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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 178 - Martedì 20 settembre 2011

Controllo ARPAT all’Isola del Giglio


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A seguito della segnalazione di Greenpeace il 16 settembre controllo nei fondali di Cala Cupa da parte degli operatori ARPAT

I primi di settembre l'associazione ambientalista Greenpeace ha segnalato la presenza di vari rifiuti, fra i quali anche degli elettrodomestici, sul fondo del mare nella Cala Cupa dell'isola del Giglio .
 
I volontari dell'associazione nell'occasione hanno anche provveduto a rimuovere gli oggetti individuati (vedi foto Greenpeace)
 
A seguito di questa segnalazione il Comune dell’Isola del Giglio ha richiesto l’intervento di ARPAT al fine di verificare la situazione dei fondali.

In data 16 settembre, il battello oceanografico Poseidon, che stava espletando le attività di monitoraggio marino costiero all’Argentario, si è recato nelle acque dell’isola e precisamente a Cala Cupa. L’operazione di controllo è stata effettuata con la collaborazione della Guardia Costiera, dell’Assessore all’Ambiente del Comune del Giglio e della Guardia Forestale.
 
Prateria di PoseidoniaIl nucleo subacqueo di ARPAT, costituito da tre operatori scientifici, si è immerso acquisendo sia immagini fotografiche, sia un filmato con l’ausilio della telecamera filoguidata. Questo ha consentito di trasmettere le immagini direttamente sul monitor di bordo ed essere seguiti in tempo reale durante l’operazione di controllo subacqueo.

L'immersione ad una profondità compresa tra 15 e 2 metri, per oltre un'ora, ha permesso di rilevare che, dopo l'intervento di rimozione dei rifiuti da parte dei volontari di Greenpeace, non sono stati gettati altri materiali metallici, ma sono state rinvenute solo alcune bottiglie di plastica che si sono concentrate nella parte più interna della Cala, sicuramente portate dal movimento del mare.
 
Cala Cupa, essendo esposta ai venti settentrionali del primo quadrante, costituisce una sorta di imbuto, ricordata anche dalla sua conformazione. Tutte le altre cale esposte agli stessi venti potrebbero presentare fenomeni simili e richiedere un attento controllo.

Peraltro è stata constatata la presenza di una prateria di Posidonia oceanica ben strutturata che degrada in maniera repentina sul bordo esterno della batimetrica dei 15 metri e che delimita la Cala.
 
Pinna nobilisL’area è risultata ricca di forme giovanili di Pinna nobilis, il mollusco bivalve più grande che vive in Mediterraneo e può raggiungere il metro di lunghezza. Questa specie endemica è inserita nell'Allegato IV della lista rossa della Direttiva CITES 92/43/CEE (Direttiva Habitat) dell'Unione Europea. È una specie di interesse comunitario che richiede una protezione rigorosa e perciò ne è vietata la raccolta.
 
 
Cladocora caespitosaNelle zona di penombra sono presenti importanti formazioni calcaree costituite dalla madrepora Cladocora caespitosa, tipica forma della famiglia Caryophylliidae. I polipi, di colore marrone chiaro, di circa 5 millimetri di diametro, sviluppano colonie a forma di cuscino, in simbiosi con le alghe Zooxanthella. È la madrepora più grande del Mar Mediterraneo che può raggiungere anche i 50 centimetri di diametro.
 
Sparsi su tutto il fondale, inseriti nel substrato sabbioso, numerosi pennelli dell’alga verde Penicillus capitatus. Il gambo di queste alghe può raggiungere anche i 10 cm di lunghezza e i filamenti si riuniscono in forma sferica.
 
Penicillus capitatus
foto di Fabrizio Serena
riprese filmate subacque di Enrico Cecchi
operatore tecnico di ripresa Michela Ria
 

 


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