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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 063 - Mercoledì 28 marzo 2012

“È il tuo mondo”, questo lo slogan di Rio+20


Mancano tre mesi alla prossima Conferenza mondiale sullo sviluppo sostenibile (UNCSD) Rio+20 che si terrà dal 20 al 22 giugno prossimi a Rio de Janeiro. A vent’anni di distanza dal Vertice del 1992, la Conferenza è stata chiamata Rio+20 proprio per evidenziare il tempo trascorso dal primo summit della Terra.

Il percorso iniziato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sollecitare i governi ad adottare scelte programmatiche per la sostenibilità dello sviluppo, iniziato con la Dichiarazione di Stoccolma del 1972, è stato segnato da importanti tappe tra le quali proprio la Dichiarazione di Rio sull’ambiente e lo sviluppo del 1992 e la Dichiarazione di Johannesburg (2002). Un percorso sostenuto da importanti documenti programmatici come l’Agenda 21 di Rio de Janeiro (1992) e Il Piano d’azione di Johannesburg (2002).
 
Sono passati vent’anni da quando 172 governi, 108 capi di Stato e di Governo, 2.400 rappresentanti di organizzazioni non governative e oltre 17.000 persone dei Social Forum si sono riuniti nel primo Vertice della Terra di Rio del 1992, Vertice che ha segnato uno spartiacque nel governo della Terra. In quell’occasione vennero infatti fissati obiettivi comuni e fu chiaro che si stava entrando nell’era dell’attenzione allo sviluppo sostenibile.
 
La forza propulsiva del Vertice, dopo poco più di un decennio ha cominciato però a esaurirsi nelle difficoltà del reale e soprattutto per la crisi economica finanziaria mondiale.
 
È per questo oggi particolarmente importante fare il punto sullo stato globale per ricercare e condividere nuovi obiettivi comuni in grado di rilanciare l’attenzione all’ambiente, ma la vera sfida è definire un nuovo paradigma di crescita economica in grado di contemperare equità sociale e sostenibilità ambientale.  
 
La Conferenza si concentrerà su due temi principali.
 
Il primo: "A Green Economy in the context of sustainable development and poverty eradication" (un’economia verde nel contesto dello sviluppo sostenibile e riduzione della povertà) per fare il punto sulla transizione verso un’economia verde nei diversi contesti nazionali che sia in grado non solo di limitare gli effetti di alcune minacce ambientali – per es.: il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, la desertificazione, l’esaurimento delle risorse naturali – ma anche di promuovere contestualmente nuove forme di sviluppo e di benessere sociale ed economico legate ad un uso più efficiente ed equo delle risorse.
 
Il secondo: "Institutional framework for sustainable development" (quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile) fa riferimento al sistema di governance globale per lo sviluppo sostenibile e alle istituzioni incaricate di sviluppare, monitorare e attuare le politiche di sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico.
 
Come deciso dall’ UNEP (Nairobi, 21-24 Febbraio 2011) il tema del quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile includerà anche il processo di riforma della governance Internazionale dell’ambiente (IEG).
 
In vista di Rio+20, una Risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU ha previsto l’istituzione di un Comitato Preparatorio (Preparatory Committee) a livello internazionale. Da un lato si è ritenuta essenziale la valutazione critica di quanto fin qui fatto, delle luci e delle ombre che hanno caratterizzato un processo non facile nel corso del quale molto spesso le esigenze particolari degli stati hanno finito per mettere in secondo piano i dati, le raccomandazioni e gli obiettivi emersi nei contesti internazionali sullo sviluppo sostenibile. Dall’altro si è inteso favorire al massimo i contributi dei vari paesi, dei soggetti pubblici e privati e dei vari stakeholders
 
Nel corso del primo incontro (PrepCom1), tenutosi a New York dal 17 al 19 maggio 2010, sono state identificate le aree d’azione prioritarie. Si è anche rilevata l’esigenza di definire meglio il concetto di economia verde e il suo possibile contributo allo sviluppo sostenibile globale. 
 
Per quel che riguarda il tema del quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile, la discussione si è articolata principalmente su tre aspetti: il raggiungimento delle sfide poste dallo sviluppo sostenibile; il ruolo della commissione per lo sviluppo sostenibile (CSD) e il processo già avviato sulla riforma della governance internazionale dell’ambiente (IEG). Sono stati inoltre costituiti due gruppi negoziali dedicati rispettivamente alle regole procedurali sull’organizzazione della conferenza e al processo preparatorio, stabilendo in particolare di organizzare tre incontri inter-sessionali finalizzati ad approfondire le questioni più rilevanti sui temi della Conferenza.
 
Il secondo incontro (PrepCom2), che si è tenuto sempre a New York il 7 e 8 marzo 2011, ha approfondito i due temi all’ordine del giorno della Conferenza con l’obiettivo di capire come questi possano accelerare il progresso verso la convergenza dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile e come questo si possa tradurre in un rinnovato impegno politico. È stato richiesto inoltre di avviare un processo guidato dagli Stati membri per preparare un draft text che serva da base per un documento finale della conferenza, invitando tutti gli stati membri, il sistema delle Nazioni Unite e le parti interessate, a fornire il loro contributo in forma scritta entro il 1 novembre 2011 per la preparazione del documento finale.
 
