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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 241 - Giovedì 17 dicembre 2009

Ridurre i rifiuti con le buone pratiche: ecco com’è andato l’incontro organizzato da ARPAT


Molte le esperienze presentate all'iniziativa inserita nella Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Oltre 70 partecipanti da tutta la Toscana.

Immagini della giornata.

Lunedì 23 ottobre si è svolto a Firenze, presso la sede della Direzione generale di ARPAT, l'incontro “La riduzione dei rifiuti: buone pratiche a confronto” organizzato dall'Agenzia nell'ambito della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.

241 - Sonia Cantoni - Direttore Generale ARPATDopo i saluti di Sonia Cantoni (Direttore generale di ARPAT), Carmela D'Aiutolo (Responsabile AF Educazione Ambientale di ARPAT), ha introdotto i lavori della giornata, che si è articolata in due parti:
-       al mattino, gli interventi relativi alla presentazione delle azioni per la riduzione dei rifiuti promosse dalla Regione Toscana, e alle testimonianze di buone pratiche di riduzione realizzate da soggetti pubblici e privati toscani;241 - Carmela D’Aiutolo - Responsabile AF Educazione Ambientale di ARPAT
-       al pomeriggio, il laboratorio, realizzato con la metodologia dell’Open Space Technology, dedicato all’attuazione di buone pratiche di riduzione dei rifiuti nella progettazione integrata di educazione ambientale di livello locale. 
 
241 - Guido VialeGuido Viale, saggista che ha affrontato nelle sue opere molti temi ambientali, dai rifiuti al consumo sostenibile (vedi ARPATnews n. 110 del 13.06.09), ha tracciato l’evoluzione delle problematiche ambientali connesse ai rifiuti, fino alle prospettive attuali e future. Negli ultimi 150 anni è molto aumentata la produttività del lavoro, mentre minore attenzione è stata prestata alla produttività delle risorse, non tenendo quindi di conto della finitezza di queste ultime. Sul tema delle produttività delle risorse, i concetti di “Fattore 4”, ossia l’opportunità di quadruplicare la produttività delle risorse, e di “Fattore 10”, relativa alla loro decuplicazione, fanno parte dell’elaborazione scientifica degli ultimi anni, ma non trovano posto negli obiettivi delle pianificazioni strategiche. I rifiuti sono un problema che fino agli anni ’70 è stato sottovalutato in tutto il mondo, ma che adesso, secondo Viale, deve essere risolto poiché “quasi tutto diviene rifiuto”, emblema collettivo dello spreco di produttività delle risorse. (scarica la presentazione).

Le Direttive europee
di questo settore hanno sempre ribadito la gerarchia dei criteri principali relativi alla gestione dei rifiuti: la riduzione dei rifiuti e della loro pericolosità; l’incoraggiamento ad effettuare il riciclaggio, anche con la previsione di produzione di energia derivante dagli stessi; l’invio alla discarica solo dei rifiuti dai quali non è possibile effettuare ulteriori recuperi. La Direttiva 2008/98/CE (che dovrà essere recepita entro il 12 dicembre 2010) stabilisce chiaramente la gerarchia dei rifiuti, dedicandovi l’articolo 4: a) prevenzione; b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e) smaltimento. La Direttiva introduce, tra l’altro, la definizione di “preparazione per il riutilizzo”, ossia l’operazione di controllo, pulizia e riparazione di ciò che è divenuto rifiuto, affinché questo possa essere reimpiegato. Ma come si fa a ridurre i rifiuti? Innanzitutto modificando le politiche industriali, imponendo la riduzione degli imballaggi, spingendo verso la progettazione di prodotti di alta tecnologia per i quali siano sostituibili solo i componenti che si evolvono tecnologicamente, imponendo all’industria di farsi carico dello smaltimento di rifiuti dai quali è possibile recuperare materiale primario (per esempio automobili, o prodotti di alta tecnologia) dal momento che le Direttive europee impongono di recuperare quote importanti dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Altro aspetto che le politiche dovrebbero affrontare è quello relativo all’incentivo all’”uso condiviso” di prodotti (es.: il car sharing, che sta riscuotendo un discreto successo nelle città). Gli Enti locali hanno limitati poteri autoritativi ma possono stipulare accordi con produttori e distributori, prevedendo sconti ed incentivi di tariffa, poiché lo smaltimento dei rifiuti rappresenta un costo molto elevato per le amministrazioni, che devono agire anche sensibilizzando i cittadini, invitandoli ad un comportamento responsabile, promuovendo la raccolta differenziata e lo sviluppo del mercato dell’usato. Secondo Viale, se venisse attuata una seria politica della raccolta differenziata e del riciclaggio, probabilmente non sarebbero necessari gli inceneritori.
 
