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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 116 - Giovedì 14 giugno 2012

I Siti di Interesse Nazionale in bonifica in Toscana ed il progetto Sentieri


Approfondita la situazione per la nostra regione in un seminario interno, con la partecipazione di vari enti regionali, realizzato in collaborazione con il gruppo di ricerca nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità

La presentazione dei primi risultati dello studio epidemiologico sui siti di interesse nazionale in bonifica coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (vedi ARPATnews 221-11) nei mesi scorsi ha richiamato una notevole attenzione da parte dell’opinione pubblica sui 44 siti studiati. Per questo ARPAT ha promosso un seminario di approfondimento interno in collaborazione con il gruppo di ricerca che ha effettuato lo studio SENTIERI.
 
E’ nota la complessità e la lunga durata dei procedimenti di bonifica inerenti i siti a rilevanza nazionale (SIN), che fanno riferimento al ministero dell’ambiente; rispetto a quanto avviene per i siti in bonifica a livello regionale. Il seminario ha ancora una volta confermato ciò, ed al contempo ha evidenziato come la realtà toscana delle bonifiche, dal punto di vista ambientale e sanitario, sia fra le più avanzate a livello nazionale, in termini di quadri conoscitivi e di intervento.
 
Il 12 aprile scorso si è tenuto, quindi, presso la Direzione Generale ARPAT, l’incontro interno di presentazione dei risultati dello Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento (SENTIERI), che in regione Toscana ha riguardato i siti di Livorno, Massa e Carrara, Orbetello e Piombino.
 
Il Progetto SENTIERI, promosso e finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del progetto strategico ambiente e salute coordinato dall’istituto Superiore di sanità, è stato realizzato nel periodo 2007-2010 al fine di formulare a priori ipotesi utili per interpretare le cause degli eccessi di mortalità in aree circoscritte altamente inquinate, valutando la mortalità delle popolazioni residenti negli anni 1995/2002, in continuità con le precedenti indagini relative al periodo 1990-1994.
 
E’ stata presentata la metodologia adottata nello studio e in particolare la valutazione a priori dell’evidenza epidemiologica per classificare la forza dell’associazione causale fra l’esposizione agli inquinanti , che si è basata sull’analisi della letteratura pubblicata nel periodo 1998-2009. Il supplemento n. 3 della rivista Epidemiologia & Prevenzione riporta i risultati della valutazione in forma di utili tabelle che associano una serie di patologie con il livello di evidenza scientifica risultante dalla letteratura nonché tutte le fonti bibliografiche distinte per patologia e per fattore di rischio connesso.
 
I risultati dello studio sono pubblicati su Epidemiologia &Prevenzione ( settembre-dicembre 2011 suppl. 4).
 
Il progetto sta proseguendo attualmente con vari approfondimenti fra cui quello sull’incidenza dei tumori nella popolazione adulta (appena concluso), nella popolazione infantile e sugli esiti riproduttivi, nelle aree servite in Italia da registro tumori e registro delle malformazioni, come è il caso della Toscana.
 
L’incontro è stata l’occasione per presentare i 5 SIN toscani (Livorno, Massa e Carrara, Orbetello, Piombino, Strillaie).da parte dei responsabili dipartimentali ARPAT delle aree coinvolte, utilizzando i dati estratti dalla banca dati dei siti interessati da procedimenti di bonifica condivisa fra le varie Amministrazioni regionali (SISBON).
 
Nell’ambito della gestione di SISBON, ARPAT, dopo la fase di localizzazione e perimetrazione dei siti inseriti nella banca dati, per i siti del SIN di Massa Carrara ha effettuato l’ associazione georeferenziata a ciascun punto di prelievo dei relativi dati analitici (contenuti nella banca dati dei laboratori dell’Agenzia). Analoghe operazioni seguiranno nel corso del 2012 per gli altri SIN toscani.
 
Grazie a questa attività risulta ora possibile disporre di una mappatura del territorio rappresentativa dei livelli di concentrazione dei parametri oggetto di indagine. Si tratta di una esperienza pilota a livello nazionale. A titolo d’esempio sono riportate in allegato tre mappe riportanti l’entità del superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) di riferimento (D.Lgs. 152/2006).
 
La mattinata si è conclusa con la presentazione, da parte della Regione Toscana, del progetto “Piano nazionale monitoraggio contaminanti ambientali in alimenti di origine animale prodotti nei SIN” promosso dal Ministero della Salute in collaborazione con Regioni e Province autonome, ISS e IZS, di durata triennale. In Toscana il primo SIN oggetto di studio a partire da questo anno è quello di Massa Carrara, i campionamenti e le indagini verteranno sul latte ovino e caprino.
 
Le diverse istituzioni presenti all’incontro hanno evidenziato l’utilità del progetto SENTIERI per una visione nazionale uniforme della rilevanza sanitaria dei siti di interesse nazionale per le bonifiche, che in Italia assommano a 57, soprattutto laddove le istituzioni sono meno coinvolte nella conoscenza dello stato di quei territori.
 
La Toscana ha sviluppato nel tempo attenzione a queste situazioni e non mancano studi ed esperienze che hanno affrontato i rischi connessi ad alcuni degli inquinamenti in gioco. Gli eccessi di mortalità evidenziati da SENTIERI nelle popolazioni dei 6 comuni toscani sede di SIN sono coerenti con i risultati dei precedenti studi. Non è stato possibile distinguere adeguatamente il contributo dovuto alle esposizioni occupazionali (sicuramente rilevanti per alcuni tumori come quello della pleura e del polmone) e a quelle ambientali.

Gli approfondimenti ulteriori previsti potranno contribuire ad individuare meglio i fattori in gioco e le conseguenti priorità per gli interventi di bonifica e risanamento industriale dei SIN
L’incontro fa parte delle attività della sezione Ambiente e salute del Settore Tecnico VIA-VAS della direzione tecnica di ARPAT ed è stato realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di sanità (ISS) e il gruppo di ricerca che comprende anche il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e l’Università Sapienza di Roma.
 
Allo scopo di condividerne la conoscenza e di favorire l'integrazione informativa e operativa fra operatori appartenenti ai vari settori ambientali e sanitari che in Toscana si occupano dei SIN, sono stati invitati a partecipare i Dipartimenti di Prevenzione e gli epidemiologi delle ASL interessate, i tecnici dei settori ambiente e sanità della Regione Toscana, di Agenzia regionale di sanità (ARS), le varie articolazioni dell’'Istituto zooprofilattico sperimentale delle regioni Lazio e Toscana (IZSLT) e dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (ISPO).


Testo di questo numero a cura di Danila Scala, Marina Maurri


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