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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 151 - Martedì 11 agosto 2009

Un'indagine dell'Eurobarometro su cittadini europei e cambiamenti climatici


I cambiamenti climatici preoccupano, ma l’attenzione è rivolta soprattutto ai fattori di crisi: disoccupazione, crescita economica, inflazione e potere d'acquisto.

Nella primavera 2008, la Commissione e il Parlamento europeo avevano realizzato una grande inchiesta sull'atteggiamento degli europei dinanzi al cambiamento climatico .

 

A quell'epoca, la Commissione europea aveva appena presentato una serie di proposte afferenti e il Parlamento aveva istituito una commissione temporanea in materia.

Oggi, ad un anno di distanza, una nuova inchiesta dell’Eurobarometro intende valutare le tendenze che emergono in seno all'opinione pubblica europea.

Essa fornisce indicazioni preziose nella prospettiva della Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, che avrà luogo nel dicembre 2009 a Copenaghen.

Recenti indagini svolte dall’Eurobarometro sulle elezioni e sulla crisi finanziaria, hanno dimostrato che gli europei collocano ormai in cima alle loro preoccupazioni le questioni che li interessano direttamente nella loro vita quotidiana: disoccupazione, crescita economica, inflazione e potere d'acquisto.

Per contro, i temi connessi ai problemi collettivi di natura planetaria registrano un netto ribasso: terrorismo, immigrazione, cambiamento climatico.

Questa situazione è confermata dai risultati dell’ultima inchiesta. Il cambiamento climatico resta una priorità, ma in subordine alla crisi: interrogati per la terza volta a tale riguardo, la metà degli europei (50%) continua a pensare che il cambiamento climatico rappresenti un'importante sfida del nostro tempo. Un anno fa erano il 62%. Questa riduzione può essere comparata con il sensibilissimo aumento registrato nell’attenzione alla recessione dell'economia mondiale, che si riscontra nel 52% degli intervistati rispetto al precedente 24%.

Secondo tale logica, la percezione da parte degli europei della gravità del cambiamento climatico diminuisce di conseguenza. Un anno fa, il cambiamento climatico era un problema considerato "gravissimo" da 3 europei su 4 (75%). Oggi, non sono più del 67% a considerarlo tale, con una diminuzione dell’8%.

Per contro, la consapevolezza del profitto economico che si può trarre dalla lotta contro il cambiamento climatico è in aumento: è registrata dal 62% degli intervistati di oggi contro il 56% di un anno fa. Nel contesto della crisi economica attuale, si può concludere che sempre più persone credono in una "crescita verde" fondata sullo sviluppo sostenibile.

La percezione degli strumenti da utilizzare contro il cambiamento climatico aumenta o resta stabile a seconda dei casi:

· Il 75% degli europei, contro il 70% di un anno fa, considera che si dovrebbe ricorrere all'uso dei carburanti alternativi quali i "biocarburanti" per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra.

· Il 59% degli europei, contro il 61% di un anno fa, dichiara di aver agito individualmente a favore della lotta contro il cambiamento climatico.

Le attese degli europei nei confronti del Parlamento Europeo sono connesse innanzi tutto ai problemi più immediatamente percepiti. Le sfide mondiali vengono dopo.

Nella ricerca sulle "elezioni" è stato chiesto agli europei quali politiche il Parlamento Europeo dovrebbe portare avanti con la massima priorità.

La lotta contro il cambiamento climatico si attesta al quarto posto con il 30%, mentre un anno fa era al terzo posto con il 31%.

Ancora una volta sono i temi economici e sociali che registrano un aumento. Infatti, il coordinamento delle politiche economiche, di bilancio e fiscali è passato nello stesso periodo dal 26 al 32% e la protezione rafforzata del consumatore e della sanità pubblica dal 33 al 36%.

151 - Mappa domanda 1

 


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