Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie ARPATnews 2012 021-12

Dove Siamo

 
ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 021 - Lunedì 30 gennaio 2012

Progetto Indoor 2008-2010: caratterizzazione degli inquinanti nelle scuole e nelle abitazioni


RSS

La Regione Toscana e l’Azienda Sanitaria di Firenze, presso l’Auditorium di S. Apollonia, hanno presentato i risultati del progetto INDOOR 2008-2010.

La Regione Toscana, tramite le Aziende USL della Toscana e l’Istituto per la prevenzione oncologica (ISPO), nel 2003 ha promosso il progetto INDOOR, uno studio sul comfort microclimatico e sugli inquinanti fisici e chimici all’interno delle scuole con lo scopo di monitorare lo stato dell’inquinamento negli edifici scolastici.

La prima fase dell’indagine ha messo in evidenza alcune criticità presenti negli ambienti scolastici, in conseguenza di ciò la Regione Toscana ha deciso di procedere con una seconda fase con l’obiettivo di Caratterizzare dal punto di vista qualitativo le polveri fini riscontrate negli ambienti scolastici ed estendere le indagini alle abitazioni. Nel progetto è stato coinvolto anche un campione di alunni con lo scopo di definirne l’esposizione ai principali inquinanti a scuola e a casa.
Inoltre si è completata la caratterizzazione acustica delle scuole ed è stata valutata la presenza dei principali allergeni con la collaborazione dell’ Azienda Ospedaliera Meyer e l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAT).

Complessivamente sono state campionate 34 aule e 75 case.
Il campionamento nelle aule ha avuto la durata di 48 ore, mentre quello nelle abitazioni di 24 ore.
 
La Regione Toscana ha poi approvato ed avviato la terza fase del progetto, tesa ad acquisire conoscenze specifiche sulla presenza di pesticidi e dei principali allergeni nelle strutture scolastiche.
 
Questa Arpatnews dà un quadro generale dei dati presentati in occasione del convegno tenutosi in Sant’Apollonia il 24 novembre 2011: si tratta dei dati sugli inquinanti aerodispersi e sugli inquinanti fisici e biologici raccolti nel corso della seconda fase del progetto INDOOR tesa ad approfondire la presenza di alcune tipologie specifiche di inquinanti presenti negli ambienti di vita, scuole e abitazioni.

Si riportano di seguito i dati che emergono da questa seconda fase del progetto, suddivisi per inquinante.
 
PM 2.5
Per quanto riguarda il particolato atmosferico, conosciuto più comunemente con il nome di polveri, il progetto INDOOR ha posto l’attenzione sul PM 2,5.
Non si notano differenze significative tra le concentrazioni di PM 2.5 riscontrate nelle case e nelle aule. Per quanto riguarda i limiti di riferimento, la normativa europea, recepita dall'Italia nel 2010
(D.Lgs 155/2010), stabilisce che entro il 2015 la concentrazione di PM 2.5 nell'aria ambiente (l'aria di tutti i luoghi aperti o chiusi con la sola esclusione degli ambienti di lavoro) non dovrà superare, come media annua, 25 μg/m3.

Le misure di questo studio si riferiscono a 48 ore di campionamento in aula e di 24 h nelle case e conseguentemente il confronto con questo valore limite ha solo valore indicativo.

Per quanto riguarda il confronto con i dati della prima fase del progetto, detto confronto ha un valore solamente indicativo e non si presta ad elaborazioni statistiche. Nell'indagine condotta nell'anno 2005 furono infatti effettuate due serie di campionamenti, una in inverno e l'altra in primavera, le scuole complessivamente indagate furono 61 e per ogni scuola furono campionate tre aule; l'indagine del 2009 ha riguardato invece 34 scuole dove è stata campionata un'unica aula.
La percentuale di superamento nelle scuole nel 2005 fu di 87.4 nel periodo invernale e di 87.9 nella primavera; quella registrata nel 2009 è stata invece di 57.6.

Metalli e IPA nel PM 2.5
La misura del PM 2.5 è stata integrata con l’analisi delle sue componenti, in particolare i metalli e gli IPA (Idrocarburi policiclici aromatici).

I risultati sia per gli IPA che per i metalli sono risultati compatibili con i riferimenti esistenti di qualità dell’aria. Una maggiore variabilità è stata riscontrata per alcuni metalli (Cr e Ni) all’interno delle aule esaminate; ciò è dovuto a possibili fonti locali outdoor o indoor non indagate in questa fase del progetto.
 
Benzene, Toluene, Etilbenzene, Xileni
Benzene, Toluene, Etilbenzene, Xileni (BTEX) sono sostanze derivanti dal traffico veicolare e possono essere contenute in prodotti utilizzati nelle scuole sia a scopo didattico che per le pulizie (ad esempio uso di pitture e solventi vari, materiali didattici come pennarelli, cole, prodotti di gomma e simili). L’indagine ha riguardato tre campioni differenti: l’aula, i bambini e le loro abitazioni.
E’ stata evidenziata una differenza significativa tra le concentrazioni di benzene tra le tre situazioni monitorate, lo stesso vale per l’etilbenzene. Non è invece stata evidenziata una differenza significativa tra le concentrazioni di toluene tra le tre situazioni monitorate, lo stesso vale per gli xileni.

