno.

Il Piano Urbano della Mobilità (PUM) è il principale strumento volontario che le città hanno a disposizione per regolamentare il settore della mobilità urbana. In esso sono riportati gli interventi previsti in materia di viabilità, di trasporto pubblico e di sicurezza stradale in un orizzonte temporale di 10 anni. Ben 35 su 54 città hanno adottato un Piano Urbano della Mobilità. Anche il Sistema di Infomobilità è un importante strumento in mano alle amministrazioni per favorire la mobilità e scongiurare la congestione da traffico. Firenze e Prato hanno adottato sia il PUM che il Sistema di infomobilità, Pistoia solo il PUM, Arezzo e Livorno non hanno adottato alcun strumento.

Riguardo alle energie rinnovabili Forlì, Trento e Ravenna hanno i valori più elevati di attenzione a questo tema, mentre Arezzo si pone all’undicesimo posto dei livelli positivi della scala. Troviamo invece Milano, Firenze e Torino tra quelle con valori più bassi, si distanzia Livorno e Pistoia sempre nella parte negativa della scala ed infine Prato più prossima allo zero. Su questo settore i centri del nord registrano performance marcatamente superiori a quelli del sud; eccezioni positive del sud sono rappresentate da alcune realtà della Puglia, esempio Foggia al 4o posto nazionale e Lecce al 7o.
Le principali politiche energetiche ricadono nel Piano Energetico Comunale (PEC) in cui si regola il consumo di energia, si individuano gli interventi di risparmio di combustibili tradizionali quali petrolio, carbone e metano e si scelgono le modalità per incentivare l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. 41 su 54 città hanno approvato il PEC. Pistoia ha una bassa attenzione alle rinnovabili e non ha adottato il PEC; Firenze, Livorno e Prato hanno adottato il PEC ma hanno una bassa attenzione alle rinnovabili; Arezzo ha un’ alta attenzione alle rinnovabili ed ha adottato il PEC.

Nel settore sanitario le eccellenze si trovano sia al nord che al sud, emergono Napoli insieme a Bari e Catanzaro. Per le 2 isole i poli di riferimento sono Cagliari per la Sardegna e Catania per la Sicilia. Mentre Napoli è la città con l’offerta sanitaria più eterogenea, seguita da Torino e Roma.

La ricerca evidenzia i risultati dell’analisi dei 6 gruppi di città omogenei individuati in base ai 5 ambiti di studio quali: Ambiente urbano – Patrimonio immobiliare e qualità dell’abitare, Energia, Mobilità e Sanità.
Le città dell’ambiente sono 17 e tutte localizzate nel centro nord, ad esclusione di Sassari. Livorno e Prato sono fra queste.
Le città del benessere, caratterizzate dalla buona qualità del patrimonio immobiliare e da un sistema sanitario in grado di attrarre una domanda sovra regionale, sono 8 di cui 4 realtà metropolitane (Bari, Cagliari, Genova; Napoli) che si affacciano sul mare. Nessuna città toscana.
Le città ideali sono 4: Bergamo, Brescia, Padova, Trento, tutte di dimensioni medie e nel nord Italia, dove la qualità della vita dei cittadini residenti è tra le migliori.
Le città del buon abitare e della mobilità, che si caratterizzano per la qualità del patrimonio immobiliare e la presenza di un sistema di mobilità sostenibile efficiente, sono 7 ed a parte Bolzano, le altre sono tutte metropolitane (Bologna, Firenze, Milano, Roma, Torino e Venezia)
Le città in divenire, che registrano performance inferiori alla media nei diversi indicatori, sono 10, prevalentemente localizzate nel sud, 5 le realtà metropolitane appartenenti a questo gruppo: quattro sono del sud (Catania, Reggio Calabria, Messina e Palermo) e una del nord (Trieste). Ciascuna può agire sulle proprie specificità per invertire i valori della propria performance: Pistoia può agire sull’ambiente.
Le città dell’energia, che pur caratterizzandosi per una performance negativa su molti fattori, presentano un’eccezione positiva per l’attenzione all’energia rinnovabile sono 8, tutte di dimensione media e del centro-sud, con una netta prevalenza di quelle pugliesi (Andria, Foggia, Lecce e Taranto); Arezzo è fra queste. Le grandi città come Milano, Firenze, Torino si presentano con risultati inferiori.
Per ciascuna delle 6 categorie (cluster) il rapporto individua una “città modello” che meglio delle altre rappresenta i caratteri del gruppo di appartenenza.
Reggio Emilia si afferma come città modello dell’ambiente urbano presentandosi come città delle persone. Cagliari emerge come Città del benessere, Trento come Città Ideale, Venezia come Città del buon abitare e della mobilità, Pescara come Città in divenire, Lecce come Città dell’energia.
La ricerca fornisce un quadro esaustivo e puntuale sul posizionamento strategico delle città italiane, sempre più motore di sviluppo dell’economia locale e dimostra che investendo in innovazione si produce crescita e si presentano al paese nuove strade per uscire dalla crisi.

Testo del rapporto

Testo a cura di Tania Scardigli


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




Azioni sul documento
Strumenti personali