241 - Grafico 1 - Evoluzione produzione rifiuti urbani, e della raccolta differenziata degli urbani sul territorio regionale Marisa Valtancoli dell'Agenzia Regione Recupero Risorse (ARRR) è intervenuta illustrando le azioni e gli strumenti per la riduzione della produzione di rifiuti finanziate dalla Regione Toscana, prendendo spunto dall'evoluzione della produzione dei rifiuti urbani e speciali, e della raccolta differenziata degli urbani sul territorio regionale (vedi grafico 1). Per quanto riguarda i rifiuti urbani, si è registrato negli anni 2007 e 2008 una diminuzione della produzione media annua pro capite e un aumento dellapercentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani a livello regionale.
Sul fronte delle azioni regionali per la riduzione dei rifiuti, aspetto fondamentale è quello delle norme. Secondo la Legge Regionale 25/98, gli Enti pubblici toscani sono tenuti ad impiegare carta e cartoni prodotti utilizzando, integralmente o prevalentemente, residui recuperabili, nonchè manufatti in plastica riciclata, in misura non inferiore al quaranta per cento dei relativi fabbisogni. Agli stessi soggetti la legge fa divieto di utilizzare contenitori e stoviglie a perdere nelle proprie mense, per la somministrazione degli alimenti o delle bevande.

Sul piano delle azioni volontarie, la Regione Toscana ha implementato una serie di iniziative, già a partire dal 1998. Dal 2003 sono stati finanziati progetti rivolti alla diminuzione dei rifiuti in settori specifici (es.: refezione scolastica, feste e sagre), attraverso la promozione dell’uso di contenitori riutilizzabili, vuoti a rendere, prodotti senza imballaggio (es.: acqua del rubinetto, fontanelli, ecc.), recupero di derrate alimentari, riutilizzo di beni durevoli, green procurement, ecc.
Nel 2007, la Regione ha trasferito 3.355.000 euro alle Province, le quali hanno selezionato i progetti da finanziare privilegiando le azioni di riduzione di cui sopra.

Tra le attività che ARRR svolge in questi ambiti, oltre al monitoraggio dei finanziamenti, vi sono due progetti in corso:
-       studio finalizzato alla riduzione dei rifiuti e alla gestione sostenibile dei servizi di ristorazione collettiva, che prevede l’avvio di un monitoraggio in continuo e la diffusione di un format di ristorazione sostenibile per la redazione di “capitolati tipo” per la ristorazione collettiva;
-       analisi dei progetti di recupero delle merci invendute dei supermercati della grande distribuzione organizzata (GDO), che ha consentito di realizzare linee guida che possano essere di supporto alla creazione di progetti locali (scarica la presentazione).
 

241 - Bianca Imbasciati - Comune di Lucca 241 - Maria Bruna Franceschini - Comune di LuccaBianca Imbasciati e Maria Bruna Franceschini del Comune di Lucca hanno illustrato le azioni che l’Amministrazione Comunale ha iniziato nel 2004 per la riduzione della produzione dei rifiuti attraverso l’utilizzo delle stoviglie riutilizzabili presso le mense scolastiche comunali. Con il Progetto pilota per la riduzione dei rifiuti nelle mense scolastiche”, sono state acquistate le attrezzature necessarie per il lavaggio e la gestione delle stoviglie riutilizzabili in sei scuole comunali (stoviglie, lavastoviglie, tavoli in acciaio per la sporzionatura del cibo, ecc.). Nel 2007 il Comune di Lucca ha partecipato al bando della Provincia di Lucca sui fondi regionali per i progetti di riduzione di cui sopra (vedi intervento di Marisa Valtancoli). Il progetto ha interessato quattordici scuole nell’utilizzazione delle stoviglie riutilizzabili, delle quali otto dotate di idonei locali di servizio, e sei non dotate di questi locali (due di queste sono state dotate di locali nel corso del progetto). Le azioni del progetto, con un budget di finanziamento complessivo di circa 180.000 euro (42.500 euro finanziati dalla Regione Toscana) hanno riguardato: 

-           interventi di sistemazione dei locali dal punto di vista strutturale;241 - Stoviglie riutilizzabili delle mense scolastiche del Comune di Lucca
-           l’acquisto, la collocazione e la messa in opera delle attrezzature e delle stoviglie;
-           il monitoraggio del buon andamento della gestione dei cambiamenti;
-           la pubblicizzazione del progetto alle famiglie.
 
E’ stata stimata la conseguente riduzione dei rifiuti, pari a circa 6 tonnellate per ogni anno scolastico (n° coperti per ogni anno scolastico = 176.508; peso di un coperto monouso = gr 34; TOTALE riduzione rifiuti plastica/anno scolastico = Kg. 6.001,27). (scarica la presentazione).