In attesa del terzo e ultimo incontro (PrepCom3) che si terrà a Rio de Janeiro dal 13-15 giugno 2012 per discutere i risultati attesi e negoziare i documenti conclusivi della conferenza, i paesi membri sono dunque stati invitati a fornire i loro contributi.
 
Per quanto riguarda l’Italia, oltre agli incontri interministeriali per la preparazione della partecipazione italiana alla Conferenza Rio+20, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha organizzato un Forum della Società Civile che si è svolto il 10 gennaio 2012 alla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma La Sapienza, per coinvolgere il più ampio numero possibile di attori non governativi nella preparazione della Conferenza e per promuoverla in modo attivo e concreto.
 
La Conferenza Rio+20 sarà un'occasione per riflettere sullo sviluppo sostenibile, con particolare riguardo ai temi dell'economia verde e della governance, non solo a livello internazionale ma anche a livello nazionale. Si tratta, anche per l'Italia, di un'opportunità ulteriore per realizzare la transizione verso modelli di consumo e produzione sostenibili, in grado di favorire una crescita economica più attenta alle istanze sociali e ambientali.
 
Una transizione che ha e avrà sempre più bisogno della collaborazione e partecipazione della società civile che potrà esprimersi a Rio nel corso dei numerosi eventi in calendario tra il 16 e il 19 giugno per dare voce agli stakeholders e consentire ai diversi gruppi di proporre idee e iniziative concrete, complementari agli impegni che saranno assunti dai governi. 
 
In ambito comunitario il processo di preparazione alla Conferenza si è concretizzato nella  Comunicazione della CE del 20 giugno scorso, che mantiene fermo l’obiettivo di tenere viva la discussione all’interno delle istituzioni coinvolte e di favorire un'ampia consultazione pubblica, definendo al tempo stesso il punto di vista dell’UE sugli obiettivi e risultati attesi dalla Conferenza.
 
Alla Comunicazione della Commissione Europea su Rio + 20 ("Rio + 20: verso un'economia verde e una migliore governance") si affianca una risoluzione del Parlamento Europeo che riprende quanto presentato nella Comunicazione.
 
In sintesi sono definiti obiettivi e azioni specifiche per i due temi all’ordine del giorno del Vertice. Sul primo punto, resta prioritario investire in risorse chiave e capitale naturale. Risorse idriche, energie rinnovabili, risorse marine, biodiversità e servizi ecosistemici, agricoltura sostenibile, foreste, rifiuti e riciclaggio, sono settori che forniscono sostentamento a milioni di persone e possono contribuire ad alleviare la povertà e diventare in futuro settori chiave della crescita economica e dei mercati mondiali.
 
Il secondo punto èagire sugli strumenti normativi e di mercato. Per esempio, introdurre ecotasse ed eliminare sovvenzioni controproducenti sotto il profilo ambientale, mobilitare risorse finanziarie pubbliche e private, investire in competenze e professionalità legate all’ambiente.
 
Auspicabile anche la messa a punto di nuovi indicatori di benessere che permettano di misurare il progresso e la qualità della vita tenendo conto di aspetti ambientali e sociali, oltre al Pil. 
 
Altro punto decisivo migliorare la governance e incoraggiare la partecipazione del settore privato, anche consolidando e razionalizzando leattuali strutture di governance internazionale (ad esempio il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente - UNEP) accrescendo la partecipazione e l’impegno delle imprese e della società civile.
 
Il Comitato economico e sociale europeo (CESE), tra l’altro, si è fatto portatore della proposta del World Future Council per l'istituzione di un mediatore per le generazioni future che, pur essendo fondamentali per lo sviluppo sostenibile del futuro, non sono attualmente rappresentate nei processi decisionali. Il CESE ha deciso di sostenere un’iniziativa per prevedere la figura del mediatore per le generazioni future, sia a livello Nazioni Unite che a livello nazionale.  
 
Le premesse teoriche per una buona riuscita della Conferenza ci sono tutte e lo slogan “È il tuo mondo” non potrebbe essere più significativo.
 
Le conoscenze scientifiche sui cambiamenti climatici diffuse dall’IPCC (Intergovenamental Panel on Climate Change www.ippc.ch) e da altri organismi internazionali di ricerca (www.climatecommission.gov.au) documentano con certezza sempre maggiore le nostre responsabilità.
 
Il multilateralismo è in declino, ma questo non implica necessariamente che i leader mondiali riescano a unirsi per affrontare problemi comuni.
 
Per questo è importante il coinvolgimento e la pressione di tutti gli stakeholders.
 
I due temi fondamentali posti dalla Conferenza di Rio+20: attuazione di una Green Economy nell'ambito dello sviluppo sostenibile e della lotta alla povertà; strutturazione di un quadro istituzionale della governance dello sviluppo sostenibile che consenta politiche integrate di sostenibilità senza l'usuale differenza tra politiche sociali, economiche e ambientali, devono riuscire a trovare risposte concrete ed efficaci.
 
Testo di questo numero a cura di Debora Badii

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