L’analisi ha evidenziato che l’esposizione dei bambini per il benzene, toluene ed etilbenzene è influenzata sia dalle concentrazioni dell’aula che di casa; per gli xileni la situazione è diversa: l’esposizione è correlata con il dato dell’abitazione, ma non con quello dell’aula (presenza di variabili non individuate).
Per quanto riguarda il benzene, nella prima indagine era stato registrato un valore medio di 5 mcg/mc in zone ad alto traffico, nel 2009 invece il valore medio è stato di 3,8 mcg/mc in zone ad alto traffico con un valore di fondo di 2,3 mcg/mc.
E’ stata inoltre registrata una minore concentrazione di benzene ed etilbenzene nelle scuole campionate rispetto alle abitazioni campionate.
 
Formaldeide e acetaldeide
Per quanto attiene la formaldeide e l’acetaldeide, le aldeidi più frequentemente riscontrate in atmosfera, le loro concentrazioni variano in modo significativo in funzione della zona geografica presa in considerazione.
La formaldeide è un composto organico volatile tra i più diffusi e noti, con un odore acre ed irritante, le sue fonti indoor sono rappresentate da adesivi, vernici, impregnanti, resine, materiali da costruzione, materiali per l’arredamento, prodotti per l’igiene e la manutenzione della casa, insetticidi, antitarme, prodotti per il bricolage. Costituisce il composto organico volatile (VOC) più diffuso e più noto.

L’acetaldeide ha invece come fonte la produzione di cosmetici, vernici, plastiche, gomme, carta, pelli; ha effetti irritanti su gola, naso e occhi soltanto a livelli di concentrazione molto superiori rispetto a quelli che si trovano normalmente negli ambienti. E’ un prodotto metabolico di zuccheri ed etanolo.
Per quanto riguarda i dati sulla formaldeide, in 21 casi si è superato il valore di 30 μg/m3 (valore guida cinese): 1 caso nelle aule su 34 testate (2,9%), 11 casi nelle case su 75 testate (14,7%), 9 casi nei bambini su 61 testati (14,8%).
Per quanto riguarda l’acetaldeide, in 4 casi si è superato il valore di 48 μg/m3 (valore guida giapponese): 0 casi nelle aule su 34 testate (0%), 3 casi nelle case su 75 testate (4%), 1 caso nei bambini su 61 testati (2,9%).
 
In sostanza per la formaldeide e l’acetaldeide dal 2005 al 2009 non ci sono stati miglioramenti, mentre i dati registrati nelle case sono superiori rispetto a quelli registrati nelle aule, presumibilmente dovuti ai mobili presenti nelle abitazioni. L’esposizione è influenzata dal luogo in cui i bambini trascorrono la maggiore parte del tempo, in questo caso il 58% del tempo viene trascorso a casa ed il 25% a scuola.
 
Misure dei requisiti acustici passivi
Per quanto riguarda il rumore esterno alla classe, prendendo come riferimento il livello stabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) di 55 dB(A), lo studio ha rilevato che nel 57% dei casi è stato superato detto limite (misure in facciata).

L’indagine del 2009 ha previsto la misura di: indice di isolamento acustico per via aerea di pareti divisorie tra aule adiacenti; indice di isolamento acustico dal rumore di calpestio di solai divisori; tempo di riverbero di mense e di palestre (le aule erano state misurate durante la prima fase); livello sonoro nelle mense durante la refezione.
Per quanto riguarda il tempo di riverbero i limiti sono stati ampiamente superati sia nelle palestre che nelle mense.
 
Gli allergeni in ambiente indoor
Le principali fonti di allergeni domestici sono l’acaro ( Derp p1), il gatto (Fel d1), il cane (Can f1), la blattella (Bla g1) e le muffe (soprattutto alternaria Alt a1), con una predominanza dei primi due.
Durante l’indagine sono stati raccolti 149 campioni di polveri di cui 103 nelle abitazioni e 46 nelle scuole.

Reperti significativi sono stati rilevati nelle abitazioni, dove, soprattutto per l’allergene degli Acari, Derp p1, e quello del cane (Can f1) è stata superata la soglia di 2 mcg/g di polvere (8% del totale).
L’allergene del gatto è stato riscontrato più diffusamente nei campioni , ma a concentrazioni inferiori al valore soglia.
 
allergeni
E’ stata monitorata anche l’aria indoor per la ricerca di pollini e spore fungine allergizzanti, con campionatore volumetrico portatile Spore trap VPPS 1000. Sono state studiate due scuole, una a Firenze ed una a Pistoia. I risultati più interessanti sono quelli relativi alla scuola fiorentina, dove sono stati rilevati, a bassa concentrazione: pollini di graminaceae ed urticaceae, a concentrazione più alta: pollini di oleaceae (olivo e frassino) e fagaceae (quercia e castagno). Per quanto riguarda le spore di Alternaria sono state rilevate concentrazioni basse, anche rispetto al valore soglia per evocare sintomatologia respiratoria.
 
Le relazioni del convegno saranno disponibili sul sito della AUSL 10.

 


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




— archiviato sotto: ,
Azioni sul documento
Strumenti personali