 

241 - Paola Pancini - Comune di ArezzoPaola Pancini del Comune di Arezzo ha illustrato il progetto Acqua in brocca promosso dal Comune di Arezzo attraverso il proprio Centro di Educazione Ambientale e Alimentare di Arezzo (coordinato da Legambiente),in collaborazione con Nuove Acque S.p.A, ARPAT, USL 8, AATO4 e La Fabbrica del Sole ONLUS. Il progetto ha gli obiettivi di ridurre la produzione dei rifiuti nelle mense scolastiche, eliminando le bottiglie di acqua minerale, promuovendo un’adeguata informazione a scuole, studenti e cittadini, valorizzando alcune fontanelle pubbliche esistenti e posizionandone di nuove.

Le attività progettuali si articolano in tre anni scolastici:241 - manifesto dell’iniziativa Acqua in Brocca (Comune di Arezzo)
1.     2008/09: coinvolte tre scuole primarie (totale di 900 studenti e famiglie). Queste le fasi attuative:
-        indagine preliminare sulle abitudini di consumo di acqua delle famiglie (es.: domanda: “Dall’inizio del progetto “Acqua in brocca” la famiglia ha modificato le sue abitudini?”;risposta: “Sì”: 56%)
-        eliminazione dell’acqua in bottiglia dalle mense: risultati stimati in termini di riduzione: 31.500 bottiglie/anno in meno tra mensa e consumo individuale a scuola;
-        posizionamento di fontanelli di acqua di rete nelle tre scuole.
2.     2009/10: ampliamento del progetto:
-        alle scuole: 54 scuole coinvolte, 7.850 studenti; risultati stimati in termini di riduzione: 259.500 bottiglie/anno in meno tra mensa e consumo individuale a scuola;
-        agli uffici pubblici: 750 dipendenti e amministratori; risultati stimati in termini di riduzione: 52.000 bottiglie/anno in meno di consumo individuale negli uffici;
-        ai cittadini, attraverso iniziative di comunicazione e attraverso il posizionamento di cartelli informativi sulla qualità dell’acqua presso luoghi pubblici e fontanelle
3.     Dal 2010, ampliamento del progetto a ristoranti e bar. (scarica la presentazione).
 
241 - Pietro Angelini - cooperativa Effecorta di Capannori (Prov. di Lucca) Pietro Angelini della cooperativa Effecorta di Capannori (Prov. di Lucca) ha illustrato gli aspetti ambientali rilevanti della gestione dell’attività commerciale della cooperativa, caratterizzata dalla vendita di prodotti sfusi (cioè senza l’utilizzo di contenitori monouso) e di origine locale, cioè a “filiera corta”. Attualmente circa l’80% delle merci in vendita (provenienti da oltre 150 fornitori) viene prodotto entro un raggio di 70 Km, con l’obiettivo di raggiungere a breve il 95%. Nel punto vendita, dove si trovano pasta, riso, biscotti formaggi, farina, miele, frutta secca, spezie, legumi, vino, detersivi, saponi, ecc. vengono utilizzati sessanta contenitori “a caduta”, sessanta “a cesto” e sessanta 241 - esempio di cesti per la vendita di prodotti sfusi (Effecorta)spillatori di prodotti liquidi (olio, vino, birra, detergenti, ecc.). Il negozio quindi non vende prodotti confezionati, ma solo prodotti sfusi, e non utilizza i classici “shoppers” di plastica, ma solo borse di tela e di carta, e reintroduce la tipica “sporta lucchese”. Dal contatto con i clienti risulta che circa il 30% dei contenitori viene riusato presso lo stesso punto vendita (es.: riutilizzo del vasetto di marmellata), e la percentuale, tra l’altro, è in costante crescita. Una delle tre aree del negozio è dedicata alla promozione e all’attivazione di progetti di educazione ambientale, il consumo sostenibile e le energie rinnovabili. Il progetto imprenditoriale è stato riconosciuto come particolarmente innovativo dalla Provincia di Lucca, che ha assegnato un finanziamento di start-up attraverso il bando provinciale “Linea di credito nuova impresa”, oltre ad esser stato sostenuto da istituti creditizi locali. (scarica la presentazione).
 
241 - Giuseppe Torelli - Comune di FirenzeGiuseppe Torelli del Comune di Firenze ha narrato l’esperienza realizzata con l’appalto per la gestione di distributori automatici di generi di ristoro e di erogatori di acqua della rete dell’acquedotto negli edifici dell’amministrazione comunale.
Nell’appalto del servizio, che ha riguardato 215 distributori di bevande calde, fredde e snack, nonché 62 erogatori di acqua di rete, sono stati introdotti elementi innovativi sul piano ambientale ed etico-sociale:
I distributori infatti devono fornire:
      almeno il 35% di bevande calde, fredde e snack conformi ai criteri del commercio equo e solidale;
      almeno il 30% di prodotti con ingredienti da agricoltura biologica;
      almeno un prodotto salato ed un prodotto dolce adatti ai soggetti celiaci.

Per quanto riguarda gli aspetti finalizzati alla riduzione dei rifiuti, nei distributori automatici sono state vietate le forniture di bottiglie o altri contenitori di acqua minerale (sia naturale che frizzante) e di bevande in imballaggi di alluminio con capacità inferiore ai 33 cc.
Inoltre:
      le cialde (per gli apparecchi semiautomatici), le palette e i cucchiaini devono essere in materiale biodegradabile e compostabile (es: legno, bio-plastiche, ecc.)
Con lo stesso atto, l’Amministrazione ha appaltato il servizio di installazione e gestione di erogatori di acqua potabile, con allacciamento diretto alla rete dell’acquedotto comunale (senza trattamenti), l’erogazione gratuita di acqua (a pagamento solo i bicchieri, in materiale biodegradabile e compostabile) e tre possibili opzioni di scelta: naturale a temperatura ambiente; refrigerata; gasata.
Il Comune di Firenze ha stimato la riduzione dei rifiuti: circa 25 tonnellate, cioè il peso di circa 1 milione di bottiglie da mezzo litro non consumate in 4 anni. (scarica la presentazione).
 
241 - Maria Grazie Petronio - ASL 11 di EmpoliMaria Grazie Petronio dell’ASL 11 di Empoli ha presentato il progetto promosso da ARPAT e dall’ASL empolese “Ridurre e gestire meglio i rifiuti. Una buona pratica tra sanità e ambiente”, finalizzato alla riduzione della produzione e all’ottimizzazione della raccolta differenziata e della gestione di tutti i rifiuti.
Gli obiettivi specifici sono:
a)     la riduzione dei consumi e l’uso di prodotti a ridotto impatto ambientale (attraverso la riduzione dei consumo di carta da ufficio, l’uso di materiali riutilizzabili o biodegradabili nell'organizzazione di catering e nei distributori delle bevande, e il consumo di acqua potabile di rete);
b)    l’aumento della raccolta differenziata e il suo miglioramento qualitativo (attraverso riunioni con gli operatori, l’indagine sull’attuale situazione relativa alle modalità di raccolta e gestione delle diverse tipologie di rifiuto, la loro pesatura periodica, l’approvvigionamento e la nuova dotazione di contenitori per i rifiuti, ecc.)
c)     definizione di una procedura integrata nell’ambito del Sistema di Gestione della Qualità;241 - Raccolta della carta presso l’ASL 11
d)    studio dell’inserimento di un protocollo per la riduzione e miglior gestione dei rifiuti tra i requisiti necessari per il rilascio di autorizzazioni ambientali e sanitarie di competenza di ASL e ARPAT.
Il progetto è nella fase d’attuazione: sono state realizzate iniziative di informazione/coinvolgimento del personale, la pesatura della carta e dell’indifferenziato ante-progetto, la rilevazione della gestione dei rifiuti e delle iniziative di risparmio ante-progetto tramite censimento-intervista, e l’installazione dei nuovi contenitori per i rifiuti (in alcune sedi). Dalla rilevazione sono emerse alcuni elementi comuni che saranno oggetto di azioni di miglioramento, come la bassa percentuale delle stampanti con modalità fronte/retro (12-14%), l’uso ancora sporadico di stoviglie riutilizzabili, lo scarso consumo di acqua potabile dell’acquedotto. (scarica la presentazione).
 
Nel pomeriggio si è svolto il laboratorio finalizzato a facilitare l’attuazione concreta delle buone pratiche di riduzione dei rifiuti nell’ambito della progettazione integrata locale del Sistema Toscano per l’Educazione Ambientale. I soggetti del Sistema Toscano (scuole, associazioni, Comuni, ecc.), hanno costituito gruppi di lavoro “ad hoc”, e con il supporto dei “testimonial” che hanno presentato le buone pratiche al mattino hanno elaborato schede progettuali per l’implementazione di tre buone pratiche: distributori automatici di bevande/erogatori di acqua potabile; “Acqua in brocca” nelle mense scolastiche; “Chi cerca trova, chi lascia prende” (cioè la creazione di un luogo dove si incontrano domanda e offerta di materiali che possono essere riutilizzati).
I risultati dei lavori del pomeriggio saranno quindi a disposizione per lo sviluppo delle progettazioni di educazione ambientale nei vari territori toscani.
 
 
 
 

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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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